La Compagnia dell’indie 18 - Road to Bricòla: Silvia Alcidi
Dialogo con l'autrice di La famiglia Clichés e Piccole vendette, tra le voci inedite del festival delle autoproduzioni Bricòla
FESTIVAL, CALL E MOSTRE
Quest'anno nasce l'area Self Comics del Salone del Libro, che si avvale della consulenza di esperti del settore come Ariel Vittori (Gigaciao), Martoz e Simone Grifone (Hollow Press), in programma dal 14 al 18 maggio a Torino.
Si terrà invece il primo marzo, sempre a Torino, la seconda edizione del PoP AP market (POrta Palazzo AutoProduzioni): un festival dedicato a artist*, collettivi, zine, progetti che trattano di arti visive, editoria indipendente, DIY e autoproduzioni in generale.
Se volete sostenere la prima edizione di Serpefest, festival del disegno e dell’autoproduzione che si terrà dal 14 al 15 marzo a Pesaro, trovate il link qui. Il tema della manifestazione sarà la metamorfosi.
Betterland di AlbHey Longo uscirà nella sua versione cartacea in collaborazione con Attaccapanni Press, e sarà presentato al Bricòla il 28 marzo. Trovate la recensione qui.
Come Audaci amiamo i festival dedicati alle autoproduzioni e ai fumetti indie: era perciò scontato che facessimo il tifo per Bricòla, una delle manifestazioni più interessanti tra quelle dedicate a questa fetta di editoria, che si terrà il 28 e 29 marzo alla Casa dei Giochi a Milano.
Si chiamava bricòla la borsa usata dai contrabbandieri lombardi nell’attraversamento di Alpi e laghi, per portare dalla Svizzera merci introvabili in Italia. Ma Bricòla è, appunto, anche il nome del festival milanese dedicato alle autoproduzioni a fumetti, che porta a un ampio pubblico produzioni originali che non è facile incontrare altrove.
Da quest’anno siamo anche media partner dell'evento ed è con estremo piacere che da oggi vi presenteremo, negli spazi della Compagnia dell'Indie (la nostra rubrica dedicata all'esplorazione della scena indie fumettistica contemporanea), alcune delle voci autoriali o dei collettivi che ci hanno colpito particolarmente, tra quelle che parteciperanno per la prima volfa al festival.
Iniziamo con una chiacchierata con Silvia Alcidi, nella quale ci ha raccontato il suo percorso artistico e alcune delle sue autoproduzioni.
Come sempre non mancano poi le segnalazioni di eventi, call, nuove uscite, crowdfunding e tanto altro. È, ancora una volta, il nostro modo per continuare a farvi orientare nell'intricata e meravigliosa scena indipendente.
Quest'anno nasce l'area Self Comics del Salone del Libro, che si avvale della consulenza di esperti del settore come Ariel Vittori (Gigaciao), Martoz e Simone Grifone (Hollow Press), in programma dal 14 al 18 maggio a Torino.
Si terrà invece il primo marzo, sempre a Torino, la seconda edizione del PoP AP market (POrta Palazzo AutoProduzioni): un festival dedicato a artist*, collettivi, zine, progetti che trattano di arti visive, editoria indipendente, DIY e autoproduzioni in generale.
Se volete sostenere la prima edizione di Serpefest, festival del disegno e dell’autoproduzione che si terrà dal 14 al 15 marzo a Pesaro, trovate il link qui. Il tema della manifestazione sarà la metamorfosi.
Il 13 marzo è in programma Convalescenza, al Centro Sociale della Pace in via Pratello a Bologna. "Un'occasione per rimettersi in sesto, per scoprire le nuove pubblicazioni che ogni ospite presenterà durante le chiacchierate e ascoltare ottima musica".
Lök Zine ha lanciato una open call per il numero 18 della rivista, sul tema “dark”; avete tempo fino al 22 giugno per proporre le vostre opere.
NUOVE USCITE E CROWDFUNDING
Betterland di AlbHey Longo uscirà nella sua versione cartacea in collaborazione con Attaccapanni Press, e sarà presentato al Bricòla il 28 marzo. Trovate la recensione qui.
È uscito il primo numero di Pantofole, un antologico pubblicato dal Collettivo Pantofole. Per maggiori info trovate tutto qui.
INTERVISTA A SILVIA ALCIDI
Silvia Alcidi (1995), ha studiato fumetto e illustrazione presso la Scuola Romana dei Fumetti di Roma. Nel 2019 è entrata a far parte del collettivo di artisti Becoming X a Perugia. Dal 2020 collabora con progetti autoprodotti nell’ambito della scena del fumetto indipendente.
