La Compagnia dell'Indie 15 - Lapino Indie Comics, fumetti e narrazioni dal sottosuolo
Titti Demi ci racconta la rivista contenitore della "pluralità che rispecchia la moltitudine del contemporaneo"
Stavolta vi proponiamo un'intervista a Titti Demi per parlare di Lapino Indie Comics, rivista di fumetti e narrazioni dal sottosuolo.
Come sempre non mancano poi le segnalazioni di eventi, call, nuove uscite, webtoon, crowdfunding e tanto altro. È, ancora una volta, il nostro modo per continuare a farvi orientare nell'intricata e meravigliosa scena indipendente.
L'11 gennaio al Monk torna il BMR Fest, giornata tematica con i personaggi di BMR Production. Oltre alla musica, i cocktail e tanto altro, ci sarà una Self Area con BMR, Wabbit, Collettivo Viscosa, Blekbord e Profondissima. La locandina è di Lara Vitti.
Dal 30 gennaio al 1° febbraio 2026 è in programma la sesta edizione di Sherbooks, festival di editoria indipendente. La locandina è di Archiviodiferro.
Parte a gennaio Fumetti nel chill, un ciclo di incontri alla Biblioteca del Libro Illustrato e del Fumetto di Firenze. Autori, studiosi e appassionati della nona arte terranno una serie di talk su temi specifici, per conoscere il fumetto nel suo contesto di arte sociale e popolare.
Gli incontri si terranno alla casa del popolo il Progresso, in via Vittorio Emanuele II 135 a Firenze, due venerdì al mese fino a primavera, dalle 19.00 alle 20.30.
Si parte con un evento in cui sarà ospite César Carrizo, muralista politico e fumettista argentino, disegnatore di Noir Mundial 78, su testi di Camille Pouzol (edito in Francia da Editions Otium), una ricostruzione a fumetti dei mondiali di calcio che si tennero in Argentina nel 1978, in piena dittatura.
NUOVE USCITE E CROWDFUNDING
Macondo annuncia Fino a qui tutto bemeh, antologia a fumetti di Valentina Galluccio in arte VAGA. “Queste storie brevi, pubblicate su Instagram e ora raccolte in volume, raccontano tutto il suo mondo fatto di disegni, musica e delusioni. Con la sua spietata sincerità, Fino a qui tutto bemeh si candida ad essere il manifesto di una generazione disillusa la cui unica paura non è la caduta, ma l'atterraggio”.
Lorenzo Palloni ha pubblicato una storia breve intitolata 2052 sul sito di Mammaiuto. La trovate qui e questo è anche un invito - se non l'avete ancora fatto - a esplorare il sito di Mammaiuto, perché oltre a tutte le produzioni cartacee il collettivo continua come sempre a proporre online storie da leggere (ricordiamo che programmaticamente tutte le storie, le illustrazioni e le strisce prodotte da Mammaiuto sono disponibili gratuitamente online).
Laverve ha pubblicato su Webtoons il primo capitolo di Mombi, storia che verrà serializzata un capitolo al mese. Come ha dichiarato l'autore, "A me intrigava creare una storia che non si esaurisca nello spazio di un libro, ma si sviluppi nel tempo, poi magari un giorno troverà spazio su carta!". La trovate qui.
È disponibile gratuitamente il primo numero di una serie che sarebbe dovuta uscire per il mercato americano, scritta da Salvatore Vivenzio e disegnata da Niccolò Nie Ielapi: Kangaroo Cyber Samurai (un progetto che mescola varie influenze, dai manga ai Power Rangers alle Teenage Mutant Ninja Turtles), serie poi mai pubblicata. Trovate il link per leggerlo qui.
INTERVISTA
Oggi vi proponiamo un'intervista a Titti Demi. Nella sua biografia leggiamo che "dopo essersi formata a tirare linee dritte col tecnigrafo, molla tutto e si dedica alla progettazione e realizzazione di gioielli in micro scultura, attività che le permette di vivere da perdigiorno e occuparsi di illustrazione e fumetti".
