Retrocomics 15 - Il 1984

Un nuovo sguardo al passato, tra Oriente e Occidente

Torna Retrocomics e lo fa parlando di un anno denso di grandi successi a livello di film, videogames e… fumetti. Sto parlando del 1984!

Partiamo da alcuni dati, ovvero:

– Quarto al botteghino statunitense, dietro a mostri sacri come Ghostbusters e Indiana Jones e il tempio maledetto, esce quel gioiellino di Gremlins del gigantesco Joe Dante.

Alexey Pajitnov inventa Tetris. Direi che non c'è bisogno di altre parole.

Hanna & Barbera lanciano la serie animata Gli Snorky: durerà sessantacinque episodi e al sottoscritto piacerà un sacco.

E il fumetto? Anche lì siamo messi molto bene; partiamo dal Giappone.

 

Kimagure Orenji Rōdo

Il 1984 vede anche la nascita di Dragonball, sempre per la rivista Weekly Shōnen Jump di Shueisha, un manga che venderà più di 250 milioni di copie. Ma allora perché parlare di Orange Road (così verrà chiamata l’edizione italiana, pubblicata da Star Comics nel 1992)?

Perché, anche se vendette solo venti milioni di copie, è altrettanto importante per alcuni fattori. In primis il triangolo amoroso tra il protagonista Kyōsuke, la giovane Hikaru e una delle prime tsundere, ovvero Madoka, farà da capostipite per molti manga sentimentali. In più il personaggio di Madoka sarà il metro di paragone per anni per molti personaggi femminili. Per finire questo manga è esemplificativo di come funziona l’editoria a fumetti in Giappone: dopo questo grande successo l’autore, Izumi Matsumoto, non riuscirà più a replicare le fortune non ottenendo il riscontro dai lettori.

Ah, uscì anche la serie animata che ebbe un'eco forse addirittura maggiore del manga stesso; in Italia arrivò con il terribile titolo È quasi magia Johnny, con episodi censurati, tagliati e con la risibile scelta di modificare i nomi dei personaggi. Avremo perciò un triangolo amoroso composto da Johnny, Tinetta e Sabrina


Teenage Mutant Ninja Turtles

Nel 1983 il ventiduenne Kevin Eastman e il trentenne Peter Laird fondarono la Mirage Comics, l’anno dopo fecero uscire il primo numero delle TMNT, un fumetto che omaggiava i classici del fumetto come Daredevil e i lavori di Jack Kirby e Frank Miller unendoli a storie molto cupe e violente.

Le vicende delle quattro tartarughe Leonardo, Donatello, Raffaello e Michelangelo e del loro mentore/padre Splinter ebbero subito un grande successo (e anche una vita editoriale molto turbolenta, passando sotto varie case editrici) che portò a film, serie animate, una lista lunghissima di action figures e merchandising.

Come scrivevo poco sopra, il tono delle prime storie delle Tartarughe era molto più dark e grezzo rispetto a molti altri fumetti dell’epoca. Lo stesso Shredder è violento, rendendo il clan del Piede - omaggio al clan della Mano di Devil - una minaccia mortale, molto più di quel gruppo di ebeti della serie animata.



Comic Art

In Italia le riviste contenitore stanno vivendo il loro momento d’oro. Se nella puntata dedicata al 1983 avevo parlato di Corto Maltese (la rivista), questa volta è il turno di Comic Art, l’omonima rivista della casa editrice… Comic Art.

L'editore guidato da Rinaldo Traini pubblicava già L’Eternauta da qualche anno (per i puristi: sì, L’Eternauta all’inizio veniva pubblicata da Edizioni Produzioni Cartoons) e dopo qualche anno decise di affiancare alla rivista ammiraglia anche questa. Sarà sempre un magazine molto eterogeneo: basti pensare che nel primo numero erano presenti autori come Hugo Pratt, Manfred Sommer, Lee Falk, Vittorio Giardino e molti altri. Negli anni ospiteranno anche brevi storie dei personaggi delle Sergio Bonelli Editore che contribuiranno a vendite di tutto rispetto: secondo Wikipedia nella seconda metà degli anni ottanta anche 50000 copie a numero per poi conoscere, negli anni novanta, un lento declino che porterà a cambiare varie volte il contenuto per cercare di trovare una quadra alla diminuzione del numero dei lettori; diminuzione che porterà nel duemila alla chiusura delle riviste e al fallimento dell’editore stesso.

Ma com’era Comic Art, la rivista? Bella, interessante e discontinua: pregi e difetti che avevano tutte le riviste contenitore e che segnarono la loro fine. Però hanno portato all’esordio di moltissimi autori, vere e proprie palestre che purtroppo non esistono più e la loro scomparsa ha influito sull’impoverimento dell’editoria fumettistica italiana.

Luca Frigerio


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