Totem - Il drammatico retaggio che ci scorre nelle vene

Di passati e di futuri, e di presenti che non riescono mai a rendersi davvero comprensibili

L’arte è meravigliosa perché al di là della sua valutazione critica passa per infinite vie semantiche, mentali e concettuali, che riformano la sua immagine all’interno del soggetto che la osserva. Possiamo ritenere che qualcosa sia bello, ma può non piacerci, banalizzando. 

Non è solo una questione di gusto, di piacere o non piacere. Ci sono testi e autori che quando te li ritrovi per le mani pensi non solo di star leggendo un fumetto bello, ma di star leggendo un fumetto importante. Qualcosa di destinato a restare e influenzare a prescindere dalla sua bellezza.

Laura Pérez è una di quelle autrici che lascia nel lettore proprio quella sensazione: l’idea di star leggendo qualcosa che, nella sua semplicità minimalista, è destinato a rimanere e impressionare. È il caso di Totem, meraviglioso suo ultimo lavoro, pubblicato da Oblomov Edizioni.

Raccontare le trame nei lavori di Pérez è sempre molto complicato per via di quanto questa autrice ami rendere rarefatto il filo narrativo, interrompendo il tempo del racconto. Il nucleo della ricerca di quest'artista spagnola è, infatti, proprio la sospensione del tempo. La ricerca continua dei momenti di galleggiamento della vita quotidiana, i momenti di bilico della percezione. Ecco perché l’autrice ama così tanto le notti e i crepuscoli, e spesso ci culla nel ricordo.

Attenzione a non compiere l’errore, però, di pensare che non esista un'epica in questa sospensione e che non sussista una continua tensione narrativa: questa tensione è sempre soggiaciuta, sempre in silenzio nel sottobosco dell’irreale che Pérez disegna. Totem esprime alla perfezione questa caratteristica dell’illustratrice, portandoci in un viaggio in cui passato e presente si incrociano, e nel medesimo tempo questo passato e questo presente si svolgono a loro volta in una scatola dei ricordi.

Le nostre due protagoniste intraprendono un viaggio in un luogo che sembra sospeso e senza tempo, quasi come se quel posto non fosse un posto e quello che succede non stesse accadendo e il racconto fosse già finito a pagina uno.

Nonostante questo, la storia comincia. Le nostre protagoniste cercano qualcosa, nel deserto, che noi lettori non comprendiamo e che, forse, non comprendono neanche loro. Ed è la storia di una famiglia, di una linea di sangue, per certi versi di una maledizione, e di un richiamo della terra. Un viaggio che somiglia a un addio, alla ricerca di un ricordo e a un saluto, lasciando continuamente al lettore l’impressione che questa storia sia già successa mentre la leggiamo.

Cos’è allora questo totem, che dà il titolo a questo strano racconto, se non il punto a cui tutte queste linee narrative ricongiungono e si riuniscono e, grazie allo spirito (totemico, per l’appunto) del loro retaggio, riescono a reiterarsi nel loro terribile dramma?

Laura Pérez riesce a rendere ben visibili dei fili narrativi così sottili e delicati grazie a un disegno solidissimo che riesce a spiegare più di mille parole. Lo stile piatto e a toni lievi crea immagini ribadite sulla pagina, primitive e raffinate, indigene e accademiche nel medesimo tempo. Il momento del ricordo è attraversato da una scala di grigi e da neri pieni, che congelano il tempo e trasmettono al lettore quasi una sensazione di disagio, come se egli stesse guardando qualcosa di proibito, che non gli appartiene.

Lo stesso montaggio della gabbia è estremamente rarefatto, per garantire che il tempo si mischi divenendo una pasta indefinita di colore in cui tutto sta succedendo, è già successo e succederà nello stesso momento. I baloon sono pochi e minimali.

Come già in Nocturnos, nelle sue storie a vincere è un silenzio innaturale e soverchiante, a tratti inquietante, che chiede al lettore di osservare, a occhi sgranati, la storia che viene raccontata.

Pérez ci offre così un'altra delle sue storie, e aggiunge questa volta un tratto terribilmente drammatico, che non colpisce immediatamente il lettore, e non vuole essere scioccante, ma che entra lentamente sottopelle, lasciando germinare dentro una malinconia che sa farsi asfissiante, e della quale però non si può non rimanere affascinati.

Alessio Fasano


Totem

Copertina: Laura Pérez
Testi e disegni: Laura Pérez
Traduzione: Francesco Satta
Adattamento editoriale: Massimo D’Affronto
Casa editrice: Oblomov
Data di pubblicazione: marzo 2026
Formato: brossura, 21,5 x 30 cm
Prezzo: 23,00 €

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