Le letture del mese 8 - maggio 2026

Cosa legge la redazione audace? Ecco sei fumetti che abbiamo letto nelle scorse settimane e di cui abbiamo finalmente modo di parlare

Ci sono fumetti che leggiamo ma di cui non abbiamo modo, per un motivo o per un altro, di parlare in maniera ampia. Opere che finiscono in un limbo, spesso immeritatamente, e che invece desideriamo trattare, anche solo per poche righe. Possono essere fumetti appena usciti o recuperi o ristampe o semplicemente volumi che attendevano da tempo sul comodino il loro momento.

Così, per dare spazio a ciò che legge la redazione, abbiamo pensato a un apposito spazio corale dal titolo Le letture del mese: brevi recensioni di fumetti sui quali pensiamo di avere qualcosa da dire.

Buone letture!

I fantavolosi viaggi di Sir Edmondo e Mela Marcia di Lara Vitti (Gallucci Editore)

Le avventure di Sir Edmondo e Mela Marcia continuano. Non poteva essere altrimenti, vista la vittoria del Premio Boscarato come miglior fumetto per un pubblico giovane. In questo secondo volume, Lara Vitti preme l’acceleratore con decisione, senza paura. Una sceneggiatura veloce, costruita su dialoghi rapidi per dare vita a una sequenza serrata di gag, sostenute da un lavoro eccelso - e, se vogliamo, superiore rispetto al primo volume - sull’espressività dei volti dei personaggi e sull’uso dei colori, grazie all’uso di una palette accesa e sgargiante.
Il risultato è una lettura fluida, leggera, capace di divertire senza mai risultare ripetitiva o esasperante. Se, infatti, alcuni espedienti del primo volume a volte ritornano, non si tratta mai di una scelta pigra ma, piuttosto, di una rielaborazione di intuizioni vincenti, che si rinnovano senza mai dare troppo la sensazione del “già letto”, mantenendo viva la sorpresa. In tutto questo, rimandi e citazioni continuano ad arricchire la narrazione, inseriti con misura e mai gratuitamente, sempre in maniera funzionale a potenziare la gag di turno. Non manca, infine, anche lo spazio per sovvertire alcuni tra i più fastidiosi luoghi comuni dei nostri tempi.
Lara Vitti rinnova con successo l’interesse per i suoi due protagonisti improbabili, che si confermano essere una perfetta lettura per grandi e piccini, per staccare e farsi qualche bella grassa risata.

Andrea Martinelli


Shigurui New Edition 1 di Norio Nanjo e Takayuki Yamaguchi (Planet Manga)


Nell’anno 1629, Tokugawa Tadanaga, fratello minore dello shogun, organizza un torneo di arti marziali con armi vere al posto delle consuete spade di legno.
Gennosuke e Seigen, due spadaccini provenienti dal medesimo dojo, decidono di partecipare alla competizione per porre fine alla lunga rivalità che li divide e poter così decretare chi sarà l’erede della scuola Kogan.
Shigurui, manga basato sull’omonimo romanzo storico dello scrittore Norio Nanjo e disegnato dal mangaka Takayuki Yamaguchi, torna in una nuova edizione per Planet Manga in dieci volumi.
Il primo numero ripercorre i momenti che segnano l’arrivo di Seigen al dojo Kogan e l’inizio della rivalità con Gennosuke, fino ad allora unico candidato a diventare il nuovo maestro di spada della leggendaria scuola. Gennosuke e Seigen portano sul corpo i segni dei duri combattimenti che hanno vissuto: il primo ha perso un braccio, mentre il secondo è cieco e con una menomazione a una gamba.
Entrambi sono decisi a prevalere sull’altro e a ereditare così il ruolo di maestro dello stile Kogan: il torneo è l’occasione per mettere la parola fine al loro lungo scontro.
La serie si distingue fin dalle prime pagine per la grande efferatezza dei duelli e per l’atmosfera violenta che traspare dai dialoghi e dalle azioni dei suoi protagonisti.
La figura del samurai acquista dunque una dimensione meno romanticizzata e più sanguinaria di quella a cui siamo abituati. Era infatti intenzione dell’autore raccontare, nel modo più realistico possibile, la classe militare dell’epoca e mostrare gli spadaccini per ciò che effettivamente erano: individui pericolosi, mossi da ambizioni e interessi personali.
Yamaguchi non si risparmia e riempie le tavole di arti mozzati, interiora e combattimenti brevi dall’esito imprevedibile, ricreando con una perizia ai limiti della morbosità la violenza scatenata dai guerrieri più temibili del loro tempo.
Shigurui è un manga per stomaci forti, lontano anni luce da quella poetica del samurai raffinato e simbolo di virtù a cui film, romanzi e fumetti ci hanno abituato, ed è proprio questa la sua forza: trasmette con cruda onestà tutta la brutalità che caratterizzava la classe dominante del Giappone feudale e che in epoche successive ha contribuito al suo declino.

