Non è una questione di genere – Scrivere il fumetto: Beltramini, Ferramosca, Raule, Torre
Quattro sceneggiatrici a confronto su scrittura, rappresentazione e industria Quando si parla di fumetto, l’attenzione cade quasi sempre sull’immagine: sul segno, sullo stile, sulla composizione della tavola. Ultimamente cade anche molto sui colori, che stanno prendendo piede sempre di più, tolte alcune pubblicazioni seriali già rodate da decenni. Ed è normale che sia così, dato che il fumetto è un linguaggio che si offre prima di tutto allo sguardo. Eppure, dietro ogni vignetta esiste una struttura invisibile che ne determina ritmo, tono e andamento. Vi sarà sicuramente capitato di leggere un fumetto il cui finale appare affrettato o quasi uscito dal nulla, o al contrario uno con uno sviluppo troppo lento che finisce per annoiare. Scrivere fumetti è un mestiere che si costruisce nel dialogo, con chi disegna, con chi colora, con chi leggerà, e che richiede non solo capacità di sintesi, ma anche disponibilità a lasciare che la storia si trasformi nel passaggio da una mano all’altra. In ...


















