Non è una questione di genere – L'ufficio stampa: dialogo con Chiara Barone e Rachele Baz

Intervista a chi di solito le interviste le organizza e le rende possibili (insieme a tanto altro) in un lavoro fatto di strategia, mediazione e comunicazione


Dietro ogni fumetto che arriva sugli scaffali, conquista spazio sui social o si trasforma in un caso editoriale, esiste un lavoro costante fatto di relazioni, intuizioni, strategie e mediazione, dove comunicare significa spesso costruire il destino stesso di un’opera. L’ufficio stampa, creatura mitologica per chi osserva il fumetto solo dalla superficie, rappresenta invece uno dei motori più importanti dell’intera filiera editoriale.

In questo nuovo appuntamento di
Non è una questione di genere abbiamo scelto di attraversare proprio questo territorio inesplorato, dando voce a due professioniste del settore. Di seguito, intervistiamo Chiara Barone, ufficio stampa freelance, che lavora principalmente con Edizioni BD e J-POP Manga, e Rachele Baz, che oltre a collaborare come curatrice con i festival Milan Games Week & Cartoomics e Be Comics! Be Games! si occupa di ufficio stampa e PR per saldaPress e Gigaciao.

Fat Lobster (Edizioni BD)

Come sei entrata nel mondo del fumetto?
Chiara B:
Prima mi sono avvicinata al mondo dell’editoria in generale. Ho conseguito un master e mi sono lanciata in un numero infinito di stage in case editrici di narrativa e saggistica (anche molto grandi). Non nascondo però che il mio sogno segreto è sempre stato quello di lavorare con i fumetti per cui appena si è presentata l’occasione l’ho abbracciata al volo.
Sono un ufficio stampa freelance. In questo momento specifico lavoro principalmente per Edizioni BD & J-POP Manga, ma ho seguito anche altre realtà. Tutto è iniziato nel più semplice dei modi: inviando un curriculum.
Rachele B: Nelle prime settimane del 2020 ho pensato di poter in qualche modo contribuire a questo mondo provando a scrivere qualcosa, ed ho chiesto alla redazione de Lo Spazio Bianco di poter fornire qualche articolo, qualche recensione. Dopo qualche tempo, e qualche incarico durante le fiere principali, alcune persone hanno cominciato ad accorgersi di me e mi hanno chiesto di moderare alcuni incontri, e in particolare Fabrizio Savorani mi ha chiesto di affiancarlo nella costruzione dell’Artist Alley di MGWCMX. Era il 2022. Da allora i miei incarichi in quella fiera sono aumentati, e ho continuato a scrivere articoli e a fare interviste per LSB. Nel 2025, prima saldaPress e poi Gigaciao mi hanno chiesto di prendere in mano la gestione della parte di ufficio stampa della casa editrice. Ora tra i festival e le case editrici il mio lavoro è full time per il settore fumetto.

Barbascura spiega gli animali e Sio li disegna, antologia divulgativa pubblicata da Gigaciao.

Il tuo è un mestiere importante ma spesso sconosciuto ai non addetti ai lavori. Ma cos’è che fa, esattamente, un ufficio stampa?
Chiara B: Un ufficio stampa si occupa della promozione delle novità. Usa tutti gli strumenti a propria disposizione per far sapere che c’è un nuovo titolo in uscita e fa in modo che anche altri ne parlino. Qualsiasi sia il mezzo il fine è sempre lo stesso: generare un passaparola.
Rachele B: Il senso dell’ufficio stampa è in qualche modo duplice: da una parte ha un impegno nella promozione dei fumetti e degli autori/delle autrici della casa editrice (fa di tutto per fare uscire articoli di varia natura, in particolare all’uscita di un dato volume, ma non solo); dall’altra parte si occupa del posizionamento sui media della casa editrice, della reputazione in qualche modo. Questi due aspetti sono bilanciati o sbilanciati, in base a quanto la parte promozionale viene già espletata dalla comunicazione social o dalla notorietà degli autori/delle autrici coinvolte.

È cambiato il modo di lavorare con l’avvento dei social?
Chiara B:
Moltissimo. I social sono una cassa di risonanza molto più potente di qualsiasi altro media. Non credo però che siano destinati a soppiantare completamente i media tradizionali. Piuttosto c’è un'evoluzione verso la crossmedialità e la diversificazione dei canali di comunicazione. Credo sia significativo il fatto che nuove testate come le generaliste Lucy sulla Cultura, VD News, MOWmag abbiano dei profili social curati e seguitissimi, ma siano anche testate online, podcast, a volte addirittura riviste cartacee.
Rachele B: È difficile per me dire questa cosa, perché lavoro nel settore solo da pochi anni. Prima del 2021 mi occupavo di qualcosa di completamente diverso, in un altro settore. Anche se si può sicuramente dire che nel mio lavoro, lavorando con vari media, oltre a confrontarmi con quelli più “tradizionali”, come giornali di carta, radio e televisione, ho molto e forse più a che fare con testate online e content creator, che fanno un lavoro di divulgazione con grande presenza sui social. Bisogna solo fare attenzione a distinguere chi si occupa effettivamente di divulgazione e chi invece ha un'impronta più di marketing. Ovviamente non c’è nulla di male in quest’ultima attività, è solo che va gestita diversamente.


