Comunicazione e confronto, la chiave del duo Marchesini - Dicataldo
Le due amiche e colleghe ci raccontano come è nato Lyndon - Come il mare sotto la luna
A due anni dal loro esordio con Rebis (Bao Publishing, 2023), Irene Marchesini e Carlotta Dicataldo sono tornate a lavorare insieme. Il risultato è Lyndon - Come il mare sotto la luna, edito da Bao Publishing a ottobre del 2025, un fumetto che parla di incubi notturni e di traumi segreti, un giallo vittoriano con un pizzico di romance.
Le due autrici ci hanno raccontato la nascita e la produzione di quest’ultima opera a fumetti, e come sia stato scrivere e disegnare nuovamente una storia a quattro mani.
Dopo il vostro debutto con Rebis, siete tornate a fare squadra per Lyndon - Come il mare sotto la luna, il vostro secondo fumetto per Bao Publishing. Cosa vi ha spinto a creare questo sodalizio artistico? Quali sono le qualità che dovrebbe avere un duo, o un gruppo, di artisti per poter funzionare?
I più sconsigliano fermamente di lavorare con gli amici, ma non abbiamo mai ascoltato. Per noi prima del sodalizio artistico c’è stata l’amicizia e soltanto dopo un paio di anni abbiamo deciso di unire le due cose che sapevamo fare meglio: scrivere e disegnare. La cosa fondamentale che ci permette di continuare ad essere amiche e colleghe è la comunicazione, cosa valida e applicabile a qualsiasi tipo di rapporto, in realtà. In ogni duo o gruppo l’importante è trovare un terreno comune, ascoltarsi a vicenda e non fossilizzarsi mai sulle proprie idee.
Rebis è stato un ottimo fumetto di esordio, tanto da essere pubblicato anche in Europa e in America. Talvolta si hanno aspettative molto alte per il secondo volume, tanto da renderne più difficile la realizzazione rispetto al primo, anche se idealmente dovrebbe essere il contrario. È stato così per Lyndon? Quali sono state le sfide che avete riscontrato nella sua realizzazione?
All’inizio della lavorazione eravamo terrorizzate dal confronto che inevitabilmente ci sarebbe stato, ma non ci abbiamo messo tanto a capire che avremmo potuto fare meglio proprio perché avevamo Rebis alle spalle. Entrambe avevamo più chiaro cosa dovessimo fare, come farlo e come divertirci nel farlo. Le vere sfide di Lyndon sono state la sua lunghezza, la quantità di dettagli e la mostruosa ricerca storica che abbiamo dovuto fare sia per la scrittura che per la parte visiva.
Solitamente come nasce una vostra storia, l’ispirazione parte prima da una e l’altra la segue, oppure lavorate insieme già dal principio? Come è nata l’idea per Lyndon?
Di solito non seguiamo un processo fisso. Per Rebis avevamo unito alcuni character design e un’idea di partenza che aveva Carlotta con temi e altro materiale di Irene, tutto rielaborato assieme. L’idea per Lyndon è nata in maniera più condivisa. È bastato che Carlotta dicesse “vorrei fare qualcosa di vittoriano” perché scattasse il meccanismo di creazione dell’intera storia. Personaggi e trama si sono evoluti in maniera organica al punto che non sapremmo indicare dove le decisioni sono state di una e dove dell’altra. Sapevamo veramente poco quando abbiamo iniziato, solo che volevamo un protagonista triste e tenebroso, una scena di capodogli verticali e un mistero da risolvere.
Lyndon Meriwether, il protagonista, è un giovane insegnante che nel corso della storia si trova a rivivere un trauma che ha vissuto da bambino. Trovo che abbiate descritto molto bene gli effetti di questo evento su Lyndon, sia a disegni che a parole. Che tipo di ricerca avete affrontato per rappresentare al meglio questo tema?
Lyndon - come il mare sotto la luna è una di quelle storie catartiche che partono prima di tutto da un'esperienza personale. Gli eventi che travolgono Lyndon sono una reinterpretazione più fantasiosa ed elaborata del vissuto di Irene, per cui non c'è stato bisogno di alcuna ricerca particolare, soltanto di rimaneggiare l'esperienza ed adattarla ad una storia di questo genere.
