La mano verde e altri racconti – onirismo postmodernista

Nelle tavole di Nicole Claveloux le differenze semiotiche collassano, raccontando la crisi dell’amore e delle grandi narrazioni

Se siete appassionati di fumetto e non avete mai sentito parlare di Nicole Claveloux, non preoccupatevi: siete in buona compagnia. L’artista francese, infatti, era praticamente sconosciuta in Italia – nei nostri cataloghi compariva perlopiù come illustratrice di qualche libro per l’infanzia – almeno fino all’intervento di Eris Edizioni. La casa editrice torinese pubblica una raccolta delle sue storie brevi risalenti ai tardi anni Settanta, La mano verde e altri racconti, una summa della produzione a fumetti dell’autrice, già Premio Angoulême al patrimonio nel 2020.

Il volume, corredato da introduzione e postfazione, si apre con la pentalogia che dà il titolo alla raccolta, disegnata da Claveloux, sceneggiata da Édith Zha e composta da La mano verde, L’erba nera, La notte bianca, La paura blu e Le baracche viola. I cinque racconti seguono le vicende di una bizzarra coppia in crisi: una donna e un avvoltoio, lei alla ricerca del brivido di qualcosa di nuovo, lui eterno spettatore e rassegnato alla propria inettitudine.

In questa serie, Claveloux mette a frutto la sua esperienza nel mondo della pittura e della pubblicità, e disegna composizioni da pop art alternate a nature surrealiste desolate ma intrise di colori acidi. Su una scansione delle vignette piuttosto tradizionale, che volentieri fa uso del motivo della ripetizione, l’artista innesta un occhio squisitamente cinematografico, impostando delle inquadrature perturbanti e intensissime che oggi, retroattivamente, potremmo quasi definire “lynchiane” – anche sulla scorta delle atmosfere oniriche che pervadono le tavole.

I testi di Zha si coniugano in maniera ineccepibile alle estetiche e ai mood dei disegni di Claveloux. I loro racconti mettono in scena le difficoltà relazionali alla luce della crisi della coppia tradizionale, travolta dalle ondate del femminismo e dalla postmodernità. I protagonisti si muovono in un mondo senza cardini, in cui i binomi semiotici collassano: il simbolico sfocia nel letterale, l’astratto si mescola al materiale, l’esoterico diventa banale. Pur ciascuno a modo loro, la donna e l’avvoltoio mostrano un’insofferenza alla codificazione dei costumi sociali: costantemente colti in fallo dall’onestà brutale e priva di senso degli individui di cui incrociano il cammino, si scambiano dispetti, nutrono rancori, cercano una libertà che faticano non solo ad afferrare, ma persino a concettualizzare.

Le storie che compongono la seconda metà del volume, e che vedono Claveloux sia ai disegni (tutti in bianco e nero) che ai testi, spezzano la continuità estetica e tematica iniziata con La mano verde.

Storia di Biondina, Cerbiattella, e di Gattogattone e Panka Nebe adottano la struttura della fiaba, il primo esasperandone i motivi in maniera grottesca, il secondo cambiandone di segno gli elementi caratteristici, entrambi in un’ottica postmoderna. Una giornata in campagna è un nostalgico idillio space-operiano. La lingua dei gatti è un doppio trittico a orologeria, diabolicamente architettato. Rimbambentola e il principe fascinoso riprende il tema della fiaba per evidenziare sarcasticamente l’inadeguatezza delle narrazioni tradizionali. Chiude la raccolta Chiacchiere sotterranee, excursus metropolitano in cui il nonsenso diventa strumento di critica alle istituzioni della contemporaneità.

Ciascun racconto ha uno stile di disegno leggermente differente, da quello più “vignettistico” di Chiacchiere sotterranee fino al confine con la litografia che caratterizza le tavole di Storia di Biondina, Cerbiattella, e di Gattogattone. Anche la densità del tratteggio è abbastanza variegata: quasi arioso in Una giornata di campagna, fitto e turgido in La lingua dei gatti. Costante è invece l’espressività caricaturale dei personaggi, che in Panka Nebe e Rimbambentola e il principe fascinoso si spinge oltre il grottesco, diventando quasi ributtante.

In generale, si tratta di storie brevi interessanti, ma disorganiche tra di loro per generi e toni, e che messe in coda a una sequenza (quella de La mano verde) dai colori così impressionanti e dal respiro quasi musicale e catartico rischiano di perdere di intensità. Con il senno di poi, avrei letto le due metà del volume in momenti differenti.

Angelo Maria Perongini


La mano verde e altri racconti
Titolo originale: La main verte et autres récits

Disegni e testi: Nicole Claveloux
Testi: Édith Zha
Editore: Eris Edizioni
Adattamento grafico: Adam Tempesta
Traduzione: Boris Battaglia
Data di pubblicazione: 10 novembre 2025
Pagine: 104
Formato: 21 x 1.6 x 28 cm
Prezzo: 25 €

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