Gli Uomini della Settimana - FCBD di Bilotta e Ponchione

Il manifesto programmatico della nuova serie Panini Comics


Ci siamo interrogati spesso su quali siano gli elementi che rendono così uniche le opere sceneggiate da Alessandro Bilotta.
Una delle tante risposte che ci siamo dati finora, forse una delle più soddisfacenti, risiede nella sua capacità di esplorare senza requie le frontiere del mezzo espressivo e provare a sfruttarne le potenzialità in modi sempre nuovi. Sperimenta con le soluzioni narrative, con i linguaggi, con le strutture e con lo storytelling, mettendosi alla ricerca di idee poco convenzionali per raccontare storie.
Elemento non di secondo piano: i suoi fumetti sono nati per essere fumetti e potrebbero solo essere fumetti. Non si tratta di adattamenti, di trasposizioni, di libri mancati o di pagine che utilizzano un linguaggio preso "in prestito" da cinema, tv o games: è nona arte a tutti gli effetti (un altro esempio illuminante nel panorama fumettistico italiano potrebbe essere Paolo Bacilieri, giusto per capirsi).
Ma forse l'elemento che da sempre riesce a conquistarci come pochi altri fumetti in Italia è la capacità autentica e ben strutturata di essere al contempo raffinato e popolare, mescolando le esigenze autoriali con le caratteristiche del fumetto seriale da edicola senza necessitare di alcuna (ormai vetusta e desueta) classificazione. Come il Dylan Dog di Tiziano Sclavi, per intendersi, o come, da quello che possiamo percepire in queste prime brillanti tavole, Gli Uomini della Settimana.


Nell'incessante ricerca di modalità inedite per smantellare e ricostruire la narrativa seriale a fumetti, lo sceneggiatore romano, accompagnato da un magistrale Sergio Ponchione al tavolo da disegno (e da Nicola Righi ai colori), dedica la propria attenzione al genere superoistico con Gli Uomini della Settimana, presentato da Panini Comics in una sorta di manifesto programmatico, un albetto di 32 pagine (24 di fumetto, insieme a vari inserti pubblicitari ed extra realizzati ad hoc), distribuito nelle fumetterie a dicembre 2020 nel corso del Free Comic Book Day.

Si tratta dell'antipasto di una nuova serie incentrata sui primi "supereroi concettuali": ogni personaggio ha una sua branca creativa di riferimento ed è una sorta di "performance vivente". Stando alle dichiarazioni degli stessi autori, si tratta di artisti irrisolti, pieni di concetti e con poca concretezza e tante paranoie, in un contesto che "arriva molto dopo l'epica", in una sorta di contemporaneità poco romantica.

Sceneggiato come un fumetto supereroistico mainstream contemporaneo in termini di ritmo e di struttura, è un racconto leggibile a più livelli: il più immediato consiste nel conflitto tra questo gruppo di esseri dotati di straordinarie capacità (non propriamente "eroi") e la loro nemesi. Sono personaggi poco d'azione, dicevamo, dunque nelle loro vicissitudini conta molto il ragionamento, il concetto.

Ci sono poi altre stratificazioni, ad esempio l'interpretazione della storia come un'indagine sulla natura stessa dell'arte, delle performance e, in senso ancor più ampio della rappresentazione artistica. Come dicevamo in apertura, è evidente il tentativo di esplorare i confini del mezzo espressivo con cognizione di causa, non limitandosi a rimanere all'interno dei suoi stretti recinti bensì sfruttando quell'approccio che solo i grandi narratori della letteratura disegnata hanno saputo utilizzare in passato (un nome su tutti? Alan Moore, autore molto amato sia da Bilotta che da Ponchione, nonché riferimento imprescindibile per le opere di revisionismo supereroistico).

Un esempio abbastanza evidente di questa esplorazione visiva e narrativa è l'espressione dei poteri di Da Da Da, in grado di modificare letteralmente i balloon dei testi, elemento che certamente permetterà in futuro agli autori di sperimentare. 

È palese come Bilotta e Ponchione si divertano sin da queste prime pagine a giocare con il lettore, allo stesso modo in cui avevano fatto nel corso del loro splendido lavoro su Mercurio Loi (indimenticabile il sesto episodio della collana, A passeggio per Roma, una sorta di libro-game con bivi narrativi, ma anche Tempo di notte, ulteriore passo avanti nel loro lavoro di sperimentazione). È importante che questo approccio non risulti fine a se stesso né semplicemente destinato a chi già ama il fumetto e lo studia al livello accademico, ma ben integrato all'interno della storia: per questo, ci sembra di poter dire che il racconto è godibile a prescindere da queste sovrastrutture analitiche.

La vera peculiarità è che in questo caso gli autori hanno la possibilità di attingere all'intero - meraviglioso e sterminato - corpus di storie supereroistiche, una base dalla quale partire per provare a raccontare qualcosa di differente.

Le tavole di Ponchione sono l'ennesima conferma della sua grande padronanza del medium. L'autore di Grotesque e Memorabilia si muove tra il realistico e il grottesco, con un approccio non troppo underground, mantenendo la sua impronta stilistica autoriale e dimostrando un grande amore verso il fumetto supereroistico statunitense.

Insomma, un breve - ma intenso - assaggio di una nuova serie decisamente promettente.

Se ve lo siete persi, niente paura: il primo volume cartonato riproporrà anche questo primo capitolo del FCBD, insieme ai capitoli successivi inediti (uscirà a maggio 2021, mentre i due volumi seguenti della trilogia sono previsti rispettivamente per l'autunno 2021 e la primavera 2022).

Inutile aggiungere che non vediamo l'ora.

Il sommo audace - Giuseppe




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