La Compagnia dell’indie 20 - Road to Bricòla: Beam Press

Tra ricerca artistica e respiro internazionale, Stefano Ser(T) Togni racconta l'etichetta nata per sperimentare con la forma e il linguaggio del fumetto


Si avvicina sempre di più la nuova edizione di Bricòla, Festival delle autoproduzioni a fumetti che si terrà il 28 e 29 marzo alla Casa dei Giochi a Milano.

Nella Compagnia dell'Indie, la nostra rubrica dedicata all'esplorazione della scena indie fumettistica contemporanea, dopo aver intervistato Silvia Alcidi e Wabbit Hunting Season, torniamo a parlare delle voci autoriali e dei collettivi che parteciperanno per la prima volta al festival approfondendo l'esordio al Bricòla di Beam Press, etichetta con cui Stefano Togni propone opere originali di artisti italiani e distribuisce materiale selezionato dall'estero. Beam Press è sinonimo di "sperimentazione nel campo del fumetto, ricerca di nuovi linguaggi e connessione tra la scena locale e quella internazionale".

Come sempre non mancano poi le segnalazioni di eventi, call, nuove uscite, crowdfunding e tanto altro. È, ancora una volta, il nostro modo per continuare a farvi orientare nell'intricata e meravigliosa scena indipendente.



FESTIVAL E MOSTRE

Fino al 31 marzo sarà possibile fare domanda per partecipare alla Self di Arf! Festival. Vi ricordiamo che questa edizione sarà suddivisa in vari spazi, per esempio la Self si terrà a Casetta Rossa, nel cuore della Garbatella, dal 29 al 31 maggio. Per maggiori info trovate tutto qui.


Il primo weekend di aprile, ad Arezzo, si terrà INK Festival, una manifestazione dedicata all’autoproduzione nei campi del fumetto, dell’illustrazione, dell’editoria, della fotografia, delle zine e del libro.


A Fano sabato 11 aprile ci sarà la terza edizione Spervengul Fest, Festival di diavolerie grafiche (artwork di Anna Dietzel).




La Scuola Internazionale di Comics di Milano organizza la prima edizione di ZIP! ComicsFest, festival dedicato al fumetto, all’illustrazione, all’animazione e alle nuove forme della narrazione visiva, che si terrà sabato 18 e domenica 19 aprile con workshop e talk con professionisti del settore. L’ingresso è gratuito e libero, previa registrazione sul sito (locandina di Martoz).



NUOVE USCITE E CROWDFUNDING

Nasce True Crime Komics, una nuova collana editoriale di Amianto Comics ideata, scritta e disegnata da Federico Galeotti, che esplora il lato più inquietante della cronaca nera attraverso un linguaggio narrativo ibrido e sperimentale. Il primo volume della serie è dedicato a uno dei casi più disturbanti della storia criminale americana: Edmund Kemper. Il progetto fonde narrazione illustrata e racconto scritto, creando un formato unico che si avvicina all’esperienza di un podcast investigativo accompagnato dalle immagini. Il volume sarà disponibile in anteprima a Lucca Collezionando il 28 e 29 marzo. Qui una preview.


“Certi fumetti fanno giri immensi e poi ritornano”. Trincea Ibiza annuncia Rieccoli, nuova collana di libri nata per dare spazio a opere già edite in altre vesti che col tempo sono diventate irreperibili, ma hanno conservato lo status di piccoli cult.
La prima uscita, già in preorder qui, è la nuova edizione di Una brutta storia, primo graphic novel di botte marinaresche di Spugna, “una storia di formazione body horror, che prende l’immaginario avventuroso e slapstick di Segar e dei Fleischer Studios e lo ibrida con le mutazioni horror di Berserk e John Carpenter”.



Channeldraw n°2 - Active Art Yearbook 2025 è un volume a colori di 136 pagine che racchiude un anno di arte e impegno sociale di Gianluca Costantini attraverso disegni, fumetti, ritratti e progetti visivi creati nel corso del 2025, pensato per coloro che seguono e apprezzano l'arte impegnata e la narrazione visiva delle lotte sociali. Lo trovate qui.


L'attesissimo crowdfunding di The Fourth Father di Matteo Scalera è finalmente iniziato (ed è già un successo): potete dare uno sguardo e contribuire su Kickstarter qui.