Nanbanjin - Quaderno 1 e 2 (J-Pop Manga) 

Come si costruisce il lancio di un nuovo fumetto o di una nuova serie?
Chiara B:
Si deve tener conto di una molteplicità di fattori come la notorietà o meno dell’autore, eventuali premi vinti, genere e temi del fumetto. A partire da questi dati ci si fa un’idea di quali sono i content creator, i giornalisti, le testate online che possono essere interessati a parlarne. Ovviamente le testate o i content creator che sono verticali sul fumetto saranno interessati a coprire quasi tutto. La vera sfida è cavalcare un tema forte dell’opera per proporlo anche a canali che non c’entrano nulla con la nona arte. Ad esempio proporre Gaku, manga sulla montagna, alla rivista del CAI.
Rachele B: Non c’è una regola precisa, è importante provare a progettare la comunicazione sui media per ogni uscita, tenendo conto di vari fattori che possono influire: il fumetto è in anteprima in fiera, l’autore/l’autrice sarà presente per la promozione, l’autore/l’autrice è molto popolare nel settore fumetto, l’autore/l’autrice è molto popolare anche fuori dal settore fumetto, l’autore/l’autrice è di provenienza nazionale o internazionale, il fumetto andrà in preorder oppure no.
In ogni caso si parte con un comunicato stampa, a cui solitamente allego materiale utile da allegare agli articoli; invio copie stampa - volumi o digitali - se vengono richieste. A volte sono io stessa che approccio giornalisti o blogger con cui ho un rapporto più stretto per sapere se sono interessati a ricevere una copia a scopo di recensione (è importante in questo caso anche tenere conto delle preferenze di lettura di chi riceverà il volume). Un altro degli scopi del lavoro di PR è provare ad entrare in una relazione di amicizia (seppur professionale) con tutti i giornalisti, i content creator, i blogger e tutte le persone che parlano di fumetto sui vari media. Un rapporto confidenziale aiuta certamente il fluire delle informazioni e aiuta anche di conseguenza la popolarità del fumetto su cui si sta lavorando.

Battle Beast Vol. 1 - Cuore glorioso (Saldapress)

Quanto il lavoro dell’ufficio stampa influenza davvero la fortuna di un fumetto?
Chiara B:
È una valutazione sempre difficile da fare perché ci sono pochi dati oggettivi a cui aggrapparsi. A volte la correlazione è semplice: un noto content creator cita un certo titolo e il suddetto va immediatamente sold out in pochi giorni. In altri casi non è facile capire quanto il lavoro di comunicazione abbia effettivamente aiutato e quanto invece sia stato dovuto a un passaparola spontaneo. Sicuramente più si fa circolare la voce su un certo fumetto o serie più ci sono chance che si sviluppi un circolo virtuoso di interesse e vendite.
Rachele B: Chi lo sa?! Probabilmente è tutto il progetto di comunicazione nei suoi vari aspetti che rende un fumetto sufficientemente popolare. Poi alla fine, il fumetto deve anche essere bello.

Fujakkà (Edizioni BD)

Che tipo di rapporto hai con autori, editor e tutte le altre figure coinvolte? Hai mai visto differenze nel collaborare con team maschili o femminili?
Chiara B: È fondamentale lavorare bene con editor, grafici e tutto il resto della squadra! Il lavoro dell’ufficio stampa arriva alla fine, ma sono tutti gli altri colleghi che seguono l’opera fino alla pubblicazione e hanno informazioni molto importanti per la comunicazione. E sì, è importante coltivare anche un buon rapporto con gli autori perché si lavora insieme a loro e per loro alla promozione dell’opera. Sicuramente il rapporto con gli autori è la parte più divertente e gratificante del lavoro!
Non ho mai percepito differenze sostanziali tra team maschili e femminili. Forse perché voglio trattare tutti allo stesso modo, indipendentemente dal genere.
Rachele B: Una delle cose più divertenti del lavoro di ufficio stampa è che, durante i festival, puoi in qualche modo “obbligare” autori e autrici a fare tutte le attività che hai preparato per loro. Per quella parte (sorprendentemente!) si affidano a me, e questo è da una parte lusinghiero, ma allo stesso tempo una grande responsabilità.
Ammetto di avere a che fare con più uomini che donne. Direi che si nota in generale quando un team è sensibile a determinate tematiche, anche di genere.

