La Compagnia dell’indie Special - Bricòla e l'autoproduzione, "l'ambiente più vivace del fumetto italiano"
A poche ore dall'inizio della nona edizione di Bricòla, ripercorriamo la nascita del festival e la sua evoluzione insieme all'organizzazione
Siamo alla vigilia della nona edizione di Bricòla, il festival dedicato alle autoproduzioni a fumetti. Quest’anno il festival sarà ospitato dalla Casa dei Giochi di Milano, sabato 28 e domenica 29 marzo, con incontri, laboratori, una mostra e un gioco di carte.
Dopo aver intervistato Silvia Alcidi, Wabbit Hunting Season e Beam Press, tre tra le voci autoriali e i collettivi che parteciperanno per la prima volta al festival, è la volta di ascoltare le parole dell'organizzazione, formata da Mas Silleni, Alberto Brambilla, Maya Quaianni, Giulia Panzeri, Giò Di Meglio e Francesca Martucci.
La locandina dell'evento, firmata da Jacopo Starace.
Quando e come nasce Bricòla?
La prima edizione di Bricòla si svolge ad aprile 2016, dopo qualche mese di organizzazione. Mas e Maya sentivano il bisogno di un festival a Milano dedicato alle autoproduzioni, Bebo - all'epoca responsabile eventi di WOW Spazio Fumetto - in occasione del quinto anniversario del museo voleva aprirlo al fumetto indipendente. Una sera a cena si consumò il fattaccio.
Quali erano (e quali sono) i motivi per dedicare un festival al mondo delle autoproduzioni?
Semplicemente, l'autoproduzione è l'ambiente più vivace del fumetto italiano, in cui si incontrano le cose più interessanti. Eppure su Milano non c'era nulla al riguardo, dieci anni fa, nonostante fosse la città che aveva visto nascere l’HIU Happening Internazionale Underground negli anni Novanta. Abbiamo colto questo bisogno, e come noi i ragazzi di AFA Autoproduzioni Fichissime Anderground, che hanno creato il loro festival praticamente in contemporanea (la loro prima edizione è di maggio 2016).
Se si aggiunge che, nel corso di una serie di incontri al WOW con Sara Pavan, ci eravamo resə conto di quanto poco i collettivi milanesi si conoscessero tra loro, e la volontà di portare la proposta culturale del museo fuori dai percorsi canonicamente istituzionali, si ha il mix di motivazioni che ci ha spinto a partire.
Adesso proseguiamo perché è bello. Perché siamo diventati un punto di riferimento nel mondo dell’autoproduzione e sentiamo una certa responsabilità. E perché rimaniamo convintə che l'autoproduzione rimanga l'ambito del mondo del fumetto in cui il contatto con il pubblico ha maggior valore, che va più nutrito, valorizzato e messo in rete.
Quali erano (e quali sono) i motivi per dedicare un festival al mondo delle autoproduzioni?
Semplicemente, l'autoproduzione è l'ambiente più vivace del fumetto italiano, in cui si incontrano le cose più interessanti. Eppure su Milano non c'era nulla al riguardo, dieci anni fa, nonostante fosse la città che aveva visto nascere l’HIU Happening Internazionale Underground negli anni Novanta. Abbiamo colto questo bisogno, e come noi i ragazzi di AFA Autoproduzioni Fichissime Anderground, che hanno creato il loro festival praticamente in contemporanea (la loro prima edizione è di maggio 2016).
Se si aggiunge che, nel corso di una serie di incontri al WOW con Sara Pavan, ci eravamo resə conto di quanto poco i collettivi milanesi si conoscessero tra loro, e la volontà di portare la proposta culturale del museo fuori dai percorsi canonicamente istituzionali, si ha il mix di motivazioni che ci ha spinto a partire.
