Assorted Crisis Events - Quando la crisi si trasforma in quotidianità
Gli amori, il lavoro, la crescita, ma in uno stato perenne di soft-war, una guerra in cui il nemico è il tempo
Un tempo collassato, strappato, disilluso è quel tempo che non può essere raccontato.
O forse è un’illusione? Forse tutti i presenti mai vissuti sono stati così, indecifrabili e spaventosi. Non possiamo parlare per chi ci ha preceduto, ma qualche lascito riguardo a questa impossibilità di comprendere il mondo lo abbiamo.
Chi ha studiato il medioevo, per esempio, sa quanto lo scorso cambio di millennio sia stato tumultuoso. In Europa si credeva che il mondo sarebbe finito, che non ci fosse più niente di possibile, che semplicemente il mana dell’umanità si fosse esaurito e solo la morte provocata dalla guerra, dalla malattia, dalla carestia, potesse essere il viatico per riabbracciare il cielo e tutte le sue virtù. In sostanza l’apocalisse cattolica.
Ed eccoci qui, mille anni dopo, a riconsiderare la medesima situazione, ma forse con un dio in meno, il che aggrava di tanto la nostra condizione.
Ovviamente il mondo non finisce, la nostra lettura del tempo è sempre legata a una strana commistione fra la volontà di fuga e l’esaltazione del nostro ego. La nostra voglia di sentirci protagonisti non solo di una storia ma della storia in sé. Se non riusciamo a raccontarla perché troppo complessa, allora il mondo deve finire, non riusciamo a vedere altra soluzione.
Esistono poi sceneggiatori che invece di raccontare il reale in sé decidono di raccontare proprio questa scucitura del tessuto spazio temporale: Assorted Crisis Events, dalle mani di Deniz Camp per i pennini di Eric Zawadzki, è proprio questo tipo di esperimento narrativo.
Un’antologia di racconti ambientati in un mondo in cui il tempo smette di funzionare, in cui l’episodicità, dunque, rafforza il senso di frammentazione del mondo. Le cose spariscono e non spariscono. Essendo il tempo malfunzionante, lo spazio diviene un fatto totalmente teorico e poco tangibile e rende possibile che la realtà non sia più una.
Due città si sovrappongono l’una all’altra e i loro cittadini si mischiano, le strade sono invase da persone che si immobilizzano entrando in un’altra sfera del tempo e su tutto domina una patina di terrore che non è dovuto ai terribili eventi fisici di questo nuovo mondo, ma alla terribile indifferenza con cui questi personaggi provano a tutti i costi a mantenere la normalità; una quotidianità semplice e vissuta al loro meglio con tutte quelle piccole cose che conosciamo. Questa forse è la più grande denuncia di questa antologia, il contrario di quanto i nostri tempi ci impongono di pensare, qualcosa il cui orrore va oltre la fine di tutto: l’eterno continuare a prescindere da qualsiasi avvenimento. Perché la fine, il collasso del mondo, l'epilogo delle narrazioni, insomma la chiusura del sipario, è un’idea salvifica e molto più pietosa del graduale, difficile evolversi di un mondo che cambia.
Il lavoro di Deniz Camp viene esaltato dai magnifici disegni di Eric Zawadzki che, dovendo raccontare una storia in cui spazio e tempo si ribaltano continuamente, si ritrova a doversi dare delle regole interne di narrazione ben precise, che possano dare delle coordinate visive allo spettatore, motivo per cui, ad esempio, non ci ritroviamo quasi mai di fronte a gabbie esasperate o particolarmente leziose. Il montaggio del disegnatore resta quanto più pulito possibile, limitandosi a gestire la ritmica del racconto e a scandirne gli avvenimenti, intervenendo in maniera diretta solo quando strettamente necessario alla narrazione. Non di meno, quando questo avviene, la gabbia di Zawadzki diviene protagonista in delle meravigliose splash page in cui, però, la geometricità resta dominante: spirali, fili, ogni tipo di stratagemma che generi un caos ordinato, come quello che ci sembra scorgere nell’universo stesso.
Il tratto è piuttosto classico ma gestito meravigliosamente, con una bella scelta di inquadrature che ci riporta proprio all’intenzione di far comprendere al meglio le immagini sulla pagina. Assorted Crisis Events non è uno di quei fumetti che, con la scusa di rappresentare il caos diviene caotico a sua volta, o che si impegna a far muovere troppo velocemente gli occhi del lettore sulla pagina. Tutto è ben scandito e sono semmai le scelte registiche e il posizionamento in scena dei personaggi a guidare il senso narrativo del racconto.
Ma dovremmo parlare di coloristi: sicuramente il mestiere più bistrattato del mondo del fumetto, operai silenziosi e sempre ignorati dai più. Questo fumetto non sarebbe così bello senza l’intervento spettacolare di Jordie Bellaire, che non si limita ad esaltare il lavoro di Zawadzki ma lo completa e gli dà senso, attraverso un codice di colori che segna il distacco fisico fra esseri che vivono in tempi distanti adiacenti: fra azzurri, petrolio, arancioni in diversi gredienti, un mondo acido e di poli contrapposti, fatto di colori caldi e colori freddi, di immagini che improvvisamente vanno al negativo grazie a un’inversione cromatica portata in modo eccellente, la stessa line art che abbandona il suo nero per inseguire la colorazione e rendere tutto più rarefatto, distante e irraggiungibile per quanto presente e in qualche modo fisico. Un lavoro eccellente che sfora la semplice colorazione e interviene direttamente sul modo stesso in cui questo volume è inchiostrato e ne definisce dunque anche gli spessori narrativi.
Assorted Crisis Events è un fumetto importante per diverse ragioni. Innanzitutto perché disegna e porta avanti storie di proletariato: in quest'antologia è la working class con le sue storie a dominare, e questo succede, nel mondo della narrazione pop, sempre più di rado. Queste storie di proletariato, però, assumono forma politica proprio per via della loro capacità di raccontare un mondo che è senza speranza per come si racconta e auto-concepisce, e che non è l’evento soprannaturale a renderci disumani ma il modo in cui decidiamo di affrontarlo come collettività. Infine, uno dei meriti più grandi di questo lavoro è di rendere il destino qualcosa di fisico e reale nel mondo della narrazione, qualcosa con cui in un modo o nell’altro tutti si devono confrontare. Quell'enorme confusione dietro cui ci sembra di scorgere un disegno è qui svelata e ci mostra quanto la vita sappia essere crudele, e quanto siamo fortunati a non poter vedere quei fili che il destino tende e che qui invece, come in una terribile ecografia, sono drammaticamente evidenti, rivelando le viscere di questa storia, e in qualche modo, le nostre.
Alessio Fasano
Assorted Crisis Events vol. 1
(Contiene: Assorted Crisis Events (2025) #1/5)
Copertina: Eric Zawadzki
Testi: Deniz Camp
Disegni: Eric Zawadzki
Colori: Jordie Bellaire
Lettering: Astarte Design - Roma
Traduzione: Lorenzo Corti
Casa editrice: Panini Comics
Data di pubblicazione: Maggio 2026
Formato: 17x26, cartonato, 208 pagg., colori
Prezzo: 28,00 €









