Dylan Dog & Martin Mystère: L'abisso del male

Di nuovo insieme ventisei anni dopo tra incubi, mysteri, meraviglie e citazioni


Ne L'abisso del male assistiamo con gioia, meraviglia e un pizzico d'emozione al nuovo incontro tra Dylan Dog e Martin Mystère... e non solo (ma non vi diremo chi altro appare nell'albo nemmeno sotto tortura, perché odiamo gli spoiler!). Una storia definita da Alfredo Castelli come "una specie di compendio universale in cui ritroviamo eroi bonelliani del presente e del passato".


Erano ben ventisei anni che i due personaggi non incrociavano le loro strade in un albo speciale: il primo incontro risale al 1990, con Ultima fermata: l'incubo!, seguito due anni dopo da La fine del mondo.
Come ogni lettore scafato ben sa, ogni incontro tra l'Indagatore dell'incubo e il Detective dell'Impossibile catalizza l'arrivo di forze oscure che minacciano di porre fine al nostro mondo. Anche questo caso non fa eccezione (ma sulla minaccia nello specifico non ci addentreremo troppo, consigliandovi di riguardare bene l'illustrazione di copertina completa e le tavole diffuse in anteprima da SBE alla ricerca di eventuali indizi).
La storia, ospitata sul decimo Maxi Martin Mystère, spazia dalla Seconda Guerra Mondiale al futuro, attraversando l'intero universo narrativo bonelliano. Scritta da Carlo Recagno (con il contributo del già citato Alfredo Castelli per la sceneggiatura, nonché di Roberto Recchioni per la consulenza dylandoghiana), mentre i disegni sono di Giovanni Freghieri, con la partecipazione di Giulio Camagni e Sergio Giardo (e la presenza di sei autori guest: Giancarlo Alessandrini, Luca Enoch, Lucio Filippucci, Nicola Genzianella, Giuseppe Matteoni e Giuseppe Palumbo) e la splendida cover è di Angelo Stano. La presenza di Freghieri e Stano rappresenta un elemento di continuità rispetto ai due team-up precedenti, mentre il coinvolgimento di Recagno è una relativa novità ("relativa" sia per il concreto contributo del creatore del BVZM Castelli ai testi, anche in termini di idee e di "moral suasion", sia perché l'autore è di fatto da anni l'erede dello stesso Castelli dal punto di vista della continuity mysteriana e nel tenere le fila delle storie di Altrove ecc.).
Sostanzialmente è un albo che possiede tutte le carte in regola per conquistare i fan di uno o dell'altro personaggio (o di entrambi, diavoli ballerini!).


Come aveva anticipato Recchioni nell'ultima conferenza lucchese dedicata a Dylan Dog, la storia è "un tripudio per un lettore bonelliano nerd". L'incontro tra l'inquilino di Craven Road e il Professor Mystère infatti viene reso ancor più interessante da un particolare: questo team-up rappresenta l'effettiva consacrazione del cosiddetto "Universo Bonelli", universo narrativo condiviso dai vari personaggi della casa editrice, sull'esempio delle narrazioni supereroistiche statunitensi. Un contesto per molti versi inedito per la Bonelli, che potrebbe portare persino all'idea di maxi crossover nei quali far interagire tutti i propri personaggi (e l'ipotesi a questo punto non sembra nemmeno così peregrina, considerando anche la recente rivelazione dei crossover con i personaggi DC!) e che senz'altro sarà presto sfruttato nuovamente per altre storie.

Tornando alla storia, le interazioni tra Martin e Dylan sono tutt'altro che banali e scontate. Tanti i personaggi "di contorno", sempre utili a costruire l'idea di un incontro non solo tra due personaggi ma tra due (solo due?) interi contesti narrativi, tutti gestiti alquanto bene, anche in funzione delle rispettive continuity (sì, è una storia in continuity!).
Non mancano gli inevitabili "spiegoni documentaristici" del BVZM, incisi con cui il Detective dell'impossibile contestualizza la storia pregressa del "mystero" in questione e che spesso costituiscono sia un lieve rallentamento della lettura (per via della nota logorrea del personaggio) sia un piacevole valore aggiunto culturale.
Va sottolineato come, in genere, la materia di cui si occupa Martin Mystère sia la storia (con la "S" maiuscola), accanto alla cultura in generale (dunque letteratura, arte, scienza ecc), nei loro molti aspetti mysteriosi e spesso con l'aggiunta di quel tocco di fantasia che serve a renderle ancor più accattivanti. Qui la materia trattata diventa anche, appunto, lo stesso "Universo Bonelli": un vero e proprio viaggio nella storia editoriale della casa editrice e nelle vicissitudini dei suoi personaggi, riscoprendo persino alcuni character minori partoriti dall'editore di Via Buonarroti negli scorsi decenni (una specie di "Trivial Pursuit bonelliano", come suggerisce sempre il vulcanico Castelli nel suo pezzo di apertura/chiusura dell'albo, che invita a ricercare citazioni e inside joke nascosti nella storia stessa) e dando intriganti sguardi al futuro.

Aggiungiamo anche che, al di là di tutti gli aspetti nerd di cui abbiamo parlato finora, la storia affronta una tematica di fondo interessante, ovvero l'accettazione del diverso, e lo fa in maniera diretta e riuscita, lasciando trasparire un messaggio importante e quanto mai attuale, che contribuisce in modo determinante alla bellezza del racconto.


Passiamo ai disegni, principalmente a cura di Giovanni Freghieri. Alla cura certosina che da sempre l'autore infonde nelle proprie tavole, in ogni singola vignetta, in questo caso si aggiunge il lavoro di mezzatinta, che rappresenta un piacevole surplus, nonché un lavoro di inchiostrazione ancor più elaborato e curato del solito.
Va poi citata la partecipazione di Giulio Camagni e Sergio Giardo (nonché di altri artisti ospiti che hanno realizzato singole vignette speciali, sulle quali non aggiungiamo altro!): oltre che funzionale e ben inserito nella storia, il loro contributo è davvero prezioso e significativo.

L'abisso del male è dunque una storia che non esitiamo a definire imperdibile, sia per il piacere di veder interagire di nuovo due tra i personaggi bonelliani più interessanti di sempre che per il gusto di assaporare quasi 200 pagine di incubi, mysteri, meraviglie e citazioni.

Il Sommo



Dylan Dog & Martin Mystère: L'abisso del male
Maxi Martin Mystère #10
Novembre 2018
Sergio Bonelli Editore

Soggetto: Carlo Recagno
Sceneggiatura: Carlo Recagno e Alfredo Castelli
Consulenza: Roberto Recchioni
Disegni: Giovanni Freghieri, con la partecipazione di Giulio Camagni e Sergio Giardo (e con i contributi di Giancarlo Alessandrini, Luca Enoch, Lucio Filippucci, Nicola Genzianella, Giuseppe Matteoni e Giuseppe Palumbo)
Copertina: Angelo Stano


Per le immagini: © 2018 Sergio Bonelli Editore.

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