Consigli audaci per restare a casa: serie tv

#iorestoacasa: le serie tv consigliate dal nostro Grullino Biscotterrimo


Le ultime norme delle autorità impongono sul territorio italiano delle restrizioni necessarie per affrontare l'emergenza e arginare la diffusione del Coronavirus: restare a casa e uscire solo per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità essenziali.
Per contribuire a trovare degli utili passatempi per le giornate da trascorrere a casa, dopo il post sui consigli per le letture gratuite online abbiamo chiamato in causa il nostro "folle" Grullino Biscottacci, esperto di cinema e serie tv.
Ecco i suoi consigli.

Illustrazione di Zerocalcare per Best Movie.

Esci? Ma dove ca%%o vai! Resta a casa e cerca queste serie tv.
Mi ringrazierai un giorno… Forse.


MacGyver (7 stagioni, 1985-1992)

Per riscoprire gli anni 80 attraverso questo personaggio ormai cult che si destreggia senza paura in avventure esilaranti, uscendone sempre vittorioso grazie all’utilizzo di assurdi escamotage creativi nei quali crea dal nulla efficaci quanto improbabili strumenti ed ordigni artigianali a seconda del pericolo da affrontare: l’unico uomo al mondo in grado di fabbricare una bomba all’idrogeno utilizzando soltanto una bottiglia di candeggina, due graffette, un elastico e sei cotton fioc.
Vi consiglio anche la serie MythBusters (in italia con il sottotitolo "Miti da sfatare"), nella quale vengono testati e smitizzati gli esperimenti di MacGyver.


P.S. Da ragazzino avevo un quaderno sul quale scrivevo le decine di esperimenti del buon vecchio MacGyver.


The Incredible Hulk (5 stagioni, 1977-1982)

Serie colma di riflessioni sulla natura umana e sul suo potenziale, ma allo stesso tempo profonda analisi di introspezione sulla solitudine struggente che permea l’animo del protagonista.
Bruce Banner, temendo se stesso, finisce sempre con l’isolarsi dal mondo: un uomo/bestia impegnato nella ricerca di una cura per la sua condizione.
Incapace di controllare la propria rabbia (scaturita quasi sempre dall’impossibilità di accettare i soprusi altrui) e il proprio potere distruttivo (che utilizza sempre a fin di bene) si ritrova in situazioni, a volte assurde ed esilaranti, che si concludono quasi sempre con il salvataggio della vittima ed la condanna dei cattivi attraverso una vagonata di cazzotti e calci in culo.
Nonostante molte puntate non siano particolarmente interessanti dal punto di vista di trama ed effetti speciali, hanno il loro punto di forza in alcuni dialoghi e riflessioni dei protagonisti.
L’aspetto maliconico ma pieno di speranza di Banner/Hulk, la sua ricerca scientifica per il bene comune ed il suo senso di giustizia rendono la caratterizzazione del personaggio quadrimensionale e trasformano questa serie cult in un caso più unico che raro.
La sigla finale, The Lonely Man (accompagnata dalle immagini di Banner in cammino su una strada deserta), è sempre stata un'“immagine sonora” che racchiudeva alla perfezione lo stato d’animo del protagonista: il potere della musica di farti percepire tutte le emozioni possibili.



The Prisoner (1 stagione, 1967)

Serie cult con soli 17 episodi, perfetta da guardare in queste settimane: narra di un ex-agente dei Servizi Segreti che viene rapito, stordito e condotto a sua insaputa su un'isola dalla quale è impossibile fuggire.


Ai confini della realtà - The Twilight Zone (5 stagioni, 1959-1964)

Perché?
Perché è la mia serie tv preferita in assoluto nel pianeta (come avevo ampiamente spiegato in questo post): tutti hanno preso ispirazione da questa serie, da Twin Peaks a X-Files, da Amazing Stories (Storie incredibili) a Mistero in galleria, da The Outer Limits a Fringe.



Swamp Thing (serie - cancellata - da un'unica stagione, 2019)

Mi limiterò in questa sede a parlare del prodotto televisivo, non del noto ciclo fumettistico di Alan Moore.
Si tratta di una serie horror/thriller ben brasata nel liquame paludoso nel quale è nata/o. Ciò la rende molto cruda (come la papaya fresca) e molto matura (come una milf blasonata) e questo è il suo punto di forza.
Serie compatta e funzionale come un blocco di argilla densa, eppure morbida nei suoi 10 episodi: scivola ben bene come fosse un artefatto oleato da olio di palma di palude che attraversa il tubo catodico e penetra nelle nostre retine avide di spettacoli assurdi.