Notti insonni: undici fumetti spaventosi di Adam Ellis (Gigaciao)

Chi è oggi il pubblico del fumetto in Italia e come cambia la comunicazione a seconda del target?
Chiara B:
Dipende dal titolo. Si spazia da un pubblico molto giovane a vecchi collezionisti e appassionati. Sì, la comunicazione cambia radicalmente in base al target. Si lavora su canali diversi.
Rachele B: Non c’è un unico pubblico in Italia, ogni storia ha il suo target specifico e io sono molto fortunata perché le due case editrici con cui collaboro si rivolgono a due pubblici molto diversi. Se da una parte con saldaPress si valorizza il fumetto statunitense e ci si rivolge a persone principalmente adulte, anche con grande consapevolezza delle storie che vogliono leggere, dall’altra parte con Gigaciao abbiamo spesso a che fare con lettori e lettrici giovanissimi, oltre che con le loro famiglie. Se il fumetto è ben scritto, interessante, con una storia appassionante che definisce chiaramente a chi si rivolge, ecco allora anche la parte di comunicazione ne è agevolata. Quindi torniamo sempre lì, è molto più facile comunicare fumetti belli.

100 metri - Hyakuemu (J-Pop Manga)

Il lavoro dietro le quinte è spesso sottovalutato e poco conosciuto: hai mai avuto la percezione che il tuo lavoro venisse sminuito? Pensi che questo sia dovuto al genere o ad altri fattori?
Chiara B:
Sì, credo che spesso sia un lavoro molto sminuito. Tutte le aziende (non solo le case editrici) hanno bisogno di un ufficio stampa, ma pochi sanno di cosa si occupa davvero e spesso è difficile quantificarne l’efficacia, anche perché a volte i risultati di un buon lavoro si vedono a distanza di mesi. In aggiunta, come in molti altri settori, l’essere donna non aiuta. Serve una determinazione doppia.
Allo stesso tempo credo sia un mestiere in cui il fattore umano giochi ancora un ruolo fondamentale e, a differenza di altri lavori più a rischio, difficilmente potrà essere soppiantato da una IA. Spero di non sbagliarmi. :)
Rachele B: Il ruolo di ufficio stampa trae sicuramente soddisfazione da quanta popolarità riesci a procurare a un’opera o a un autore/autrice, il che significa lavorare perché altre persone raggiungano degli obiettivi di visibilità; ma la verità è che lo si fa insieme! Più si riesce a instaurare un clima di reciproca fiducia e a lavorare in team - ognuna/o con il proprio ruolo - e con l’obiettivo di far conoscere il fumetto che si sta promuovendo, ecco allora le vittorie sono di tutte le persone che hanno contribuito, perché ogni persona è un mattoncino che serve per costruire il successo. Non mi è mai capitato di sentirmi sminuita nel mio lavoro da altre persone; sono io la persona meno indulgente con me stessa, non tanto perché tendo a essere insicura di ciò che faccio, ma per la sorpresa di farlo ogni giorno. Devo dire che le case editrici con cui lavoro non hanno mai avuto alcun atteggiamento che rivelasse un pregiudizio di genere nei miei confronti o nel mio lavoro. Per fortuna, direi.


Hai dei consigli per le donne che si approcciano al tuo ruolo lavorativo?
Chiara B: Non lasciarsi mai intimidire da chi vuole farti credere di saperne più di te. Senza smettere di imparare da chi ha davvero più esperienza. È importante anche saper fare squadra e portare a casa gli obiettivi con determinazione, trasparenza e schiena dritta.
Rachele B: Difficile dare consigli, ogni storia è personale e sicuramente la mia non è così lineare. Però una cosa posso dirla. Per fare questo lavoro nel campo dell’editoria del fumetto è importante avere almeno due grandi passioni: i fumetti e le persone. Non c’è un’unica via per provare a fare questo lavoro: di certo uno può essere quello di iniziare in qualche modo (il proprio modo!) a conoscere l’industria, le persone che la abitano, provare a partecipare ad alcuni progetti che possano permettere di farsi anche conoscere da chi fa i fumetti. Ecco, questo potrebbe essere un inizio per muovere i primi passi. Potrebbe anche essere un modo per provare a conoscere qualche persona che si occupa di PR e ufficio stampa del settore, per farci quattro chiacchiere. Non abbiate paura di chiedere, almeno a me. Di solito mi piace parlare: con le persone e di fumetti. Come dicevo prima.

Intervista a cura di Carlotta Bertola



Chiara Barone

Chiara Barone è un’addetta all’ufficio stampa freelance. Dopo aver acquisito un master in Professioni e Prodotti dell’editoria, nel corso degli anni ha lavorato con diverse realtà editoriali, come Mondadori, Editori Laterza e Adriano Salani Editore. Dal 2022 è entrata nel mondo del fumetto e collabora in maniera fissa con Edizioni BD e J-POP Manga.



Rachele Baz

Rachele Baz è una libera professionista che opera nel settore dell'editoria e dei festival del fumetto. Già redattrice della webzine di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, ora lavora come PR e ufficio stampa delle case editrici saldaPress e Gigaciao. Dal 2022 è curatrice delle Artist Alley di Be Comics! Padova e MGWCMX, di cui cura anche i contenuti del palco dedicato alla nona arte. Dal 2026 è Head of Content, insieme a Fabrizio Savorani, di Be Comics! Be Games! per le edizioni di Padova e Torino.

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