Dossier Tuono Pettinato: Tuono fumettista, biografo e scienziato

Le sfide di uno dei migliori interpreti della biografia e della divulgazione scientifica a fumetti


Realizzare una biografia non è un lavoro facile, soprattutto quando si ha a che fare con un medium come quello del fumetto. Raccontare la storia di un personaggio famoso in maniera appassionante, divertente, non pedagogica e didascalica, o ancor peggio apertamente apologetica, richiede una certa poliedricità ed estro, la capacità di unire nella sintesi qualità narrativa e rigore di ricerca. Se poi si passa ad argomenti ancora più complessi, come quelli scientifici, la difficoltà è ancora maggiore, laddove il rischio di sovraccaricare la parte testuale con spiegazioni sfiancanti è sempre dietro l’angolo, soprattutto quando non supportate da un disegno e una costruzione di pagina capaci di veicolarle.
È proprio con questi due generi di opera, forse tra i più rognosi e difficili da rendere a fumetti, che Tuono Pettinato ha avuto a che fare in tutta la carriera: una sfida che Andrea Paggiaro ha affrontato a modo suo, con approccio beffardo e stupore fanciullesco, attenzione ai dettagli e conoscenza profonda del sistema in cui si muoveva da avventuriero e scienziato. Un modo originale e peculiare, che ne ha fatto uno dei migliori interpreti di questi due generi, quello della biografia e quello della divulgazione scientifica, nel panorama fumettistico italiano.


Ironia ed empatia fanno rima con biografia: Tuono Pettinato biografo

Dopo essersi diviso tra illustrazione tenera e ironica per l’infanzia e autoproduzioni irriverenti, grottesche e deliranti con il progetto Donna Bavosa prima e con i Superamici/Fratelli del Cielo poi, Tuono Pettinato esordisce con la sua prima opera lunga nel 2010, nientemeno che per Rizzoli e nientemeno che con la biografia di Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi e dell’impresa dei Mille in vista del centocinquantenario dell’Unità d’Italia. Non era la prima biografia realizzata dall’autore: già prima aveva raccontato, in maniera strampalata e totalmente iconoclasta, le vite di De Cubertin e di Filippo Tommaso Marinetti.

E forse proprio questa carica irriverente aveva convinto l’editore ad affidare a lui un compito arduo, quello di parlare di un personaggio del genere in maniera quanto più interessante possibile. Il sottotitolo, Resoconto veritiero delle sue valorose imprese, ad uso delle giovani menti, è già tutto un programma: studiando la vita di Garibaldi e abbracciando l’interpretazione di Mack Smith secondo cui “Garibaldi era un volenteroso sognatore che non sapeva bene scegliersi gli amici, e finiva sempre per rimetterci (lui e le popolazioni meridionali)” (come dichiarato nell’intervista a Daniela Astolfi per Lo Spazio Bianco), Tuono Pettinato crea un personaggio letterario spassoso, che racconta con pungente ironia ma che guarda anche con occhio umano, mostrandone caratteristiche a volte ridicole (il non capire le barzellette, il non saper fare i conti per organizzare i fucili per il suo "esercito"), a volte più critiche (una certa assenza di empatia, tutta volta a renderlo una persona tridimensionale).
“Pongo (…) l’accento sul fatto che anche gli eroi sono persone, ma che a volte, chissà perché, si tramanda solo un aspetto della loro personalità. Insomma io non invento quasi niente: spesso la realtà, ricostruita andando a leggere documenti storici, è più incredibile di quanto potremmo mai immaginare; come accade per l’episodio della prima spedizione dei Mille, per la quale pare abbia cercato di ottenere un milione di fucili: un condottiero che non sapeva fare i conti.” (Tratto dall’intervista a Il Fogliaccio di Pisa, reperibile sul blog dell’autore)


A concorrere alla riuscita della storia è lo stile dell’autore, non ancora al pieno della maturità ma in grado di creare una figura dalla grande carica comica, tra gag slapstick e umorismo situazionista che lo pongono su un piano molto vicino al Pertini di Andrea Pazienza nelle sue storie più spassose e caustiche.
Infine, alla rappresentazione veritiera e irriverente del protagonista si accompagna anche la critica diretta al sistema scolastico e in generale all’agiografia acritica nell’insegnamento della storia: gli incisi in cui il maestro, con retorica aulica e vetusta (presa direttamente, in alcuni passaggi, da libro Cuore di Edmondo De Amicis) decanta le azioni dell’eroe e che poco dopo si scontrano con una realtà storiografica ben diversa, creano un cortocircuito esilarante, anche grazie alla grande capacità di Tuono Pettinato di usare un linguaggio ricercato per rappresentare le situazioni più demenziali, quella forma di linguaggio ossimorico che Luigi Siviero individua già nelle storie autoprodotte.