Ci sono una valanga di cadaveri paludosi, gente squaratata, infilzata, smembrata, sparata senza preavviso, accoltellamenti brutali e - spoiler - muiono tutti molto male.
Sono ben dosati e mai eccessivi gli sprazzi e spruzzi di splatter qui e lì, schizzati un po' ovunque ben densi.
Alcuni colpi di scena rimandano a Twin Peaks (con le dovute precauzioni e proporzioni). C'è poco umorismo facile (per fortuna!), i personaggi sono resi in maniera credibile (a parte Ian Ziering, anche detto "cane maledetto", noto al grande pubblico per Beverly Hills 90210) con trame e sottotrame anche interessanti (sempre se non ti distrai messaggiando su Tinder!).
Una serie che si lascia seguire tutta d’un fiato (soprattutto se non lavori il giorno dopo), anche perché si discosta piacevolmente dalle patinate “teenagerate” bambinesche del medesimo genere: fortunatamente non contiene i dialoghi adolescenziali e stucchevoli di serie come The Flash o Batwoman o Titans, pur somigliando ad Arrow in alcune dinamiche tra personaggi che appaiono molto più credibili e realistici rispetto ai colleghi delle serie sopracitate.


Voto finale: “no alla bonifica, sì a Valsoia gusto fango di palude”. Effetti speciali e visivi sopra la media, Swamp thing Trucco parrucco e scenografia è un prodotto video di ottima fattura.
Insomma, pensavo peggio, invece mi ha convinto molto più di The Witcher che è una serie demme… ehm, parliamone (non rientra tra i consigli di questo post, ma ormai sento l'esigenza di parlarne).


The Witcher (1 stagione, 2019)

Non avendo mai giocato al videogioco, né letto i libri, l’ho trovata una serie che mi ha fatto rimpiangere i bei tempi di Xena ed Hercules.
Unici aspetti interessanti:
1. Il personaggio di Geralt (la serie avrebbe dovuto concentrarsi tutta su di lui, poiché i comprimari sono molto fiacchi e noiosi, nonostante ci siano tante belle brasate pagane).
2. I salti temporali, che tra un episodio e l’altro rendono la narrazione non lineare, stimolando lo spettatore a concentrarsi sul collegare cronologicamente i vari eventi.
3. Canzone del Witcher stupenda.

Purtroppo essendo saturo di film e serie tv con incantesimi e magie e avendo visto troppe volte in troppi film questi elementi rappresentati sempre nello stesso modo ho deciso che avrei fatto chiarezza su questo aspetto poco dibattuto.
Non amo un certo tipo di “magia” trasposta sullo schermo e ciò che più mi ha lasciato basito (e con le gonadi slappate) è stata la resa visiva/grafica degli incantesimi e la loro messa in scena seguendo il canone stereotipato della rappresentazione filmica della magia che vede lo stregone/strega pronunciare una formula in una lingua sconosciuta, agitare le mani e creare portali magici, oppure agitare le bacchette e far apparire o scomparire qualcosa attraverso l’uso di fumo/lampi/vortici che si conclude con una bella maledizione o un fo¥¥uto demone che emerge dal nulla.
Non si tratta solo della magia e della scarsa creatività ma anche del limite stesso della rappresentazione della magia al cinema.
Attenzione: non parlo della qualità degli effetti speciali, che è molto alta, ma della loro rappresentazione e resa visiva. La magia va benissimo, ma bisogna inventarsi un altro modo per rappresentarla al cinema e in tv: per quanto sia fantastica la CGI siamo ormai saturi dei soliti effetti visivi visti migliaia di volte e saturi del solito stregone/strega che crea incantesimi. Si crea quell’effetto di déjà vu ed è davvero noioso.

Voto finale: “trono di nani stitici”. Alcuni intrecci tra personaggi sono interessanti. I combattimenti con spada fantastici. Canzone meravigliosa.
Ma tutte le trame e sottotrame con magia, streghe e maghi purtroppo sono davvero pesanti, noiose come le lezioni di flauto alle medie.
In definitiva poca gnagna.



Qualche altro consiglio sparso (non richiesto):

Fringe
Perché è un "X-Files 2.0". Dura molto meno (soltanto 5 stagioni) e oltre a parlare di viaggi nel tempo e multiversi contiene delle puntate davvero interessanti nelle tematiche.

Manifest
Serie drama sovrannaturale.

Kidding
Il ritorno di Jim Carrey.

Star Trek: Picard
Il ritorno di Patrick Stewart nei panni di Jean-Luc Picard nella nuova serie Amazon Prime legata all'universo di Star Trek.

Hanna
Serie di spionaggio.

Project Blue Book
Indagini su avvistamenti alieni negli anni 50.

Hunters
Ovvero: a caccia di Nazisti nell'America anni 70,

Castle Rock 
Serie che mette insieme tutti (o quasi) i racconti di "Stefano Re".

Storie Incredibili (Amazing Stories) 
Serie antologica di fantascienza.


Buona visione!

Grullino Biscottacci

Post più popolari