Letture seriali: Duke

Inizia la "Road to G.I. Joe"

"Road to G.I. Joe"

È questa scritta a campeggiare, sia in copertina che sulla costa, sul volume Saldapress di Duke, nuova tappa dell'Energon Universe di Robert Kirkman e della sua Skybound, e terzo appuntamento qui su Letture Seriali ad esso dedicato.

Lo firmano Joshua Williamson e Tom Reilly, per i colori di Jordie Bellaire, gli stessi nomi che ritroveremo sulla testata di G.I. Joe, quando finalmente debutterà anche da noi.

Ma, come ci hanno già dimostrato sia Void Rivals che Transformers, il disegno, narrativo quanto universale, imbastito da Kirkman e dagli autori che ha coinvolto nel progetto, è ampio, vasto ed intenzionato ad apparire sempre più coeso ogni minuto che passa.

Ovviamente, sempre senza fare spoiler, anche perché la pagina che apre la proposta dei Saldatori - trovata che mi ha molto divertito qui come in originale - parla chiaro: "Il contenuto di questo albo è confidenziale. La divulgazione non autorizzata delle informazioni in esso contenute è espressamente vietata".

Avvertenza che troverete qui, come nelle altre tappe della "Road to G.I. JOE", e che vale come linea guida per questi pezzi, ma se seguite la rubrica da tempo, sapete quanto odio svelare troppo di principio.

Non posso però esimermi dal dire che le mosse di Duke prendono il via da una particolare scena vista e letta nel primo volume del Transformers di Daniel Warren Johnson.

Sono proprio i Robottoni Hasbro, la loro entrata in scena e successivo scontro con l'esercito a mettere in moto eventi paralleli che porteranno alla formazione dei Joes dell'Energon Universe, e le copertine scelte per questa "Strada" disegnate da Jonboy Meyers sono un preciso indizio di come tutto andrà volutamente ad incastrarsi.

Ma è un cammino lungo, e se siete intenzionati a saltare dritti a G.I. Joe sappiate che lo fate a vostro rischio e pericolo... quello di non capire del tutto la trama, intendo.

Williamson e gli altri sceneggiatori ospiti hanno infatti il compito tanto di tracciare la rotta quanto in particolare di costruire ed amplificare le psicologie dei personaggi, siano essi buoni o cattivi, mostrarne scopi e motivazioni, imbastendo una maxitrama che sa di intrigo e puro intrattenimento, che poi è quello che ricerchiamo da comics di questo tipo.

Fatte le dovute "presentazioni", andiamo da Conrad "Duke" Hauser, soldato pluridecorato, una vera macchina da guerra a stelle e strisce, ma non chiamatelo Captain America, prego.

Il Nostro non ha in sé nessun siero del supersoldato, solo un carattere indomito e fiero, e mal digerisce il fantastico, anche quando gli si palesa davanti agli occhi, come accaduto in quel giorno in cui ha visto quel colossale robot trasformarsi e compiere una strage di uomini valorosi, strage di cui è l'unico sopravvissuto per raccontarlo.

Racconto a cui nessuno vuole credere, ma Conrad sa cosa ha visto ed intende trovare le prove che possano confermare la sua storia. Ma questo lo getterà dritto tra le fauci di un intreccio ben più grande di lui. Niente però che possa metterlo in un angolo, comunque...

Williamson imbastisce la trama di Duke alla stregua di un ritmato e roboante blockbuster d'azione a più livelli: parte spy-thriller, parte intrigo governativo, parte action di botte ed esplosioni, riuscendo anche a piazzarci, salvifici quanto basta, dei piccoli momenti leggeri, garantiti da quel personaggio da sempre in odor di fan favorite di Clutch.

Lo scopo, dichiarato quanto palese, è di introdurre questi protagonisti anche a chi di loro non sa assolutamente nulla, ed intendo a malapena cosa siano i G.I. Joe giocattoli.

Ma al tempo stesso, lo scrittore sa anche che, invece, c'è chi là fuori questi personaggi li ama e li venera da decenni, ne segue le avventure e che quindi deve muoversi sempre su quel filo teso tra canone ed innovazione, tra rinfrescata e fanservice.