Adesso proseguiamo perché è bello. Perché siamo diventati un punto di riferimento nel mondo dell’autoproduzione e sentiamo una certa responsabilità. E perché rimaniamo convintə che l'autoproduzione rimanga l'ambito del mondo del fumetto in cui il contatto con il pubblico ha maggior valore, che va più nutrito, valorizzato e messo in rete.
Chi c’è dietro alla creazione del Festival? Nel corso del tempo si sono unite altre persone? E com'è composto il team attualmente?
I tre fondatori sono Bebo, Mas e Maya.
Bebo, come già detto, all'epoca lavorava a WOW Spazio Fumetto, occupandosi di mostre ed eventi. Ora fa mille cose nel mondo del fumetto, tra editoria, divulgazione e festival, utilizzando principalmente il suo nom de plume Alberto Brambilla, ma l'autoproduzione rimane la seconda cosa che preferisce… dopo i fumetti davvero davvero vecchi.
Mas, quando è nata l'idea di Bricòla e durante le prime edizioni, lavorava come freelance editoriale. Adesso invece lavora nelle biblioteche rionali di Milano, dove si occupa - fra molto altro - anche di fumetti! In particolare, quest'anno è felice perché sta introducendo nel sistema bibliotecario una piccola collezione di fumetti autoprodotti, che dopo essere passati per il processo di catalogazione saranno disponibili per il prestito.
Maya aveva da poco iniziato a lavorare per la comunicazione (soprattutto social) di WOW Spazio Fumetto, mentre iniziava ad analizzare e affrontare l’autoproduzione in ambito accademico (tra le altre cose fa parte di SnIF, associazione di ricercatrici e ricercatori sul fumetto). Attualmente continua a occuparsi di nona arte tra progetti di Comics Studies, mostre ed eventi, oltre a occuparsi di comunicazione e social media.
A loro si è aggiunta nel 2019 Giulia Panzeri, dopo un breve ma intenso stage al WOW in cui ha affiancato Bebo, che le ha svelato l'immensità della sua saggezza fumettosa e la vastità del mondo dei Puffi. Dopo una formazione umanistica e editoriale, ha scelto un lavoro noioso ma retribuito per poter continuare a fare cose belle ma gratis. Ama la carta e la stampa Riso.
Nel 2024 è arrivato Giò, che si è avvicinato all'organizzazione del Festival per l'amicizia che lo lega con Mas e Maya del gruppo fondatore, per dare un proprio contributo ad un evento che nel frattempo gli era entrato nel cuore. Con un passato remoto da sceneggiatore, nell'ambito del fumetto la sua attività attuale è legata principalmente all'organizzazione del festival e moderazione di eventi tematici, sempre con l'idea di aiutare chi fa arte a mettersi in contatto con il pubblico in autonomia.
A loro si è unita Francesca Martucci e negli anni si sono avvicendati supporti fondamentali: per questa edizione ricordiamo Alice Albiri e Andrea Cavallini (che si sono avvicendati sul lato grafico), Lisa Cerrone e naturalmente Jacopo Starace, che ha realizzato per noi la stupenda locandina!
Bebo, come già detto, all'epoca lavorava a WOW Spazio Fumetto, occupandosi di mostre ed eventi. Ora fa mille cose nel mondo del fumetto, tra editoria, divulgazione e festival, utilizzando principalmente il suo nom de plume Alberto Brambilla, ma l'autoproduzione rimane la seconda cosa che preferisce… dopo i fumetti davvero davvero vecchi.
Mas, quando è nata l'idea di Bricòla e durante le prime edizioni, lavorava come freelance editoriale. Adesso invece lavora nelle biblioteche rionali di Milano, dove si occupa - fra molto altro - anche di fumetti! In particolare, quest'anno è felice perché sta introducendo nel sistema bibliotecario una piccola collezione di fumetti autoprodotti, che dopo essere passati per il processo di catalogazione saranno disponibili per il prestito.