Già in Garibaldi emergono quindi alcuni elementi fondamentali per capire il lavoro del Tuono Pettinato “biografo”, oltre che fumettista: il grande lavoro di studio e approfondimento che vengono rielaborati secondo una propria prospettiva e un proprio stile personale che rigettano ciò che è dato per assodato; capacità di unire il basso con l’alto per creare una tensione comica, che spesso attraverso la storia del passato riesce a colpire in maniera pungente il presente; la ricerca empatica, a volte irriverente, a volte più profonda ed emotiva, della parte umana dietro la vicenda storica.


Proprio l’emotività e il dramma sono il perno dell’opera successiva di Tuono Pettinato: dopo aver lavorato a una propria autobiografia tutt’altro che canonica (Il Magnifico Lavativo, Topipittori, 2011), realizza, sempre per Rizzoli e insieme a Francesca Riccioni (con cui aveva lavorato a Galileo! Un dialogo impossibile e con cui collaborerà in futuro) Enigma: La Strana vita di Alan Turing, in cui racconta la vita del matematico, logico e crittografo britannico considerato uno dei padri dell’informatica. In quest’opera, ancor più che in Garibaldi, emergono altri aspetti tipici del suo fare fumetti. Prima di tutto, la storia è ricchissima di rimandi grafici alla cultura pop, a partire dalla copertina, in cui la cover di News Of The World dei Queen incontra la grafica Urania, per arrivare ai vari rimandi a Biancaneve e i Sette Nani, film che ebbe un grandissimo impatto su Turing, fino a citazioni fumettistiche come quella che trasforma l’assistente Joan Clarke in Piperita Patty dei Peanuts. Ma ancor di più si nota una evoluzione stilistica e narrativa, e si conferma la sua capacità di comprendere il sistema fumetto e adattarlo alla storia: pur non abiurando la sua natura giocosa e alcune trovate sarcastiche (tipo immaginare Hitler come Grimilde che cerca di annientare Turing/Biancaneve), il tono drammatico della storia si riflette (e in parte entra in contrasto) con un disegno non realistico, ma che qui si arricchisce di linee più aguzze, giochi di ombre e luci e di colori gotici e fiabeschi, tradotti in maniera davvero efficace dalla palette del film disneyano del 1933, mescolandosi anche ad elementi fantascientifici e parti in cui il racconto si fa anche avventuroso.


“Abbiamo cercato di raccontare la sua vita con i toni del racconto noir, un po’ alla Tim Burton, enfatizzando la stranezza della vicenda con elementi surreali (robot giganti, gli elementi realistici in chiave fiabesca). Anche se poi la realtà è sempre più strana della finzione, e la crudeltà e l’intolleranza nei confronti del diverso, nell’Inghilterra di Turing come nella società di oggi, sono l’enigma più inspiegabile.” (dall’intervista rilasciata a Panorama in occasione della pubblicazione del libro).

In questo ultimo passaggio, emerge anche un’altra caratteristica dell’opera tutta di Tuono Pettinato, visibile anche in lavori precedenti: quella profonda empatia, spesso nascosta dall’ironia tagliente, capace di emergere in tutta la sua delicatezza, garbo e raffinatezza quando si raccontano le miserie e i dolori umani, e che in Enigma trova il culmine nella sua parte finale, in quel suicidio tanto scenografico quanto crudele ma anche in una possibilità di vera pace, insieme a un vecchio amore con cui essere finalmente sé stessi.

Empatia, tatto e delicatezza definiscono la successiva biografia realizzata dall’autore, tra le opere migliori (se non la migliore) della sua produzione: Nevermind.


“Credo che la maniera migliore per affrontare un personaggio così complesso e iconico come Kurt Cobain sia quella di dare un taglio personale, focalizzarsi su alcuni elementi particolarmente illuminanti e rinunciare al dover dire tutto, ma offrire invece un punto di vista personale, anche a costo di offrire una visione parziale della vicenda narrata.” (Intervento pubblicato sul sito di Repubblica XL) In questa dichiarazione di Tuono Pettinato è compreso tutto il lavoro fatto in Nevermind: al di là del mito, del personaggio, della leggenda del rock, l’opera si concentra su un ragazzo sensibile, sulla sua quotidianità in un contesto difficile di una famiglia spaccata, di un luogo che non sa accettare chi è diverso o eccentrico, un ambiente che lo porta a cercare il proprio posto altrove, nel rock che canta la rabbia dei perdenti, che irride quel mondo piccolo e chiuso; oppure nelle bravate e negli eccessi che servono a scandalizzare quello stesso mondo. Per trovarsi infine sempre fuori posto, sempre con una sensazione di schiacciante solitudine addosso.