Dal 2021 disegna e scrive su Quasi, la rivista che non legge nessunə. Collabora con altre realtà di fumetto indipendente e dal 2025 è editor della rivista di fumetti Lapino Indie Comics.
Ciao e benvenuta sulle pagine audaci. Partiamo dall’inizio: cos’è Lapino e come (e quando) nasce?
Ciao e grazie per questa opportunità di raccontare questo progetto culturale. Lapino indie comics è, come dice il sottotitolo, una rivista di fumetti e narrazioni dal sottosuolo, nasce come cartaceo ad aprile del 2025 dopo che per più di un anno esisteva in forma di newsletter Il Lapino (proprio con l'articolo), un esperimento di rivista multimediale distribuita attraverso Substack a cui avevo dato vita coinvolgendo per la maggior parte allievi del corso di fumetti di Hurricane Ivan, di cui anche io ho fatto parte per anni, ma che col tempo non corrispondeva a quello che avrei voluto che fosse e soprattutto c’era la voglia di uscire su carta.
Ci sono delle riviste, oltre a Linus, a cui vi siete ispiratə?
L'uscita del primo numero risale ad aprile 2025, sessantesimo anniversario della nascita di Linus, rivista fondamentale per tutti noi che abbiamo conosciuto il fumetto e i grandi autori attraverso le sue pagine. Sono classe '73, le riviste si compravano in edicola e le trovavi in casa, la mia idea di rivista è esattamente quella, da lì la scelta di dichiarare il mio amore anche graficamente: Mentre il nome, Lapino, è un doppio omaggio, si rifà spudoratamente a Lapin, rivista francese dell'Association ma anche a Lapinot di Trondheim: della prima amo il carattere indipendente, anarchico e rivoluzionario, del secondo la visione di come si crea, pagina dopo pagina, un autore, che idealmente è quello che vorrei fare anche io.
Dal secondo numero riprendiamo il nome per intero Lapino Indie comics, per sciogliere qualsiasi ambiguità, che comunque a livello personale ho chiarito con Matt Konture, uno dei fondatori di Lapin dopo che ne è venuto a conoscenza in seguito ad una recensione francese del primo numero.
Ovviamente l'ho anche invitato a partecipare in uno dei prossimi numeri.
Cosa permette di fare una rivista che non potresti/e fare con un fumetto monografico e con formati come il graphic novel?
Per risponderti a questa domanda parto del perché chiamo Lapino rivista e non per esempio fanzine, la rivista è un contenitore tenuto insieme da una linea editoriale, ossia una visione del mondo, che esplora e cerca di spiegare il mondo attraverso l’immaginari che temporaneamente abitano quel contenitore, questa pluralità che rispecchia la moltitudine del contemporaneo, questo dire collettivo, un monografico per sua stessa natura non puo’ dartelo.
Ogni numero ruota intorno a un tema: come decidete la tematica da affrontare?
I temi usciti finora sono stati "peli" e "indicibile". Il primo era uno dei temi rimasti in sospeso dalla newsletter che ho deciso di usare per il primo numero in quanto la maggior parte dei fumetti presenti sono di donne e mi sembrava che fosse divertente parlarne, l'indicibile invece ha un'altra storia, me lo portavo addosso dopo aver partecipato ad una residenza artistica in cui si esplorava l'indicibile partendo dai misteri eleusini, e l'ho ripreso perché l'indicibile se è una cosa che non si può dire si può disegnare.
I temi arrivano da suggestioni e anche suggerimenti sono ben accetti.
Chi fa parte, oltre a te, della redazione della rivista?
Sembrerà strano ma al momento non c'è nessuna redazione dietro al Lapino, non almeno in senso tradizionale, la rivista è diretta da me e mi occupo praticamente di tutto, tranne per il secondo numero a cui ho affidato l'impaginazione e il progetto grafico, considero la rivista una zona temporaneamente autonoma, come le TAZ di Hakim Bay in cui una serie di persone la abitano ma non si cristallizzano, ogni numero è attraversato sia in termini di fumetti sia in termini redazionali il solo tempo del numero, sebbene si possano ripetere in altre combinazioni.
