I Seasons: una saga familiare fatta di riflessi e abbagli

Fare ordine nel caos delle prospettive umane è compito dell’arte. Dare direzione all’indirezionabile e dirci in qualche modo come trovare noi stessi

Il riflesso. Se la percezione del mondo è di per sé un dilemma che assilla ricercatori di materie scientifiche e umanistiche dall’alba dei tempi, il riflesso rappresenta un grande corto circuito. Siamo già poco sicuri di riuscire a concordare sul fatto di vedere lo stesso oggetto nello stesso momento e, mentre ancora ci chiediamo in che modo sia quell’oggetto, se esiste. Quando poi l’oggetto che vediamo siamo noi, ecco che non solo ci sdoppiamo, ma ci quadruplichiamo: nella nostra coscienza del nostro corpo, nell’oggetto che siamo diventati riflettendoci nello specchio che crea un terzo oggetto, il soggetto che noi siamo e che, dallo specchio, ci guarda negli occhi e infine la nostra autocoscienza del momento pensato dall’esterno ovvero (tenetevi forte) l’idea di noi che guardiamo noi stessi, mentre il nostro riflesso ci guarda mentre siamo coscienti di tutto ciò che avviene. 

Mal di testa? Non vi preoccupate, i riflessi sono fatti così. Per fortuna gli artisti hanno il gran potere di sintetizzare questa frammentarietà che sono i sensi dirigendola attraverso uno sguardo ulteriore che sovrasta, dirime e organizza tutti gli altri.

Di riflesso e sintesi parla il primo volume di I Seasons di Rick Remender e Paul Azaceta, con colori di Matheus Lopes, edito in Italia da Saldapress. Uno strano circo ha posato le sue tende in città, il suo corteo riempie di colore le strade di un paese apparentemente tranquillo, ma le sfumature della sfilata sono tetre, citando Il popolo dell’autunno di Ray Bradbury. In particolare, le inquietanti figure colorate della compagnia sembrano essere interessate principalmente alle sorelle Seasons e proprio qui inizia la nostra storia. Cosa vogliono queste creature da queste giovani donne, la cui famiglia è stata spezzata dalla morte dei genitori? Le quattro stagioni, le sorelle Seasons, saranno messe alla prova e ogni volta di fronte a uno specchio, non solo simbolico ma anche fisico. Queste quattro donne profondamente diverse l’una dall’altra dovranno affrontare le loro debolezze e le loro paure. 

Questa premessa potrebbe essere tacciata facilmente di banalità, ma la stesura di una sceneggiatura che caratterizza perfettamente i suoi personaggi rende interessante non tanto la dinamica narrativa ma proprio l’umanità che tale dinamica rivela. Winter, Summer, Autumn e soprattutto Spring, la vera protagonista di questa storia, sono quattro donne molto diverse, ma mai stereotipate.

Rick Remender, sceneggiatore sempre solido e allo stesso tempo brioso nel raccontare le sue storie, imbastisce una narrazione che non solo si fregia di grande profondità ma, attraverso il suo stile sempre leggero, fa di I Seasons un volume gradevolissimo alla lettura. 

Il ritmo di questo fumetto è perfetto anche nella gestione delle tavole di Paul Azaceta, il quale attraverso un segno sintetico descrive perfettamente le caratteristiche dei suoi personaggi dotandoli di un’espressività densa e viva. La plasticità di questi personaggi è teatrale ed espressiva, mai posticcia, riuscendo a esprimere meravigliosamente le loro intenzioni fisiche. Il tutto è corredato da una gestione della gabbia che, nella sua sobrietà, cambia continuamente, sagomando inquadrature fuori formato da cui la nostra Spring sembra lasciarsi trasportare meravigliosamente. 

Il circo colorato si espande sempre di più, vuole mangiare tutto, laddove tutto è la realtà e la vita di Spring e della sua famiglia già funestata dagli eventi; qui le sorelle si cercano, in questo riflesso di famiglia, attraversando le distanze caratteriali che allontanano i nuclei familiari, cercando dentro sé stesse la forza di fare un passo avanti l’una verso l’altra. 

Bisogna poi parlare di colori. Matheus Lopes rende coerente l’opera dando ancora più profondità a questo mondo. Le tonalità scelte e la loro campitura, infatti, fanno un doppio lavoro: da una parte imprimono forte personalità al progetto grafico attraverso una palette che sa giocare, in diversi momenti della narrazione, con l’utilizzo di tono su tono che dimostrano una grande sapienza; dall’altro, un lavoro di servizio. Lopes si mette infatti a disposizione del tratto di Azaceta divenendo il suo direttore della fotografia e al tempo stesso il suo fuochista, donando grande profondità a queste tavole utilizzando una stratificazione dei colori che, attraverso delle campiture monocrome, stacca i vari livelli dell’immagine. Se non fosse per questo lavoro certosino, rischierebbe di risultare confusionaria.

I Seasons è un'opera da recuperare e da seguire anche per il prossimo volume (quello che leggiamo oggi è solo il primo). Un fumetto che si presta alla lettura di amanti di diversi generi:  che siate appassionati di un tratto narrativo autoriale o che vi piaccia il fumetto italiano, I Seasons è il fumetto che fa per voi. Questo perché, nonostante il racconto giochi su ombre e riflessi, resta sempre deliziosamente pragmatico e gli autori non utilizzano facili simbolismi, non si aggrappano, come sarebbe stato facile fare visto il soggetto, alla facile allegoria. Questo Alice nel paese delle meraviglie al contrario non è concettuale ma è pregno di concetti, ed è proprio per questo che può appassionare tutti i tipi di lettori portandoli a chiedersi: chi sono io, in questo marasma di riflessi che è il mio carattere?

Alessio Fasano

I Seasons Vol. 1 (di 2) 

Copertina: Paul Azaceta
Storia: Rick Remender
Disegni: Paul Azaceta
Colori: Matheus Lopes
Lettering: Matteo De Angeli
Traduzione: Stefano Manchetti
Casa editrice: Saldapress
Data di pubblicazione: Dicembre 2025
Formato: 16,8×25,6 cm, cartonato, 224 pagine
Prezzo: 24 €

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