Maya aveva da poco iniziato a lavorare per la comunicazione (soprattutto social) di WOW Spazio Fumetto, mentre iniziava ad analizzare e affrontare l’autoproduzione in ambito accademico (tra le altre cose fa parte di SnIF, associazione di ricercatrici e ricercatori sul fumetto). Attualmente continua a occuparsi di nona arte tra progetti di Comics Studies, mostre ed eventi, oltre a occuparsi di comunicazione e social media.
A loro si è aggiunta nel 2019 Giulia Panzeri, dopo un breve ma intenso stage al WOW in cui ha affiancato Bebo, che le ha svelato l'immensità della sua saggezza fumettosa e la vastità del mondo dei Puffi. Dopo una formazione umanistica e editoriale, ha scelto un lavoro noioso ma retribuito per poter continuare a fare cose belle ma gratis. Ama la carta e la stampa Riso.
Nel 2024 è arrivato Giò, che si è avvicinato all'organizzazione del Festival per l'amicizia che lo lega con Mas e Maya del gruppo fondatore, per dare un proprio contributo ad un evento che nel frattempo gli era entrato nel cuore. Con un passato remoto da sceneggiatore, nell'ambito del fumetto la sua attività attuale è legata principalmente all'organizzazione del festival e moderazione di eventi tematici, sempre con l'idea di aiutare chi fa arte a mettersi in contatto con il pubblico in autonomia.
A loro si è unita Francesca Martucci e negli anni si sono avvicendati supporti fondamentali: per questa edizione ricordiamo Alice Albiri e Andrea Cavallini (che si sono avvicendati sul lato grafico), Lisa Cerrone e naturalmente Jacopo Starace, che ha realizzato per noi la stupenda locandina!
Quali sono le difficoltà nell’organizzare un Festival come il vostro in una città come Milano?
Gli spazi e i soldi, che poi sono due aspetti che vanno a braccetto. Abbiamo avuto la fortuna di nascere al WOW, che ha messo a disposizione la sua biblioteca e sala didattica (a ingresso libero e già arredate) e ci permetteva di mantenere il festival gratuito per chi esponeva e chi visitava. Trovare un altro spazio che ci garantisse le stesse condizioni non è stato semplice, soprattutto nella Milano del 2026, dove spazi aggregativi adatti e non escludenti sono sempre più rari. Quest’anno ci siamo riusciti grazie alla disponibilità della Casa dei Giochi.
Ovviamente, se avessimo finanziamenti o sponsor, il problema sarebbe minore. A volte abbiamo avuto un contributo pubblico per coprire le spese vive, come la stampa della mostra o qualche biglietto del treno, o dei piccoli sponsor tecnici - quest’anno ci ha dato una mano con la mostra la tipografia digitale Plotino - ma generalmente anche Bricòla è autoprodotto quanto i suoi fumetti: dalla creazione alla distribuzione dei volantini.
Attualmente siamo tutti volontarə, con una vita, un lavoro vero (o più di uno) e che al festival possiamo dedicare solo il tempo libero. Ci autoincensiamo: in queste condizioni è quasi un miracolo farcela ogni anno.
A tal proposito: questa sarà la prima edizione che si svolgerà alla Casa dei giochi, dopo anni al Museo WOW. Cosa cambierà e cosa rimarrà invariato?
Abbiamo fortemente voluto mantenere la stessa struttura: una sala con i banchetti, una sala per i talk e una mostra. Siamo riusciti a prevedere qualche banchetto in più rispetto al WOW e, non essendoci il bookshop del museo, ci siamo attrezzati per tenere un banchetto noi, con i cataloghi dei Bricòla degli anni passati. Differenze davvero minime: tutto cambia ma tutto rimane invariato, come diceva qualcuno.
Ovviamente, se avessimo finanziamenti o sponsor, il problema sarebbe minore. A volte abbiamo avuto un contributo pubblico per coprire le spese vive, come la stampa della mostra o qualche biglietto del treno, o dei piccoli sponsor tecnici - quest’anno ci ha dato una mano con la mostra la tipografia digitale Plotino - ma generalmente anche Bricòla è autoprodotto quanto i suoi fumetti: dalla creazione alla distribuzione dei volantini.