Non escludo una futura formazione di una redazione più stabile, almeno per quanto riguarda alcune rubriche.
A ogni numero partecipano numerose firme del fumetto indie: come avviene la loro selezione?
Il numero idealmente è suddiviso, in termini di ospitate, in autori che considero maestri, autori indipendenti stranieri non ancora tradotti da noi, e scena indie italiana. Una volta scelto il tema è la curiosità a muovermi, farmi stupire da quel segno e quell'immaginario, e poi cerco di capire quale filo tiene insieme questa eterogeneità.
Sembra esserci anche l’intenzione di intrecciare varie generazioni, pensando ad esempio al coinvolgimento di Francesca Ghermandi (che ha firmato la tavola che apre il secondo numero) ed Edmond Baudoin (protagonista di una bella intervista). È così?
La suddivisione di cui ti ho appena parlato è, almeno in questi due numeri, intergenerazionale. Da una parte i giganti che hanno fatto la storia del fumetto, nel primo numero ho invitato Marco Corona, affiancati da una selezione di fumettisti che ritengo interessanti, tra professionisti e completi sconosciuti di generazione diverse. Questo mix mi pare interessante perché non appiattisce la visione.
Produrre una rivista (inizialmente di 68 pagine, diventate 88 nel secondo numero) dev’essere un impegno notevole. Quali sono state (se ci sono state) le difficoltà?
Ogni numero mi impegna circa quattro, cinque mesi, tra contattare, tradurre, intessere relazioni, visionare il lavoro, mettere insieme il tutto, produrlo, e distribuirlo.
Ti ho detto già che il Lapino non è un collettivo, né una redazione, questo comporta una mole del lavoro non quantificabile ma anche oneri economici che al momento sono solo sulle mie tasche. Le criticità al momento rilevate sono di sostenibilità nel tempo, e sono infatti grata alle persone che hanno sposato questo progetto culturale, credendoci numero dopo numero, un entusiasmo che non mi aspettavo ma che mi dice che la strada è quella giusta.
A livello progettuale, aggiusto il tiro dopo ogni numero, ora per esempio mi è chiaro che pur lasciando spazi di piena autonomia e libertà, c’è comunque la necessità di prevedere una finestra di editing tra la proposta e il definitivo, finora non è stato fatto, ma credo che come curatrice io sia responsabile anche di quello e quindi ragionare sui tempi utili affinchè sia restituito un prodotto editoriale curato nei minimi dettagli.
Che cadenza avrà la rivista? Siete già al lavoro sul prossimo numero?
Nel 2025 sono usciti due numeri, l’obiettivo è farlo semestrale.
Sei al lavoro su altri progetti?
Sono in un momento di progettazione del terzo numero, ho al momento autrici straniere che mi piacerebbe fossero con me e che contatterò a breve, sto preparando un’intervista a una gigante del fumetto.Come potete vedere dal sommario, entrambi i numeri hanno una forte presenza di fumettiste donne, e questo penso che che sarà rafforzato nel prossimo.
Sto valutando una call pubblica per qualche spazio, ma le chiamate dirette sono la modalità che preferisco per stringere rapporti, fare rete e condividere la line editoriale.
A livello personale sto invece disegnando un fumetto breve per un editore che mi aveva contattato da tempo, costruendo un sito per il Lapino e uno mio personale.
Sono un'appassionata di fumetto da sempre, disegno e spesso ne scrivo, ammetto che sono molto esterofila, in questo momento mi interessa molto la scena indie newyorkese, trovo interessanti i lavori di Juliette Collet. In Europa guardo a quello che accade in Francia: Moolinex è una delle mie ultime passioni.
Grazie e a presto!
Intervista a cura di Giuseppe Lamola e Luca Frigerio