Simon Savelli


Nanbanjin Quaderno di Taiyo Matsumoto (J-Pop Manga)


È raro ritrovarsi di fronte a un così esplicito dietro le quinte di un grande maestro giapponese. I mangaka sono gelosi del loro lavoro, molto più degli artisti occidentali, custodiscono le loro idee con grande gelosia ed è spesso evidente, infatti, quando si compra un artbook, che si sta assistendo a una visita guidata più che ad una vera e propria esplorazione.
Nel caso dei Quaderni di Nanbajin, invece, abbiamo la rara occasione di vivere un'esperienza autentica, entrando nello studio di un grande maestro come Taiyo Matsumoto.
I Quaderni sono un'esperienza da collezione che serve a vedere il dietro le quinte della lavorazione di un graphic novel pensato da Matsumoto e Cyril Pedrosa. E l’esperienza sembra reale perché possiamo osservare perfettamente il disordine degli appunti, dei pennini sparsi: nessuno ha fatto ordine prima che entrassimo, è quasi come se il maestro fosse stato interrotto mentre lavorava e non avesse fatto in tempo a rassettare prima dell'arrivo di ospiti inaspettati.
Ecco allora che cogliamo il lavoro che affiora dalle pagine. Un Giappone medievale e poi tante domande: il sangue darà fastidio ai lettori occidentali? Come vesto i personaggi? La regia è abbastanza chiara? Questo e molto altro si chiede in questo quaderno, laboratorio di uno dei più grandi maestri contemporanei, mentre dal bianco, abbozzati a matita, vediamo emergere samurai e contadini, tessitrici e geishe.

Alessio Fasano


Nanbanjin Quaderno di Cyril Pedrosa (J-Pop Manga)


Cyril Pedrosa, d’altro canto, risponde da maestro europeo. Per certi versi più ordinato, ci mostra meno del suo dietro le quinte (sono comunque presenti annotazioni e idee) ma ci regala più tavole, più storia finita, possiamo seguire un racconto che ci porta per il mare e assistere sostanzialmente all’inizio di un’avventura che ci condurrà lontano ma ha le sue radici in un passato complesso che andrà esplorato, tanto quanto il grande mare in cui il protagonista si lascia sciabordare. Come sempre il tratto di Pedrosa finge un movimento, un'eccitazione da parte del disegnatore, che è invece un grande controllo dell’immagine generale: Pedrosa ci conduce fra danze tribali e tempeste, ci immerge nei silenzi surreali di spiagge desolate.
Possiamo vedere molto di più dietro a questo racconto, e possiamo cogliere, forse, che proprio il tribalismo, il legame alla terra, la ricerca primigenia, potrà essere punto di contatto fra questi due grandi maestri.

