Solanin - Il pessimismo di una generazione
Inio Asano rappresenta il pessimismo della sua generazione in un’opera estremamente attuale
Inio Asano è uno degli autori che meglio hanno rappresentato la generazione giapponese dei millennial. L’autore di capolavori come Buonanotte, Punpun, recentemente ripubblicato in Italia, nel corso della sua carriera si è occupato varie volte di scandagliare l’animo di figure ai margini della società.
Asano ha raccontato in molte opere, più o meno lunghe, figure estremamente variegate e complesse accomunate da un solo elemento: una difficoltà nell’integrarsi nella società. Questa difficoltà l’autore l’ha rappresentata sotto molti aspetti: dalla depressione a causa di dubbi sul proprio lavoro - come in Reiraku. La caduta - fino alla complicata fase dell’adolescenza - ad esempio in La ragazza in riva al mare -. Questi temi, ovviamente, non sono stati affrontati solo da Asano. L’autore che meglio ha rappresentato i lati oscuri del lavoro del mangaka è sicuramente Hideo Azuma con il suo Il diario della mia scomparsa. Mentre sull’adolescenza si sono spesi numerosi autori e autrici, da Ai Yazawa con opere come Paradise Kiss al celebre Slam Dunk di Takehiko Inoue. Una fascia di popolazione che però non è stata ugualmente rappresentata è sicuramente quella dei millennial giapponesi, di cui lo stesso Inio Asano fa parte. Rappresentare questa generazione è infatti estremamente complesso perché per comprendere appieno i sentimenti che accomunavano la maggior parte dei ragazzi giapponesi degli anni Novanta bisogna comprendere anche la storia moderna del Giappone.
Il Sol Levante dopo la Seconda guerra mondiale ebbe un enorme boom economico che lo portò addirittura a rivaleggiare con i potenti Stati Uniti, con tanto di razzismo e populismo come condimento, per il ruolo di superpotenza economica. Come ogni bolla, però, anche quella giapponese scoppiò tra la fine del 1989 e l’inizio del 1990. I giapponesi conobbero così un periodo di “stagnazione economica” che comportò numerosi licenziamenti e difficoltà per i ragazzi a trovare un lavoro stabile, elemento fondamentale della mentalità giapponese. Questa situazione divenne uno shock non solo economico, ma anche sociale per i giapponesi, soprattutto per i più giovani, che fino a quel momento erano convinti che dopo gli studi sarebbero entrati in una grande azienda e ci avrebbero lavorato per tutta la vita. Questo shock causò nella generazione di Inio Asano un senso di smarrimento, incertezza sul futuro e delusione nei confronti del mondo.
È su questo sentimento di disillusione che nascono le vicende di Solanin, opera pubblicata in Giappone tra il 2005 e il 2006, uno slice of life che racconta la storia di una coppia: Meiko e Taneda. Nell’opera i due protagonisti hanno circa 23 anni e, dopo essersi laureati, iniziano una convivenza, muovendo i primi passi nel mondo del lavoro. Questa fragile armonia, però, si rompe nel momento in cui Meiko decide di licenziarsi dal suo lavoro di impiegata d’ufficio, perché insoddisfatta della sua vita. Meiko, inoltre, inizia a esortare Taneda, lavoratore part-time e precario, a tornare a inseguire il suo sogno universitario: diventare un musicista insieme alla sua band.
Da questo incipit Asano andrà a scandagliare l’animo dei due personaggi, sia singolarmente sia come coppia: tra momenti di crisi coniugale e profondi dubbi sul proprio futuro e su cosa è giusto fare, il mangaka offre un ritratto crudo della sua generazione che ha assistito al crollo delle certezze economiche instaurate durante il boom economico. In questo collasso dei punti di riferimento, due ragazzi assolutamente anonimi iniziano a chiedersi se abbia veramente senso cercare il tanto agognato posto fisso, anche se tanto “fisso” non è, oppure cercare di seguire i propri sogni anche a costo di intraprendere un percorso di precarietà sia economica sia morale. Nonostante il posto fisso possa dare garanzie economiche, consegna comunque un sentimento di alienazione e costante insoddisfazione. A ciò si aggiunge il fatto che, in fin dei conti, nemmeno quello è un posto di lavoro realmente “saldo”. Dall’altro lato però, decidere di inseguire i propri sogni sembra un obiettivo infantile e controproducente, soprattutto in un mondo estremamente competitivo e instabile come quello della musica. Non vanno, inoltre, sottovalutati nemmeno i componenti della band di Taneda, Kato Kenichi e Billy. Anche loro, infatti, vivono con questo costante sentimento di disillusione e incertezza nei confronti del mondo; questo permette al lettore di comprendere che questa situazione non è una caratteristica dei due protagonisti, ma un sentimento condiviso da un’intera generazione che, in un modo o nell’altro, è stata profondamente colpita da quello shock economico.
Lo stile delle tavole è forse l’aspetto più debole dell’opera. Quando uscì Solanin, infatti, Inio Asano non aveva ancora raggiunto la massima espressione del suo stile, caratterizzato da un’armoniosa combinazione tra l’utilizzo del digitale per gli ambienti - come in Buonanotte, Punpun, in cui i luoghi erano elaborati a partire da delle fotografie - e il disegno dei personaggi. L’opera, infatti, mostra un Asano ancora leggermente acerbo, seppur già superiore a opere iniziali come What a wonderful world. I personaggi vengono rappresentati già nel classico stile di Asano, ossia con lineamenti molto tondeggianti e tratti somatici tipicamente giapponesi, ma nel complesso l’opera presenta, soprattutto nei campi lunghi e lunghissimi, molte differenze dallo stile a cui i lettori si sono abituati con opere più famose come il già citato Buonanotte, Punpun o Dead Dead Demon's Dededededestruction. Al contrario, per gli appassionati dell’Asano più vecchio, ad esempio in opere come Reiraku, Solanin rappresenta l’apice di quella fase dell’autore. Il mangaka riesce a trasmettere anche attraverso i disegni quell’atmosfera malinconica e agrodolce che pervade l’intera opera e, nel complesso, lo stile usato per quest’opera è il più adatto: difficilmente un Solanin con lo stile di un recente Mujina into the deep si sarebbe unito in modo così armonioso alla trama.
Il finale, ovviamente senza spoiler, è la ciliegina sulla torta a quello che abbiamo sin qui detto. Asano non ha voluto dare al lettore il classico epilogo ben noto agli appassionati del genere slice of life. Al contrario, la decisione presa dall’autore per la conclusione dei tormenti di Meiko e Taneda comunica al lettore tutto il pessimismo che pervade l’opera e, soprattutto, l’autore. Non è sicuramente un finale che vuole compiacere chi si è appassionato ai protagonisti, ma al contrario vuole mettere un punto sulla visione assolutamente, e forse per certi versi eccessiva, pessimistica che Asano provava in quel periodo nei confronti del mondo e della vita stessa.
Solanin è un’opera che rappresenta come poche altre un’intera generazione, tra dubbi e tristezza e, in un contesto sociale come quello odierno, è ancora estremamente attuale. Per questo riesce a comunicare in modo diretto anche a chi non ha vissuto quegli anni turbolenti in Giappone e magari non li conosce nemmeno, ma allo stesso tempo comprende perfettamente quel senso di perdizione che provano i personaggi e anche la nostra generazione.
Giosuè Spedicato
(Titolo originale: Soranin)
Testi e disegni: Inio Asano
Traduzione: Mayumi Kobayashi
Casa editrice: Planet Manga
Data di pubblicazione: 25/02/2021
Formato: Brossurato
Prezzo: €16,90








