Shin Zero - Un racconto proletario di crescita e riscatto

Guillaume Singelin e Mathieu Bablet ci portano in un mondo di Super Sentai che non conosce più l’eroismo, perché essere eroi, ai nostri tempi, è molto difficile

Forse stiamo lasciando indietro qualcosa, qualcosa di importante, e nemmeno ce ne accorgiamo.

Le storie sembrano non essere più così tanto importanti quanto lo erano un tempo. Non ci fidiamo più di esse, non stiamo al passo con l’idea che possa esistere un mondo parallelo in cui avvengono le cose. Siamo sempre più esposti a una questione che esiste sa sempre ma che il mondo contemporaneo ci ricorda ogni secondo: il fatto che le percezioni ingannano, che tutto è un gioco di specchi, che il sociale è, in qualche modo, qualcosa di allestito.

Ma quali sono le storie che subiscono di più questo sistema? Probabilmente le storie che parlano delle persone normali, del proletariato, della vita di tutti i giorni, del lavoro e di tutto ciò che bolle negli stomaci delle persone comuni. Di questo le storie quasi non parlano più.

Ecco perché Shin Zero di Guillaume Singelin e Mathieu Bablet, edito in Italia da Bao Publishing, è un fumetto da analizzare con attenzione. Innanzitutto va contestualizzato a livello editoriale: non di rado abbiamo visto arrivare dalla Francia, in questi ultimi anni, degli adattamenti, rivisitazioni o sequel spirituali di opere classiche dell’animazione e del fumetto giapponese, con risultati altalenanti ma soprattutto mossi dall’intenzione di parlare in modo nostalgico agli appassionati del passato. Shin Zero non è un'operazione di questo genere.

In questo caso, invece, gli autori usano i Super Sentai (la versione giapponese di quelle serie che sono state poi acquistate dagli statunitensi e in produzione congiunta sono arrivate in occidente come Power Rangers) come pretesto per raccontare il mondo dei ventenni di oggi. In questo mondo infatti il Sentai non è più un lavoro importante e i coloratissimi uomini mascherati non sono altro che dei vigilantes a pagamento.

L’estetica che gli autori costruiscono intorno a questo mondo del lavoro coincide perfettamente con quella dei delivery service che imperversano in tutte le grandi città e non solo e costituiscono una delle grandi forme di lavoro a cottimo e sfruttamento contemporaneo.

Questi ragazzi rappresentano la sconfitta di una certa idea di eroismo e, in senso più ampio, l’impossibilità stessa di creare eroi contemporanei. Sembra infatti che questo nostro tempo sia al massimo - e nella migliore delle ipotesi - fatto per chiassosi anti-eroi. Eppure, come sempre (per fortuna) c’è chi spera, e nello specifico Satoshi (il Power Ranger rosso, ovviamente), nostalgico di un tempo che non ha vissuto, in cui i Super Sentai combattevano i Kaiju, e grande idealista romantico.

Con molta intelligenza gli autori ci calano in una quotidianità, nel rapporto di convivenza fra queste persone e nei loro caratteri umani.

A livello grafico il fumetto riesce ad essere orientaleggiante senza mai dare l’impressione di imitare alcun canone, e mai affondando nell’idea di euromanga che avrebbe dato a tutto il progetto un aspetto meno autoriale che viene, invece, brillantemente portato avanti anche grazie a una regia dinamica, che usa una gabbia di impostazione americana (i lavori di Daniel Warren Johnson sembrano chiaramente influenzare gli autori) ma su una sceneggiatura deliziosamente franco-belga.

La mistura è più che gradevole e si lascia leggere con molto piacere. Prima di tirare le somme sul racconto, però, bisogna attendere la pubblicazione delle altre due parti che lo compongono. Possiamo intanto certamente riconoscere che lo sguardo degli autori, sul mondo e sul fumetto, è lucido ed efficace e che questi Super Sentai meritano di essere seguiti nel loro percorso di crescita umano e narrativo.

Shin Zero, infine, ci ricorda un concetto fondamentale di cui sempre più spesso ci dimentichiamo: le storie sono uno strumento di osservazione del possibile e del reale e i grandi racconti possono mettere bene a fuoco la realtà scrutando attentamente nelle ombre che essa proietta, mostrandoci una prospettiva del mondo che non consideriamo, sfrangiandolo nelle sue infinite eventualità e rendendoci partecipi del fatto che questa moltitudine di eventi potenziali è reale parallelamente al nostro sentire, vedere, provare e può far sì che noi stessi possiamo cogliere in noi quella moltitudine che sono gli altri, pacificandoci con essi. Non a caso è proprio ciò che cercano di fare i ragazzi che, in Shin Zero, vestiranno i panni dei Super Sentai.

Alessio Fasano

Shin Zero vol. 1 (di 3)

Storia: Mathieu Bablet
Disegni e colori: Guillaume Singelin
Impaginazione e lettering: Sara Bottaini
Traduzione: Francesco Savino
Casa editrice: Bao Publishing
Data di pubblicazione: 06/2026
Formato: Brossura 15 x 21
Prezzo: 18,00 €

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