Dylan Dog Color Fest 56 - Dissolvenze al nero

Dylan e Groucho contro militari fanatici, nemici invisibili e suoni infernali

Color Fest vuol dire sperimentazione.
Il personaggio di Dylan Dog, e sovente anche Groucho, vengono spogliati di tutto il superfluo, fino a restare materia grezza, in attesa di una nuova scultura.
Da qua inizia il divertimento per sceneggiatori e disegnatori che hanno a questo punto carta bianca per raccontare qualunque genere di storia gli passi per la mente, e più sono strane e particolari, meglio è.

Il primo Color Fest del 2026 presenta due storie diametralmente opposte, sia nella narrazione che nel tratto.

La prima, Territorio nemico, che vede alla scrittura Gigi Simeoni, ai disegni e alla copertina l’esordio di Giuseppe Matteoni (già apprezzato su pagine e copertine di Dragonero) e ai colori Sergio Algozzino, pone Dylan e Groucho in quella che inizialmente sembra essere una classica spy story, ma che presto cede il passo a qualcosa di più adatto ai due.

Dylan e socio sono stati sedati e prelevati, in un momento non precisato, e si risvegliano in un fortino militare ai confini con un territorio nemico. Nemico di cui, né il fanatico colonnello a capo della base, né i suoi sottoposti, sembrano sapere assolutamente niente. Toccherà quindi a Dylan e al suo assistente dalla freddura pronta fare luce sul mistero e trovare il modo di tornare a casa.

La narrazione è lineare e solidamente poggiata sulle dinamiche del duo dell’incubo, con Dylan che indaga e Groucho che fa tutto il possibile per irritare chiunque. Il senso di mistero serpeggia in tutta la prima parte della storia, fino a quando le teorie del lettore non vengono confermate e il nome di un vecchio nemico di Dylan fa la sua comparsa, facendo spuntare un sorriso di soddisfazione in chi può apprezzarne le possibili conseguenze.

I disegni di Matteoni sono puliti e minuziosi, e uniti ai colori di Algozzino regalano tavole di grande espressività e dalla scelta registica vincente, soprattutto nel momento in cui l’orrore arriva a manifestarsi in tutta la sua viscerale fisicità. Davvero bella la sequenza che vede protagonista il colonnello verso la fine della vicenda.

La seconda storia è presentata invece da Officina Infernale, che torna da autore completo sulle pagine del Color Fest dopo il numero 40: Estreme visioni.

Frequenza Zero, questo il nome, porta con sé tanti elementi cari all’autore padovano: la musica come suono che distorce la percezione e plasma la realtà, i disegni dai lineamenti spigolosi ed esagerati, la palette di colori e le onomatopee hyperpop… insomma, il Dylan Dog di Officina Infernale si conferma un’esperienza extrasensoriale di grande impatto. 

La storia vede il nostro protagonista alle prese con un singolare omicidio, che lo trascina in una vicenda di psichedelia e strani culti veneranti una divinità primigenia con cui è possibile comunicare solo tramite un rito folle e violento. Tra personaggi cyberpunk e hardware sanguinanti, non mancano i colpi di scena e le atmosfere da noir hard-boiled che già avevamo apprezzato in La colazione dei campioni, la precedente storia dell’autore.

Come sempre, Officina Infernale confeziona una storia originale sia nel tratto che nella narrazione, dove lo stile punk dell’autore è perfetto per creare racconti che ridefiniscono il carattere dell’indagatore dell’incubo rendendolo un personaggio tormentato e misterioso. 

Nonostante la rivoluzione caratteriale di Dylan, comunque, l’alchimia con Groucho rimane perfetta e, in questa storia, l’improbabile assistente ha alcune delle sue battute più intelligenti.

Dylan Dog Color Fest è una garanzia di divertimento e imprevedibilità. Un contenitore di eccentricità e follia creativa dove gli artisti che hanno voglia di cimentarsi nell’impresa possono sbizzarrirsi e fare del proprio peggio al povero Dylan, un personaggio che, a distanza di 40 anni, non sembra temere nemmeno l’inesorabile scorrere del tempo.

Simon Savelli



Dylan Dog Color Fest 56 - Dissolvenze al nero

Copertina: Giuseppe Matteoni

Territorio nemico
Testi: Gigi Simeoni
Disegni: Giuseppe Matteoni
Colori: Sergio Algozzino
Lettering: Valentina Pejrano

Frequenza Zero
Testi, disegni e colori: Officina Infernale
Lettering: Alessandra Belletti

Casa editrice: Sergio Bonelli Editore
Data di pubblicazione: 10 febbraio 2026
Formato: 16 x 21 cm, 96 pagine, colori, brossurato
Prezzo: 7,90 €

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