Alessico Fasano


Supergirl – La donna del domani di Tom King, Bilquis Evely e Matheus Lopes (Panini Comics)


A volte può essere una genuina curiosità a spingere a leggere un fumetto, altre volte può essere semplicemente l’uscita di un film. Benché questa volta il motivo sia il secondo, leggere Supergirl – La donna del domani è stato entusiasmante da diversi punti di vista.
La storia segue il viaggio di Supergirl e Ruthye, una giovane aliena assetata di vendetta, sulle tracce di Krem delle Colline Gialle, l'uomo che ha assassinato suo padre. Quello che nasce come una caccia all’uomo si trasforma ben presto in un percorso di giustizia, in cui ogni gesto di Supergirl diventa un inno alla comprensione, all’empatia e, naturalmente, all’azione.
Oltre alle avventure che scandiscono il loro viaggio, l’aspetto più interessante del fumetto è stato conoscere davvero la supereroina. La ragazza è un personaggio femminile sfaccettato, realistico e capace di conquistare il lettore fin dalle prime pagine. Rivediamo in lei la speranza che contraddistingue suo cugino Kal-El, approfondita però da un passato, se possibile, ancora più tragico. Supergirl è forte, tosta, gentile e compassionevole, ma anche profondamente segnata da ciò che le è successo, senza che nessuna di queste caratteristiche entri in contraddizione con le altre. Ne emerge una supereroina con cui è facile entrare in empatia.
Dal punto di vista grafico, i disegni di Bilquis Evely e i colori di Matheus Lopes rendono la storia vivace e accattivante. Le palette seguono il tono dei personaggi e delle situazioni, sposandosi in maniera armoniosa con l’atmosfera del racconto. Per quanto riguarda la scrittura, osservare gli eventi attraverso gli occhi di Ruthye dona spessore all’intreccio, funzionando quasi come un John Watson per Sherlock Holmes: ci sono personaggi così forti che guardarli attraverso gli occhi degli altri è la scelta migliore, perché non appartengono davvero a questo mondo.
Supergirl – La donna del domani è stata una bellissima scoperta: non solo mi ha regalato una bella storia, ma anche una supereroina con cui è bello empatizzare, perché Supergirl trattiene la vista calorifica per guardarti negli occhi, riscalda il respiro per conversare con te e rallenta per camminare al tuo fianco.

Carlotta Bertola


Toni Bellasalma 7 - L'afonauta di Andrea Cavaletto e Giovanni De Martino (Bugs Comics)

Dopo sei numeri interamente scritti dal creatore della serie, Luca Blengino, per Toni Bellasalma è il momento di affidarsi ad altre penne. Andrea Cavaletto è dunque il primo sceneggiatore "esterno" coinvolto, pur non essendo estraneo alla serie dato che lui stesso aveva commissionato e ospitato nella raccolta Halloween Killers il racconto di Blengino dove è nato il personaggio. Avendo firmato storie che vanno dal Paranoid Boyd per Ed. Inkiostro al Dylan Dog di SBE, Cavaletto è assolutamente a proprio agio con l'horror (spesso anche estremo), ma anche con l'ambientazione torinese, elemento assolutamente non marginale nella narrazione finora. E dimostra queste affinità con un episodio che esplora il lato oscuro della musica esoterica, partendo da un'audiocassetta e rivelando già così il legame con gli anni 90. Tra Smashing Pumpkins (ormai "diventati vintage"), Nirvana e Alanis Morissette, è a quel periodo che si va a pescare con le citazioni, del tutto coerenti con la genesi di una serie che rievoca in vario modo la stagione d'oro dei bonellidi (a partire dal genere narrativo e passando per alcune caratteristiche del protagonista e delle sceneggiature), che proprio in quegli anni ebbero la sua più ampia espansione. Cavaletto riesce a mixare bene orrore e ironia, a fare sua la voce del protagonista e a racchiudere in 62 tavole una storia godibile e che si legge con piacere, anche grazie al contributo alle matite di Giovanni De Martino, artista napoletano che sembra cresciuto in una scuola che aveva maestri come Alex Toth, Goran Parlov, Eduardo Risso e Giancarlo Alessandrini ma che sa anche sfoderare delle sue personali armi stilistiche da tenere d'occhio, come la sua predisposizione a giocare con luci e ombre.

Giuseppe Lamola


A rileggerci il mese prossimo!

Rubrica a cura di Giuseppe Lamola

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