Punica Fides – Cronache da un'isola assediata
Scritto e disegnato da Andrea Bruno, già autore di Sabato tregua, Cinema Zenit e Il bacio, Punica Fides (dato alle stampe da Sputnik Press) è un fumetto che racconta una lotta, una lotta di cui non conosciamo l’origine, né gli schieramenti precisi, né l’obiettivo finale. E va bene così perché la storia che Bruno decide di raccontare non è quella di una guerra in senso classico, ma quella, tristemente familiare, di un’umanità che continua a divorare i propri figli senza nemmeno la decenza di masticarli.
Punica è un’isola assediata, chiusa su sé stessa, un luogo in cui il conflitto è diventato condizione permanente, stato dell’essere prima ancora che fatto politico. Non sappiamo da quanto tempo duri la guerra, né chi la combatta davvero: sappiamo solo che va avanti da sempre. Ed è proprio questa assenza di coordinate a rendere Punica Fides un fumetto universale, una metafora brutale di tutte le città che il mondo ha deciso di abbandonare a sé stesse.
La città di Punica ci appare come un miraggio tetro, un teatro in rovina in cui gli attori hanno dimenticato la parte e vagano come spettri in cerca di un’uscita che non esiste. È una prigione a cielo aperto, sorella gemella di tutte le periferie disgraziate del pianeta, di quei ghetti dove la miseria smette di essere una condizione temporanea e diventa architettura. Vicoli soffocanti, quartieri devastati, canali sotterranei che sembrano viscere urbane: Punica è un organismo malato che respira a fatica.
È qui che si muove Tony Castiglia, protagonista senza un briciolo di eroismo, un uomo stanco, opaco, che torna a Punica dopo averla lasciata anni prima, per trovare una persona, Petra. Tony attraversa la città come uno straniero che conosce troppo bene i luoghi che percorre, tra quartieri dove i corpi diventano merce da guardare e periferie che sembrano zone di guerra permanente.
La guerra che domina Punica ha contorni volutamente sfumati, ma si manifesta attraverso una violenza sistemica e arbitraria. Le forze di sicurezza, gli sbirrobinieri in assetto antisommossa, affrontano una popolazione ridotta a una massa di ultimi: disperati, immigrati, esclusi. La città intera diventa un campo di gioco truccato in cui tutti ignorano le regole e perdere significa sparire, finire in un campo di detenzione, essere cancellati dal racconto.
Il titolo del fumetto può essere una chiave di lettura; la Punica fides, per i romani, era la lealtà traditrice, la promessa che non vale nulla, la parola data pronta a essere infranta. Andrea Bruno ribalta il concetto: qui il tradimento non è solo tra individui, ma è strutturale. È il tradimento dei luoghi, che non proteggono ma imprigionano. Delle case, che smettono di essere rifugi e diventano trappole. Dei confini, che non definiscono un’identità ma la mutilano. Delle ideologie, che promettono senso e lasciano solo macerie. Persino la vita stessa sembra tradire, promettendo felicità e concedendo soltanto sopravvivenza.
Questo fumetto ci getta in medias res nella vita di Punica, costringendo il lettore a condividere lo smarrimento di Tony, una scelta che trova piena coerenza nello stile visivo. Il disegno di Andrea Bruno è secco, graffiato: ogni tavola sembra costruita per accumulo e sottrazione insieme. Questa fisicità del segno chiama il lettore a partecipare, a decifrare le forme che emergono dall’ombra, a ricostruire i volti cancellati.
Con Punica Fides, Andrea Bruno non solo si conferma come un autore capace di intercettare le frequenze più disturbanti del nostro presente e trasformarle in narrativa visiva, come una forma di lotta in un mondo che preferisce dimenticare.
Wendy Costantini
Punica Fides
Copertina, soggetto, sceneggiatura e disegni: Andrea BrunoCasa editrice: Sputnik Press
Data di pubblicazione: novembre 2025
Formato: 21 x 29,7 cm, 144 pagine, brossurato
Prezzo: 22,00 €