Senza dimenticare di star contribuendo a costruire un intero universo narrativo in cui personaggi, trame, sottotrame e dettagli dovranno andare necessariamente a collimare, e sinora l'Energon Universe, forte proprio di questa energia creativa che si riverbera in parallelo con quella di finzione su cui tutti vogliono mettere le mani, non pare sbagliare un colpo, andando dritto a testa bassa verso l'obiettivo.

Come il nostro protagonista, qui descritto come un eroe tutto d'un pezzo, all'occorrenza pronto a stringere alleanze insospettabili, sempre in nome della missione e di un obiettivo comune, come quella con una certa Baronessa, che qui fa il suo trionfale ed affascinante ingresso in scena, di fatto presenza immancabile se parliamo di una "Road to G.I. Joe".

Eppure, è proprio quando Duke lascia il posto a Conrad, all'uomo prima che all'eroe, quando china il capo un attimo prima di rialzarlo fiero e pronto a combattere, che Williamson dimostra di avere chiara la direzione verso la quale sta impostando la sua fetta di EU.

Non solo azione fine a sé stessa, ma anche caratteri con cui empatizzare, da voler seguire pagina dopo pagina, evento dopo evento, missione dopo missione.

Difatti, se volete un assaggio di cosa vi attende sulle pagine di G.I. Joe, è questo volume che dovete necessariamente fare vostro, non solo per conoscere il personaggio titolare, ma proprio tutta quella struttura, anche intesa come atmosfera generale, che lo scrittore intende costruire e concepire: potete chiamarlo "prologo", se preferite. Dubito qualcosa possa aversene a male con questa definizione, mai così necessaria e calzante.

E proprio con quest'ottica va inquadrato anche il lavoro grafico di Tom Reilly: il disegnatore, visto in tempi recenti sulle pagine di proposte come La Cosa: Una Sola, Grande Cosa e di Knight Terrors con una storia collaterale dedicata all'Azzurrone, qui affina la sua matita, si dimostra allievo provetto della scuola di Samnee, e poi decide di spiccare il volo, soprattutto quando si tratta di impostare le tavole delle numerose scene d'azione, dove ai volti, si sostituiscono i denti stretti, quelli rotti e i muscoli guizzanti.

Anche per l'artista si tratta di iniziare qui a prendere le mosse di ciò che sarà il suo operato regolare sulla serie dei Joes: dal character design dei singoli protagonisti, alle loro anatomie ed espressioni, dai mezzi alle armi sino alle esplosioni di violenza che, sublimate o meno da indovinate soluzioni grafiche, riescono comunque a trasmettere il tono non così "giocoso" della faccenda, battute o meno di Clutch a stemperare.

La tavolozza di Jordie Bellaire, ormai una garanzia in questo campo, fa il resto, alzando il livello di tensione di una scena, già concepita in modo cinematografico da Reilly, con un uso perfetto dei colori, dal rosso al verde al giallo al blu, sino a mischiarli in particolari commistioni di vignetta in vignetta, per un effetto sempre nuovo e mai stancante.

Anche il cinema sta costruendo il suo incontro tra Transformers e G.I. Joe, ma concedetemi di dubitare saprà avere la stessa mole di quello Skybound, e non solo per via della differenza di medium.

Qui gli effetti speciali sono quelli della matita del disegnatore di turno, a cui non servono né la CGI, né il chiacchiericcio social per convincere il pubblico a staccare il biglietto.

Ciò che invece qui è presente in quantità industriale è la chiarezza d'intenti di chi vuole mettere in piedi un corpus narrativo che possa fare da solide fondamenta per racconti che, è questo l'obiettivo, possano andare avanti a lungo negli anni a venire.

Kirkman ha radunato intorno a sé talenti cristallini, li ha messi al lavoro lasciandoli da una parte liberi di dare fondo alla propria inventiva, ma dall'altra piazzando sopra la loro testa quella Spada di Damocle da "tutto dovrà andare a collimare": lo abbiamo visto con Daniel Warren Johnson e i suoi Robottoni, lo ritroviamo, racconto ancora più corale, con questa strada verso la G.I. Joe di Williamson.

Non a caso, a lui spetterà anche il compito di raccontarci di quell'affascinante villain che risponde al nome di Cobra Commander, primo dei due volumi dedicati ai cattivoni di questa "Road to" e prossimo appuntamento dell'Energon Universe qui su Gli Audaci!

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