Cenere di Alberto Lavoradori - Il western che guarda nella direzione opposta
Un racconto che segue una scia di sangue per trovare una profonda cronaca umana
Le storie di cowboy, soprattutto quelle del primo Novecento, sono narrazioni di colonialismo selvaggio, in cui i cattivi sono i nativi: i legittimi proprietari della terra in cui vivevano. Il progresso americano si basa fin dalla sua nascita sull’idea che la sopraffazione possa essere scambiata per concorrenza. I nativi rappresentano il vecchio, ciò che appartiene alla barbarie e che, secondo questo orribile positivismo della distruzione, deve essere sostituito secondo un normale avvicendamento.
Gli artisti europei, quando hanno studiato il fenomeno, non sono stati d’accordo e hanno letto la situazione secondo la cultura indigena che rispetta la tradizione e l’antichità e che si struttura, o forse si strutturava, secondo un codice etico profondamente differente rispetto a quello che guidava i coloni americani. Gli artisti del vecchio continente hanno una tendenza maggiore a immedesimarsi, come poi avrebbero fatto anche molti artisti americani negli anni Sessanta e Settanta, con i nativi invasi più che con i valorosi pistoleri. È molto raro però, trovare un racconto che non solo racconti la storia dei nativi, ma che dimostri quanto l’autore abbia studiato la cultura di queste popolazioni riportandola poi, organicamente e in modo non documentaristico, dentro la sua trama.
Cenere, di Alberto Lavoradori per Edizioni Segni d’Autore, è esattamente questo tipo di racconto sul nuovo continente. Una storia di sangue e di terra si dipana per queste pagine. Siamo nel 1863, mentre i cercatori d’oro si rincorrono alla ricerca di una fortuna che molto spesso conduce alla disperazione. Una serie di omicidi efferati ricalca il passaggio di questi uomini disperati, i loro cadaveri hanno il viso sporco di cenere. Un Crow cerca vendetta, non per sé stesso, ma per la sua terra, per la sua cultura, per la sua visione del mondo. Da qui si dipana un racconto che più che al fumetto si rifà per tonalità narrative alla grande letteratura americana di inizio Novecento, nei suoi dialoghi asciutti e preghi di significato e che lascia dietro di sé un importante documento della cultura dei nativi.
Lavoradori disegna questa sua storia sui toni del verde e del marrone, richiamando l’autunno e la terra, in una continua pasta visiva che porta lo spettatore a perdersi all’interno di un'immagine che non porta con sé estremi particolari ma che, attraverso un tratto naïf ben studiato, fa vivere tutta la sua veracità, mischiandosi perfettamente alla narrazione di un mondo selvaggio e rurale, in cui il farsi bestia dell’uomo non è affatto una retrocessione nella scala dell’intelligenza, semmai un riavvicinarsi al ciclo naturale delle cose.
Proprio di questa tensione si fa portatore questo fumetto, sia della forza centrifuga che i coloni tendono ad avere nei confronti dello stato naturale delle cose e sia della forza dei nativi, del loro magnetismo verso un centro ideale delle cose che è il ciclo naturale. Non per questo abbandona il sentimento umano anche nelle sue sfumature violente, complesse e psicologiche.
I nativi non sono delle sagome, non sono ombre rosse e non sono simboli. La potenza della narrazione di Lavoradori risiede proprio in questo: nella capacità di raccontare una storia in cui il simbolismo narrativo è dosato di modo da rendere questi nativi degli esseri umani come tutti e, grazie a questo punto di vista, cogliere l’occasione di raccontarne davvero la cultura. Se infatti l’immagine del nativo si fa simbolo, essa diviene in qualche modo un oggetto al servizio del colonizzatore culturale, il bianco che sta scrivendo il racconto. La profonda conoscenza dell’argomento da parte dell’autore, invece, rende possibile un contatto culturale reale da cui emerge una profonda umanità che, così analizzata, riesce a farsi arte.
Alessio Fasano
Cenere
Copertina: Alberto LavoradoriStoria, disegni, inchiostrazione e colorazione: Alberto Lavoradori
Editing e coordinamento editoriale: Carlo Bazan
Casa editrice: Edizioni Segni d’Autore
Data di pubblicazione: Settembre 2025
Formato: 23×32 cm, brossurato, 60 pagine, colori
Prezzo: 23€









