Deflagrazione - Miguel Vila ci porta a raccogliere i cocci del mondo
Il momento in cui delle vite esplodono è perché tutto ciò che le circonda probabilmente ha innescato l’esplosione. Miguel Vila prova a capire cosa può essere stato
I nostri giorni sono davvero strani. Viviamo in un mondo che ci sembra essere sull’orlo del baratro, ma in realtà è in un momento di mutazione degli equilibri di potere. Questo tipo di stravolgimento avviene periodicamente, ma nessun mutamento è mai simile al precedente. Quando i tempi sono particolarmente incerti una determinata simbologia sembra emergere non solo nel racconto “d’invenzione” ma anche e soprattutto nella cronaca del quotidiano. Una sorta di codice apocalittico s’impossessa del linguaggio comune, che sia l’anno Mille o il Duemilaventisei.
Nei tempi moderni il simbolo più ricorrente durante i periodi d'instabilità è forse quello della bomba: non è un caso se negli anni Sessanta e Settanta viene rappresentata la bomba non solo come strumento di morte ma soprattutto come rappresentazione di stravolgimento, di sorpresa, di cambio repentino dello stato di quiete (la quiete borghese); oggi è un simbolo che indica, forse, il risveglio dal torpore digitale, la concretizzazione dell’esistenza del mondo reale da parte di una generazione. E dopo questo risveglio ciò che è restato, mentre dormivamo, sono le rovine.
Deflagrazione di Miguel Vila per Coconino sembra raccontare proprio questo. Il titolo di questo fumetto già basterebbe a raccontarne le intenzioni artistiche ed emotive. Il racconto segue la vita di due famiglie, Zannoni e Trevisan, come a risalire l’albero genealogico a partire dagli ultimi nati. Gianmaria Zannoni perde una mano in seguito all’esplosione di una bomba nascosta all’interno di un oggetto d’uso comune che il ragazzo non riesce bene a ricordare. È a partire da questa deflagrazione che il mondo di queste due famiglie si sgretola e nel farlo ci mostra i suoi pezzi, le sue componenti, le sue storture e criticità.
Le due famiglie sono uno spaccato su una determinata società italiana, una volta tanto, quella dell’uomo comune, della massa. Ma questo fumetto non è solo una storia familiare. È anzitutto uno studio, per certi versi un saggio a fumetti, sul tema del deflagrare. Tutto si spezza in queste tavole, tutto si disgrega; la psicologia di questi personaggi soli, molto soli, la loro incapacità nell’interagire, ognuno chiuso all’interno della sua molecola, del suo angolo segreto di mondo che non vuole rivelare. Come se si dovesse preservare uno spazio sicuro, uno spazio inviolabile, che però così costituito diviene forma volatile, scheggia incontrollata che finisce per impattare contro altre della stessa natura, ferendo e smembrando. È una bomba sporca quella che Vila lascia deflagrare in queste immagini, una bomba che per certi versi non lascia speranza e per altri purifica il lettore e la pagina.
Seguendo il filo quasi saggistico di cui sopra, anche il disegno prosegue nello studio di questo smembramento, affidando alla gabbia il compito di raccontare questo momento della vita dei suoi protagonisti. La griglia è sempre piuttosto ordinata, ma allo stesso tempo collassata, smembrata. Sono i coriandoli di una storia quelli che stiamo guardando, le cui immagini come una galassia in espansione si stanno allontanando in qualche modo dal centro della pagina, fin quando poi qualcosa di quasi sovrannaturale - la mano dello stesso narratore che prova a tenere le fila di una storia imbizzarrita - non prova a riavvicinarle al centro della pagina. Le vignette si spostano in continuazione lasciandosi contornare da ampi spazi di bianco, un bianco che riesce a rendere la narrazione claustrofobica invece che darle spazio, sospendendola nel vuoto della pagina, che è anche il vuoto, il silenzio, l’incapacità comunicativa di cui soffrono questi personaggi.
Bisogna sottolineare proprio questo: la capacità che quest’opera dimostra nel raccontare la profondità umana di questi soggetti, e allo stesso tempo la capacità di portare avanti un thriller ben costruito. Parliamo di un fumetto che in questo ribalta l’ideale narrativo del true crime, perché grazie a questa attenta costruzione più che raccontarci un crimine vero ci porta dentro le verità che si nascondono dietro l’idea di crimine, sventrandola e mostrando le differenze fra i suoi tessuti molli ai lettori, che possono scoprire così non di cosa è fatto il racconto, ma, per certi versi, in quelle viscere, guardarsi da dentro ancor prima che guardare qualcun altro.
Deflagrazione è un fumetto che può essere utile a ricordarci quanto sia importante vivere nel mondo guardando anche alle proprie viscere per scoprire in fondo che qualcosa di terribile abita dentro ognuno di noi, anche quando non ce lo aspettiamo. Che quella efferatezza è alle volte nascosta fra le pieghe delle nostre azioni quotidiane, tanto quanto lo è nella forza dell’atto bombarolo.
L’assassino, a volte, è quello per cui nutriamo il minor sospetto. Vale a dire noi stessi.
Alessio Fasano
Deflagrazione
Storia, disegni e copertina: Miguel Vila
Assistente ai colori: Riccardo Pasqual
Progetto grafico e adattamento: Leonardo Guardigli
Casa editrice: Coconino Press
Collana: Coconino Cult
Data di pubblicazione: maggio 2026
Formato: 17x24 cm, brossura
Prezzo: 20,00 €