Nel 2021 ha ricevuto una menzione d’onore al concorso Young Authors del Treviso Comic Book Festival per il racconto breve “Not as Before”, e nel 2024 un’ulteriore menzione ai Bica Awards per una storia breve inclusa in “Piccole Vendette”. Ha collaborato con diverse realtà tra cui Blekbord, ANTIFA!nzine, Nuova Editoria Organizzata, Ehm Autoproduzioni. Ha lavorato come graphic designer e illustratrice per eventi e mostre in vari festival italiani. Attualmente lavora nel reparto grafico della casa editrice Star Comics.
Silvia Alcidi (1995), ha studiato fumetto e illustrazione presso la Scuola Romana dei Fumetti di Roma. Nel 2019 è entrata a far parte del collettivo di artisti Becoming X a Perugia. Dal 2020 collabora con progetti autoprodotti nell’ambito della scena del fumetto indipendente.
Nel 2021 ha ricevuto una menzione d’onore al concorso Young Authors del Treviso Comic Book Festival per il racconto breve “Not as Before”, e nel 2024 un’ulteriore menzione ai Bica Awards per una storia breve inclusa in “Piccole Vendette”. Ha collaborato con diverse realtà tra cui Blekbord, ANTIFA!nzine, Nuova Editoria Organizzata, Ehm Autoproduzioni. Ha lavorato come graphic designer e illustratrice per eventi e mostre in vari festival italiani. Attualmente lavora nel reparto grafico della casa editrice Star Comics.
Benvenuta sulle pagine audaci. Parlaci di te e del tuo percorso artistico.
Ciao! Il mio percorso artistico è un po’ atipico: dopo il liceo scientifico ho iniziato Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Perugia. Durante il primo anno ho partecipato a un workshop di tre giorni con Ivo Milazzo: è stata un’esperienza che mi ha messo profondamente in crisi. Volendo davvero capire il linguaggio del fumetto, ho iniziato a studiare alla Scuola Romana dei Fumetti, a Roma. Non potendo sostenere entrambi i percorsi, ho poi iniziato a lavorare, ho fatto un corso di formazione in grafica e oggi lavoro come grafica in una casa editrice di fumetti, la Star Comics.
Cosa ti ha spinta a intraprendere la via dell’autopubblicazione?
Uscita da scuola mi sentivo piuttosto smarrita: non avevo legato con nessuno, facevo fatica ad aprirmi e in generale mi sentivo persa. Credo di aver intrapreso questo percorso quasi come un atto di disperazione. Volevo far sapere che scrivevo storie e conoscere persone che facessero lo stesso. Col tempo è diventato una sorta di comfort: so che riesco a gestirlo insieme al lavoro a tempo pieno, ma vediamo cosa riserverà il futuro!
È la prima volta che sei al Bricòla: cosa può rappresentare per te quest'esperienza?
Sicuramente incontrare nuovi collettivi e nuove persone, mettermi in gioco e far conoscere il mio lavoro.
Cosa ti ha spinta a intraprendere la via dell’autopubblicazione?
Uscita da scuola mi sentivo piuttosto smarrita: non avevo legato con nessuno, facevo fatica ad aprirmi e in generale mi sentivo persa. Credo di aver intrapreso questo percorso quasi come un atto di disperazione. Volevo far sapere che scrivevo storie e conoscere persone che facessero lo stesso. Col tempo è diventato una sorta di comfort: so che riesco a gestirlo insieme al lavoro a tempo pieno, ma vediamo cosa riserverà il futuro!
È la prima volta che sei al Bricòla: cosa può rappresentare per te quest'esperienza?
Sicuramente incontrare nuovi collettivi e nuove persone, mettermi in gioco e far conoscere il mio lavoro.
Ti va di raccontarci quali fumetti porterai al Bricòla e di cosa parlano?
Porterò La famiglia Clichés (spillato, 36 pp., 2023, ristampato nel 2025 in una versione migliorata) una storia che racconta di un momento conviviale in famiglia, dove però non esistono veri personaggi ma solo i loro ruoli, che si sovrappongono e si scambiano, rendendo quasi impossibile uscirne.
Piccole vendette (brossurato, 40 pp., 2024) raccoglie brevi storie silenziose in cui la realtà si incrina e si ribalta, rivelando piccole verità attraverso minimi gesti di vendetta.
Storie di una ciclista per sport, un esperimento di 24 ore nel 2021. Micro storie in cui la protagonista affronta con ironia e toni surreali le difficoltà di praticare sport su strada. Spero inoltre di portare una novità: Nel raggio di un chilometro, un nuovo progetto la cui idea mi è nata in macchina, chiedendomi quante storie diverse deve aver visto uno stesso tratto di strada. La sfida è giocare col ritmo narrativo e raccontare vicende che si svolgono tutte all’interno di un’auto.
