Medea ~ Rita Petruccioli riscrive il mito di una donna indomita e ribelle
Le storie migliori sono quelle che hanno ancora tanto da raccontare anche a distanza di secoli e Medea di Rita Petruccioli è una di quelle: impara dalle letteratura del passato e parla al nostro presente, indicandoci una strada per il futuro Il mito è un linguaggio e, in quanto tale, cambia nel tempo per adattarsi ai bisogni di chi racconta e, forse ancora di più, di chi ascolta. E i bisogni sono sempre quelli di comprendere, di risolvere le contraddizioni impossibili da placare altrimenti, di legittimare le proprie azioni e il modo in cui queste plasmano il mondo in cui - noi, che raccontiamo e ascoltiamo - viviamo. Lo ha fatto, nel 431 a.C., quello che tutt'oggi ricordiamo come il più grande tragediografo dell'antichità. Euripide attinge da miti più antichi, dalla storia degli Argonauti e della ricerca del vello d'oro, per mettere in scena una donna, Medea , capro espiatorio per colpe che il suo popolo - giusto, democratico, civilizzato - non può tollerare.


















