Dossier Tempi moderni - Il lavoro editoriale: crisi, burnout e questioni di classe
"Vale davvero la pena di lavorare in editoria?" La percezione dei diritti negli ultimi trent’anni è cambiata in modo incontrovertibile: non si parla più di diritti del lavoro, diritto alla casa, tutto questo è stato sostituito da concetti apparentemente innocui, come quello di meritocrazia, ma in realtà lesivi per quello che è diventato il sentire comune della realtà. Il mondo editoriale italiano sta attraversando una delle fasi più critiche della storia moderna. Da un lato abbiamo l’intelligenza artificiale che minaccia il lavoro di traduttori, redattori e compromette quelli che sono i processi creativi, dall’altro abbiamo un problema sistemico che va oltre le dinamiche di mercato: quello dell’editoria si è trasformato in un settore sempre più esclusivo, riservato alle classi privilegiate e che produce per le classi privilegiate, chiuso alla diversità sociale ed economica. Ma andiamo con ordine e partiamo dalla crisi economica.


