Attualmente siamo tutti volontarə, con una vita, un lavoro vero (o più di uno) e che al festival possiamo dedicare solo il tempo libero. Ci autoincensiamo: in queste condizioni è quasi un miracolo farcela ogni anno.
A tal proposito: questa sarà la prima edizione che si svolgerà alla Casa dei giochi, dopo anni al Museo WOW. Cosa cambierà e cosa rimarrà invariato?
Abbiamo fortemente voluto mantenere la stessa struttura: una sala con i banchetti, una sala per i talk e una mostra. Siamo riusciti a prevedere qualche banchetto in più rispetto al WOW e, non essendoci il bookshop del museo, ci siamo attrezzati per tenere un banchetto noi, con i cataloghi dei Bricòla degli anni passati. Differenze davvero minime: tutto cambia ma tutto rimane invariato, come diceva qualcuno.
Potete anticiparci qualcosa su questa nuova edizione?
Abbiamo deciso di tematizzarla sulla nuova location, la più grande ludoteca di Milano, creando un gioco di carte a tema contrabbandieri di fumetto (il simbolo del festival). Ogni partecipante (artista o collettivo) ha disegnato la sua carta, che sarà esposta in mostra e stampata in un mazzo a tiratura limitata. Inoltre organizziamo un talk a tema autoproduzione di giochi e una card battle finale.
Ovviamente ci saranno altri incontri, uno dedicato alla libertà di formati nell'autoproduzione e un altro sul binomio genere horror/DIY comics.
Vi va di darci il vostro parere sulla scena indie e underground odierna?
È sempre più un luogo di resistenza alle storture della macchina editoriale. Ci sono esempi molto interessanti di cosa si possa fare senza una distribuzione libraria, raggiungendo quasi gli stessi numeri di copie vendute di un libro tradizionale e con un maggior profitto per chi li realizza. Inoltre, forse anche perché questa cosa è evidente e ha ampliato la platea di riferimento, ci sembra che ci sia sempre più varietà stilistica e tematica nel mondo delle autoproduzioni. C'è davvero un po’ di tutto, forse anche più che in libreria.
Per conoscere questa eterogeneità il consiglio è di non fermarsi a un solo festival: le autoproduzioni che si possono trovare all’area Self di Lucca Comics sono totalmente diverse da quelle in vendita al Crack! Fumetti Dirompenti del Forte Prenestino (Roma), e sono selezioni differenti anche da quelle del Treviso Comic Book Festival. Noi a Bricòla cerchiamo di unire e mostrare più stili e anime possibili, per far capire a visitatori e visitatrici che non c’è limite all’autoproduzione.
Ovviamente ci saranno altri incontri, uno dedicato alla libertà di formati nell'autoproduzione e un altro sul binomio genere horror/DIY comics.
Vi va di darci il vostro parere sulla scena indie e underground odierna?
È sempre più un luogo di resistenza alle storture della macchina editoriale. Ci sono esempi molto interessanti di cosa si possa fare senza una distribuzione libraria, raggiungendo quasi gli stessi numeri di copie vendute di un libro tradizionale e con un maggior profitto per chi li realizza. Inoltre, forse anche perché questa cosa è evidente e ha ampliato la platea di riferimento, ci sembra che ci sia sempre più varietà stilistica e tematica nel mondo delle autoproduzioni. C'è davvero un po’ di tutto, forse anche più che in libreria.
Per conoscere questa eterogeneità il consiglio è di non fermarsi a un solo festival: le autoproduzioni che si possono trovare all’area Self di Lucca Comics sono totalmente diverse da quelle in vendita al Crack! Fumetti Dirompenti del Forte Prenestino (Roma), e sono selezioni differenti anche da quelle del Treviso Comic Book Festival. Noi a Bricòla cerchiamo di unire e mostrare più stili e anime possibili, per far capire a visitatori e visitatrici che non c’è limite all’autoproduzione.