INTERVISTA

BEAM è una piccola casa editrice di fumetti con sede a Milano che "si concentra in particolare sull'incarnare il processo artistico e la narrazione nella forma del libro, e sulla sperimentazione con la forma e il linguaggio del fumetto", imprimendo nelle sue pubblicazioni "leggerezza e pesantezza contemporaneamente".
Oltre a pubblicare libri di artisti della scena italiana, BEAM si propone di distribuire una selezione di pubblicazioni dall'estero, diffondendo dal vivo nella scena underground italiana la ricerca artistica rappresentata dal catalogo BEAM. Ne parliamo con Stefano Togni (aka SER o SerT).


Benvenuto sulle pagine audaci. Ti va di parlarci di te e del tuo percorso artistico finora?
Sono Stefano Togni e faccio fumetti e simili con il nome SER, anche se molti mi ricordano e mi chiamano SerT. Ho studiato architettura e lavoro ancora in quei paraggi per mantenermi. Da molti anni affianco a questa attività la creazione di veri e propri fumetti e libri, ambito in cui mi cimento da quando ero piccolo. Mi capita anche di illustrare dischi, locandine e aiutare nell’organizzazione di eventi come la rassegna fumettistica Daily Strip, evento collaterale del Bergamo Film Meeting, il festival internazionale di cinema che si svolge ogni anno nella mia provincia natale.

Cosa ti ha spinto a intraprendere la via dell’autopubblicazione?
Per me è stato, e rimane, il mezzo espressivo per eccellenza, riconfigurato nella sua massima elasticità. Siamo stati abituati a concepire il libro e il fumetto all’interno di “naturali” standard e meccaniche produttive. Autopubblicarsi vuol dire riconfigurare il framework di lavoro attraverso cui si crea un libro in serie, recuperando un’organicità che spesso non viene considerata quando si concepisce un libro nell’editoria di massa.Siamo stati abituati a concepire il libro e il fumetto all’interno di “naturali” standard e meccaniche produttive. Autopubblicarsi vuol dire riconfigurare il framework di lavoro attraverso cui si crea un libro in serie, recuperando un’organicità che spesso non viene considerata quando si concepisce un libro nell’editoria di massa.


Come nasce Beam Press?
Ho iniziato con i fumetti e le autoproduzioni nel 2015, con il collettivo Sbucciaginocchi. Dopo un po’ ho ricominciato a sbanchettare più in solitaria, soprattutto dal 2020, quando ho realizzato il mio libro La Tecnica del Tramezzino, finora quello che ho stampato di più e che si è fatto conoscere maggiormente tra i frequentatori dei festival.
Con lo scoccare del 2025 avevo bisogno di stimoli nuovi e ho iniziato a strutturare il desiderio che avevo da un annetto: lavorare più a stretto contatto con altri artisti sulla pubblicazione e curare un progetto artistico che contenesse tutto ciò che preferisco nei fumetti che leggo.
Da lì nasce Beam Press che, più che una casa editrice, penso sia un MacGuffin nella vita reale: una fonte di luce e ispirazione per me in primis, ma spero anche per chi leggerà le produzioni Beam e per l* artist* con cui lavoro e lavorerò. Ma anche una trave strutturale che possa reggere tutto il progetto. Non si può dire nemmeno che sia un collettivo, in quanto l’unico membro fisso della band sono io; forse si può dire che faccio un po’ da producer e un po’ da tecnico del suono.

È la prima volta che Beam Press al Bricòla: cosa può rappresentare per te questa esperienza?
Personalmente ho sempre partecipato, prima con gli Sbucciaginocchi e in seguito come SER, a tutte le edizioni di Bricòla, ma sarà questa la prima volta per Beam Press. Sono emozionato e curioso di capire come il pubblico abituale di Bricòla recepirà il progetto, sia chi già mi conosce sia chi ancora non mi ha inquadrato.
Penso di non aver mai gestito un banchetto così accattivante e allo stesso tempo perturbante come quello che ho allestito con Beam; sono davvero interessato a capire il feedback di chi passerà. Tranquillizzo comunque chi sta leggendo questa risposta e verrà a trovarmi: non dovete sentirvi intimiditi dal mio sguardo. Se non mi rivolgerete la parola, non sarò indiscreto.


