La Compagnia dell'Indie 16 - Ombre e Cavalieri, Lunettes, DODOgOD
Tre recensioni di fumetti autoprodotti, tra bramosia di potere, prospettive ingannevoli e un colorato dinamismo
Torna La Compagnia dell'Indie, il nostro spazio corale dedicato all'esplorazione della scena indie fumettistica contemporanea, tra novità, eventi, festival, crowdfunding, mostre e tanto altro.
Si terrà a Padova dal 30 gennaio al primo di febbraio la sesta edizione di Sherbooks Festival, un evento dedicato all’editoria indipendente e all’autoproduzione. La locandina è di Archiviodiferro.
Il 4 febbraio è in programma Rotule Rotte, una manifestazione focalizzata sull’arte, il fumetto e le autoproduzioni. Tutto questo (e molto altro) al Labas in quel di Bologna. La locandina è di Eugenia Erba.
NUOVE USCITE E CROWDFUNDING
È in uscita il saggio (più fumetto) di Michele Mordente dal titolo Spaghetti Comix, che ricostruisce le origini del fumetto underground italiano, tra il 1969 e il 1979, e il suo rapporto con il contesto politico e sociale degli anni Settanta. La copertina di Spaghetti Comix Party di Hurricane Ivan. Info e acquisti qui.
Da gennaio è disponibile il secondo numero di Meandro, rivista collettiva dal sapore di fanzine, ideata e diretta da Armin Barducci in collaborazione con Testi Manifesti e Davide La Rosa, autoprodotta con Unterins Comic.
Alice Berti lancia il crowdfunding per Solo in Tokyo, il terzo volume della serie Solo in dopo quelli dedicati a Seoul e New York.
Olympia è il nuovo fumetto autoprodotto da Giulio Macaione, "un racconto sul desiderio che nasce dall'essere visti". Potete procurarvelo qui.
Quel matto (in senso buono) di Corey Lewis ha lanciato da poco il crowdfunding per Sharknife: Fight machine #01, la prima parte di un action coloratissimo e adrenalinico.
RECENSIONI
Ombre e Cavalieri di Marco Tanca
Ombre e Cavalieri nasce all’interno de I Tancabili, una collana autoprodotta ideata da Marco Tanca, che già nel nome chiarisce l’intento: fumetti tascabili, formato 15 x 15, pensati per contenere ognuno una storia autoconclusiva, diversa per genere e per caratteristiche tecniche.
Marco Tanca è un artista visivo e fumettista che arriva da un percorso eterogeneo, fatto di illustrazione, graphic design, web design e anche film-making.
Ombre e Cavalieri (di cui avevamo già accennato qui) trova ambientazione in un immaginario medievale fantasy. La storia inizia con il protagonista, il Principe, che viene avvertito da una bestia di far desistere suo padre nell’impresa di conquistare l’Inferno. Da questa premessa, tutta la storia diventa un’allegoria per esplorare l’oscurità, il potere e l’ambizione, di cui i diversi personaggi si trovano macchiati. Come Lucifero, la cui ambizione sconfinata condusse un esercito di angeli alla sconfitta, anche il re e gli altri personaggi non sono poi così diversi. Ognuno vuole qualcosa, ma a che prezzo?
Dal punto di vista grafico, il segno è semplice e lineare ma ben riconoscibile, mentre la gabbia quadrata a quattro vignette rende leggibile il fumetto, aiutando la fruizione. La scelta del bianco e nero risulta particolarmente efficace in un fumetto come questo, in cui il conflitto tra bene e male è centrale, rafforzandone il contrasto tematico e visivo.
Ombre e Cavalieri utilizza il linguaggio del fantasy medievale per costruire un racconto sul desiderio di potere e sulle sue conseguenze. Pur nella sua brevità, la storia riesce a condensare in poche pagine un racconto coerente, capace di stimolare riflessioni senza appesantire la narrazione.
Inoltre, puntare sulle edizioni tascabili è sicuramente intelligente: aumentando l’accessibilità, permette ai lettori di avvicinarsi a un autore in modo graduale, magari iniziando dai tascabili per poi passare a opere più strutturate e magari più di nicchia.
Lunettes di Davide Narducci
La rappresentazione del corpo della donna è sempre di più al centro dell’attenzione. Sarebbe meglio dire che al centro dell’attenzione è la messa in critica (necessaria) della rappresentazione del corpo della donna, in quanto il soggetto femminile è nel mondo dell’arte figurativa centrale sin dalla comparsa dell’arte stessa, dalle veneri di pietra preistoriche fino ad oggi. Sull’argomento sono state scritte pagine su pagine, ondate di battute pubblicate da giornali e riviste online e sui social, contrastanti, provocatorie, spesso poco costruttive. L’arte come dovrebbe rispondere allora?
Davide Narducci decide di affrontare la questione attraverso il suo Lunettes, un fumetto (che nell'albo cartaceo è integrato da un paio di occhiali 3D) in cui la parola è azzerata, si fa silenzio, e si guarda. Ciò che vediamo è una donna sola, con un paio di occhiali (lunettes, in francese). Una donna che si interessa a questo oggetto, rispecchiandosi nelle sue lenti, e poi decide di interagire con esso, di esibirsi con e attraverso esso, ma mai mostrandosi allo spettatore. Questa donna che si spoglia, gradualmente e si mostra, non si sta mostrando al lettore, non ammicca a noi, noi non siamo importanti, noi dobbiamo stare in silenzio come silenziose sono le pagine di questo fumetto e guardare una cosa che sembra stia succedendo a prescindere dal nostro sguardo. Non siamo dei voyeur in questa pagina, non c’è erotismo in quello che avviene (non come comunemente intendiamo l’erotismo), guardando questa donna che si spoglia di fronte ai suoi occhiali noi non vediamo altro che una donna che ama il suo corpo, che interagisce e gioca con esso. Ecco perché queste tavole sprizzano libertà, non solo del corpo ma anche della mente, non solo della mente della protagonista che liberandosi dei suoi vestiti resta sempre naturale e diviene, anzi, ancor più naturale di quanto fosse all’inizio della storia, ma anche del lettore, che in un mondo rumoroso può finalmente restare zitto e osservare una donna che con curiosità si muove in uno spazio, che lo occupa divertendosi con nient’altro che se stessa, col suo riflesso, con la sua immagine fotografata.
Narducci confeziona un prodotto grafico estremamente minimale, basato su toni piatti e linee spesse e quasi sempre chiuse, che accompagnano perfettamente la narrazione senza strafare, cosa che l’albo non richiede assolutamente, basando la sua forza proprio sull’essenzialità del tutto.
Ed ecco svelato l’inganno. Alla fine di questo fumetto il lettore potrà fare un'ultima scoperta, dopo aver meditato sul corpo di questa donna che si spoglia, convinto di essere un osservatore quasi indesiderato, egli potrebbe scoprire di essere, invece, colui che è stato osservato fin dall’inizio. Lunettes è un fumetto politico nel suo infischiarsene, politico nella sua volontà di parlare non attraverso reclami o manifesti, ma attraverso l’unico mezzo d’espressione che davvero appartiene all’artista: per l’appunto, la sua arte.
Alessio Fasano