Sono molto legata al formato breve: in parte per esigenze pratiche, in parte per timore, ma soprattutto perché trovo che le storie brevi siano una forma di scrittura estremamente interessante, e una delle mie preferite.
Storie di una ciclista per sport, un esperimento di 24 ore nel 2021. Micro storie in cui la protagonista affronta con ironia e toni surreali le difficoltà di praticare sport su strada. Spero inoltre di portare una novità: Nel raggio di un chilometro, un nuovo progetto la cui idea mi è nata in macchina, chiedendomi quante storie diverse deve aver visto uno stesso tratto di strada. La sfida è giocare col ritmo narrativo e raccontare vicende che si svolgono tutte all’interno di un’auto.
Sono molto legata al formato breve: in parte per esigenze pratiche, in parte per timore, ma soprattutto perché trovo che le storie brevi siano una forma di scrittura estremamente interessante, e una delle mie preferite.
Viviamo un momento in cui sono esplose le iniziative con la parola “comics” nel nome, ma lo spazio per i fumetti è sempre meno. Cosa ne pensi?
Lavorando in una casa editrice legata a una multinazionale, il mio sguardo sul settore è tutto fuorché romantico. Senza demonizzare nulla, però, voglio credere che finché ci sarà qualcuno con il desiderio di raccontare una storia, ci sarà sempre qualcuno disposto ad ascoltarla. Non credo che oggi il problema sia davvero lo spazio — al netto delle questioni politiche e sociali che lo attraversano. Gli spazi esistono, fisici o digitali, e sono potenzialmente ovunque. Il vero nodo è il tempo. Cerchiamo costantemente di comprimerlo, ma le storie hanno bisogno di un tempo: per essere lette, certo, ma anche per circolare, per essere raccontate, discusse, condivise.
Per rendere vivi spazi che altrimenti diventano sempre più vuoti, anche con nomi accattivanti.
Per rendere vivi spazi che altrimenti diventano sempre più vuoti, anche con nomi accattivanti.
Qual è secondo te lo stato di salute dell’indie italiano?
Non mi sento abbastanza “dentro” da poterne parlare con piena coscienza, quindi preferisco partire da una riflessione sulla parola indie, cioè independent. Ma indipendente da cosa? Da qui nascono due riflessioni. Il primo è figlia di una conversazione avuta col mio amico Bjorn Giordano durante una serata col Becoming X: se iniziamo a ragionare come un sistema chiuso, algoritmico, come di base funziona l’Ai, da cui chiediamo sempre più sostegno, producendo idee sempre all’interno dello stesso ramo, senza veramente spaziare o sperimentare, perdiamo quella che dovrebbe essere poi l’essenza dell’indie. L”’indipendenza” in termini di intelligere, per me, sta proprio nello scardinare le connessioni ovvie, nell’accostare elementi che sembrano estremamente lontani, la gravità è stata scoperta per una mela caduta in testa! È lì che nascono le intuizioni — e l’intuizione è alla base dell’immaginazione, quindi delle storie. L’indie dovrebbe essere la porta di Ištar in questo. La seconda riflessione riguarda invece il contesto socio-economico in cui viviamo. Piccole vendette per me è già un progetto “vecchissimo”, eppure ha solo due anni. Abbiamo l’ansia di fare. Anche nell’indie la vita di un libro è brevissima, e negarlo sarebbe poco onesto. Forse dovremmo accorgerci che questa spinta a produrre rischia di portarci a replicare le stesse logiche dell’editoria tradizionale: cambi i mezzi e i canali, ma non stai fattivamente facendo qualcosa di diverso.
Ti va di raccontarci quali sono i tuoi fumetti preferiti, quelli di cui non puoi fare a meno?
Ti potrei citare tutto Alberto Breccia, perché lo studiai a scuola, e mi spaccò la testa, ma nel mentre leggevo e mi sono rimaste dentro anche le storie di Cyril Pedrosa, Naoki Urasawa, Tiziano Sclavi, Gipi, Liv Strömquist, Flavia Biondi, Émilie Gleason, Jorge González. Mi piace pensare che ciò che preferisco verrà sempre dopo quel che ancora non conosco.
Grazie e a presto!
Intervista a cura di Giuseppe Lamola e Luca Frigerio
N.B. Se volete segnalarci un festival, un fumetto autoprodotto o un crowdfunding in corso, scriveteci all'indirizzo gliaudaciredazione@gmail.com