Quali fumetti porterai al Bricòla? Chi ha partecipato alla loro realizzazione e di cosa parlano, in breve?
Porterò le mie prime due produzioni a nome Beam Press.
La prima è un cosiddetto libro “giunto”, realizzato incrociando due lavori di due artiste il cui lavoro, a prima vista, può sembrare molto differente per tema ed estetica, ma che associandosi crea una chimica speciale. In questo caso il fumetto di Giovanna Fabi Will you be my symbiont????????? incrocia Good Night/Sleep Tight, una busta d’artista realizzata da Marta Veronese con una tecnica a metà strada tra carta e tessuto.
Rispettivamente, i due lavori parlano di amore e relazioni tossiche e di sonno e meditazione; tuttavia, in qualche modo hanno creato dei ponti tra i mondi artistici di Giovanna e Marta.
La seconda produzione che porterò al festival è Feritoie di Stelvio, quello che definisco un fumetto “da leggere al cubo”: un mistero enigmistico che incrocia Robbe-Grillet e Charles Burns.


Viviamo un momento in cui sono esplose le iniziative con la parola “comics” nel nome, ma lo spazio per i fumetti è sempre meno. Cosa ne pensi?
Non ho molto da dire a riguardo: cerco di tenermi alla larga dalle situazioni in cui viene data una grande percentuale all’aspetto commerciale e gadgetistico. Cerco invece di aggrapparmi ai contesti dove il libro, l’editoria e, più in generale, l’arte stanno al centro, che per fortuna, nonostante la situazione difficile che stiamo passando in Italia, non mancano.
Sia chiaro: quando mi sono trovato in contesti di grandi fiere mi sono divertito comunque molto, ma sono sempre rimasti lontani dalle scelte che ho fatto sia come SER, sia come Sbucciaginocchi, sia come Beam.
Sulla situazione che citate, in generale penso che sia una naturale esplosione di un’industria di per sé non problematica. Il problema vero è l’eccessiva privatizzazione degli spazi nelle grandi città, che, se faciliterà solo lo sviluppo di luoghi che mettono al centro la logica del mercato, rischia letteralmente di soffocare lo sviluppo di realtà e festival che mettono al centro tutta la cultura che si oppone a questa tendenza.
Sarebbe un vero impoverimento per il fumetto, con lettor* che avranno meno varietà nelle proprie letture e anche artist* che saranno incentivat* a osare meno. Ma è anche vero che questo è quanto può succedere nel mondo dell’autoproduzione a fumetti, cioè una piccola parte dei danni che tutto ciò può fare a noi e al mondo.

Qual è secondo te lo stato di salute dell’indie italiano?
A parte le considerazioni fatte prima, sono molto contento dello stato di salute del fumetto indipendente, internazionale ma anche italiano. Esiste una marea di voci e probabilmente non ci sono mai stati tanti canali di diffusione quanto oggi per leggere tutte queste voci.
Nel mentre qualcosa si è perso, come è naturale che sia, ma per quanto riguarda la mia curiosità di lettore e artista sono molto contento dei continui stimoli, delle conoscenze e dei mondi artistici che riesco a incontrare attorno a me. Questo dal punto di vista artistico.


Ti va di raccontarci quali sono i tuoi fumetti preferiti, quelli di cui non puoi fare a meno?
Il puro istinto mi suggerisce Chris Ware, Sunday di Olivier Schrauwen, Grand Electric Thought Power Mother di Lale Westvind, Yours e Star of Swan di Margot Ferrick, e tutto Christopher Forgues.
La mia curiosità degli ultimi tempi direbbe Gary Panther e Apolo Cacho.
Questo riguarda per me dei mostri sacri ormai canonizzati nel mio pantheon di letture, ma alla fine dei conti ciò di cui non posso fare a meno è scoprire autori e fumetti che non conoscevo, online e ai festival: la sensazione di scovare una miniera di mondi sbalorditivi ogni volta che un fumetto mi rapisce.
Ad esempio, un’autoproduzione italiana che mi ha colpito molto nell’ultimo anno è Gli Animali Religiosi di Martino Luis, davvero fantastico, e non vedo l’ora di rileggerlo e scoprire come continuerà.


Grazie e a presto!

Intervista a cura di Giuseppe Lamola e Luca Frigerio

N.B. Se volete segnalarci un festival, un fumetto autoprodotto o un crowdfunding in corso, scriveteci all'indirizzo gliaudaciredazione@gmail.com

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