Finora vi siete cimentate in ambientazioni storiche: il medioevo per Rebis e l’età vittoriana per Lyndon. Da dove nasce questa predilezione per le epoche passate? Quanto margine di libertà c’è dal punto di vista grafico: restate sempre fedeli al periodo storico scelto o vi prendete qualche “licenza poetica”?
La scelta di ambientazioni storiche deriva principalmente da un gusto personale, ad entrambe piacciono di più i setting non moderni e quindi abbiamo automaticamente optato per quelli. Renderli storici è anche un ottimo espediente per “ingannare” le lettrici e i lettori, ci permette di inquadrare meglio intreccio e situazioni emotive allontanandoli apparentemente da noi. Siamo fermamente convinte che le persone nel corso della Storia umana siano state sempre le stesse: individui con gli stessi problemi e le stesse esigenze drammatiche, quindi che siano personaggi medievali o vittoriani riescono comunque a parlarci direttamente. Questo tipo di scelta tuttavia ci obbliga a fare un'immensa ricerca storica. Con Rebis ci siamo permesse più libertà dal momento che ci potevamo muovere circa in un secolo, mentre con Lyndon si parla di un anno preciso. Per fortuna la documentazione è tanta, sia scritta che visiva, ciò non toglie che qualche licenza poetica ce la prendiamo, soprattutto nel trattare tematiche queer.
Sia in Rebis che in Lyndon sono presenti, seppur in modo diverso, tematiche LGBTQIA+. In un contesto storico/politico che tenta di eliminare le diversità, anziché esaltarle, cosa vi ha spinto a parlarne? Quanto è importante per voi la rappresentazione delle minoranze?
Proprio il contesto storico/politico ci convince ogni volta che inserire personaggi o temi LGBTQIA+ sia la scelta giusta. Ora più che mai è importante mostrare alle lettrici e lettori che c’è spazio per tutti e che non siamo soli. Sogniamo un mondo in cui non ci sia più bisogno di segnalare quando un fumetto, un libro o un film parlano di minoranze, un mondo in cui una storia possa essere fantasy, giallo o romance indipendentemente dai personaggi che la vivono.
Quali sono stati i fumetti/gli artisti di riferimento per il disegno della vostra storia?
Per questa storia nessuna delle due ha avuto riferimenti precisi al di là di quelli che ci influenzano o ci hanno influenzato in generale. Sicuramente nella lista vanno Teresa Radice e Stefano Turconi, con cui abbiamo avuto l’onore di condividere molte date del nostro tour nelle librerie. Manga come DRCL Midnight Children e Atelier of Witch Hat, ma soprattutto libri e film. Sia Crimson Peak che Dracula di Bram Stoker ci hanno molto ispirate per le atmosfere e per la rappresentazione della suspance molto vittoriana in entrambi. Non ci siamo fatte sfuggire l’occasione di mettere perfino una citazione a Frankenstein Junior, cercatela!
Lyndon avrà un seguito? Avete altri progetti in cantiere?
Per ora non abbiamo alcun seguito in programma per Lyndon, ma la vita è (auspicabilmente) lunga, quindi chissà! Non si può mai sapere… ;)
Riguardo altri progetti la risposta è ASSOLUTAMENTE sì. Speriamo di poter presto condividere di più!
Intervista a cura di Claudia Carrozzino
Irene Marchesini e Carlotta Dicataldo
Irene Marchesini e Carlotta Dicataldo sono entrambe nate a Modena nel 1994. Finiti gli studi alla Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia, hanno iniziato a lavorare nel mondo del fumetto, la prima come sceneggiatrice, la seconda come illustratrice e fumettista. Carlotta Dicataldo ha collaborato dal 2018 con Disney/Dark Horse, Dupuis, Petit à petit e ha disegnato il trentatreesimo episodio di Monster Allergy. Col tempo si è rinforzato il sodalizio artistico tra le due, sfociato nella realizzazione di Rebis, il loro primo fumetto edito da BAO Publishing nel 2023.