In chiusura, non possiamo esimerci dal chiedervi quali sono le opere indie che vi hanno colpito maggiormente in questo ultimo periodo.
Bebo: sono un appassionato di formati strani e sono contentissimo che negli ultimi anni siano usciti un sacco di leporelli. Alcuni riuscitissimi, altri non sono riusciti a sfruttare appieno le possibilità della narrazione infinita, ma tutti sempre interessanti.
Mas: due aspetti mi hanno colpito nelle autoproduzioni degli ultimissimi anni. Da un lato, un ritorno alla sperimentazione con i formati e i materiali – come per esempio i fumetti di Roberta Garzillo e quelli di Anna Dietzel, che usano o richiamano i collage; dall'altro lato, ci sono invece autoproduzioni che hanno raggiunto una diffusione decisamente alta. Non so in quante copie sia stato stampato e ristampato Milano Horror Stories di Hurricane, ma a Milano è ormai difficile trovare una libreria indipendente che non ne abbia qualche copia in vendita, e lo stesso si può dire di Tracciato Palestina di Elena Mistrello.
Si tratta di due aspetti che, più che essere dovuti all'eccezionale "bravura" di un'autrice o autore, mi sembrano indicare un settore molto attivo ed estremamente fertile.
Mas: due aspetti mi hanno colpito nelle autoproduzioni degli ultimissimi anni. Da un lato, un ritorno alla sperimentazione con i formati e i materiali – come per esempio i fumetti di Roberta Garzillo e quelli di Anna Dietzel, che usano o richiamano i collage; dall'altro lato, ci sono invece autoproduzioni che hanno raggiunto una diffusione decisamente alta. Non so in quante copie sia stato stampato e ristampato Milano Horror Stories di Hurricane, ma a Milano è ormai difficile trovare una libreria indipendente che non ne abbia qualche copia in vendita, e lo stesso si può dire di Tracciato Palestina di Elena Mistrello.
Si tratta di due aspetti che, più che essere dovuti all'eccezionale "bravura" di un'autrice o autore, mi sembrano indicare un settore molto attivo ed estremamente fertile.
Tracciato Palestina di Elena Mistrello.
Maya: sicuramente le autoproduzioni che affrontano temi sociali e politici hanno vissuto una certa vitalità (Tracciato Palestina, Milano Horror Stories, ma anche Bambine Matte), sia di pubblico che di critica. Si sono fatti inoltre strada autrici e autori che coniugano con spunti interessanti fumetto indipendente e influenze manga. Ho notato inoltre una crescita delle proposte per bambini e ragazzi anche nell’autoproduzione, così come l’adozione di ogni genere possibile, dalle guide per tipografi (Blekbord) ai travel book (Sara Menetti, Drawdown).
Giulia: mi ha colpito molto The kiln di Ariel Vittori per Lokzine, una vera perla di un'autrice che amo, che nella forma breve dà il meglio.
Giò: certamente Nove Maghi di Trincea Ibiza, anche se non più recentissimo, è stato un vero piccolo evento del fumetto autoprodotto. Poi cito due horror, Volva di TheDollMaker e I denti di Camilla di Marta Sturloni perché ne ho amato il differente approccio al genere e i disegni inquietanti.
Giulia: mi ha colpito molto The kiln di Ariel Vittori per Lokzine, una vera perla di un'autrice che amo, che nella forma breve dà il meglio.
Giò: certamente Nove Maghi di Trincea Ibiza, anche se non più recentissimo, è stato un vero piccolo evento del fumetto autoprodotto. Poi cito due horror, Volva di TheDollMaker e I denti di Camilla di Marta Sturloni perché ne ho amato il differente approccio al genere e i disegni inquietanti.
Intervista a cura di Luca Frigerio e Giuseppe Lamola