Per raccontare meglio il protagonista, Tuono Pettinato attinge a un’estica fumettistica codificata, come già fatto in opere precedenti, ma su questa ci costruisce un immaginario personale che nasce dal personaggio che racconta: è così che Calvin & Hobbes di Bill Watterson diventano Kurt & Boddah, e quest’amico immaginario citato in varie lettere dell’infanzia di Cobain diventa co-protagonista, sempre vicino al suo compagno in ogni momento di inadeguatezza e che, anche nel gesto finale, quello del suicidio, si trova al suo fianco, accompagnandolo al di là della pagina sulle note di Lithium, senza dubbio una delle tavole più belle e toccanti mai realizzate da Tuono Pettinato.


Una scelta, quella di introdurre Boddah omaggiando l’opera di Watterson, che dona al fumetto una profondità, una leggerezza, un’eleganza e una delicatezza forse uniche nel corpus di opere di Tuono Pettinato, e che l’autore stesso spiega così in un'intervista: “Un parallelo che mi è da subito saltato in mente con le avventure agrodolci, spensierate e commoventi di Calvin & Hobbes [...] Per giunta, anche la nota striscia umoristica del bambino e la tigre è un prodotto degli anni 90 e – mi piace immaginare – di un modo affine di sentire e di relazionarsi con la realtà, tant’è che Watterson interromperà per un certo periodo la creazione della serie, proprio all’indomani della scomparsa di Kurt Cobain.”

Nevermind diventa così non solo uno dei migliori testamenti dell’opera di Andrea Paggiaro, che qui trova la sua completa maturazione artistica e narrativa, ma è anche un esempio perfetto di come una biografia possa risultare originale e attenta anche quando non pedissequa, scegliendo con intelligenza una prospettiva nuova.


La successiva, e ultima, biografia realizzata da Tuono Pettinato, in collaborazione con l’amico Dario Moccia, è We are the Champions, dedicata al frontman dei Queen Freddie Mercury, pur non raggiungendo le vette emotive di Nevermind, quelle drammatiche di Enigma o quelle comiche di Garibaldi, contiene altri elementi interessanti tipici dell’opera dell’autore: oltre a ritrovare la tante citazioni pop, la ricercatezza del linguaggio, un ritmo qui quantomai serrato ma attento ai fatti salienti della vita del protagonista, in questa biografia l’autore (o meglio gli autori) entrano direttamente nel fumetto come personaggi.
Se come in altre opere la biografia di Mercury alterna momenti più irriverenti (che colpiscono in maniera satirica non solo la società del tempo, ma anche quella presente) ad altri più drammatici (in particolare nel finale), l’intervento diretto degli autori ha un ruolo più divulgativo, con digressioni sulla musica dei Queen, passione che accomuna Moccia e Tuono, e sul loro ruolo nella musica rock di quell’epoca e di quelle a venire: intermezzi che dimostrano la capacità di quest’ultimo di saper racchiudere molte informazioni in poche pagine e pochi segni, tutti necessari, nessuno superfluo.
Una caratteristica, quella della sintesi, che ritroviamo in un’altra sua veste, quella che potremmo definire il Tuono scienziato.

Come un bambino alla scoperta del creato: Tuono Pettinato scienziato

In un'intervista rilasciata al giornalista del TG3 Riccardo Corbò durante il Lucca Comics & Games 2012 in occasione della presentazione del volume su Alan Turing, Tuono Pettinato afferma che, nonostante avesse fatto il liceo scientifico, non si ricordasse nulla di scienza e quindi fosse stato necessario farsi rispiegare tutto in maniera molto semplice dalla co-autrice Francesca Riccioni. Ma del metodo, o meglio del pensiero scientifico, Tuono aveva assorbito sicuramente la parte più importante, quella spinta verso la comprensione che inizia con la domanda, con una curiosità vorace di scoprire, in maniera semplice e accessibile: sono queste tre parole chiave per comprendere il Tuono scienziato.


Non è forse un caso che dopo le autoproduzioni e soprattutto i libri per bambini, la carriera di Andrea Paggiaro inizi con una biografia scientifica, quella dedicata a Galileo Galilei (Galileo! Un dialogo impossibile, Felice Editore/Le Impronte), tra l’altro un pisano come lui. In questo breve libretto, che racconta soprattutto le principali scoperte di Galileo alternando fumetti e estratti da scritti dello stesso scienziato o altri saggi (anche piuttosto antichi) a lui dedicati, lo stile di Tuono è ancora acerbo e la struttura dei fumetti piuttosto lineare, ma sono già presenti gli elementi chiave dell’efficacia divulgativa dell’autore: capacità di sintesi dei concetti, ironia e comicità per trasmetterli e soprattutto la presenza di un cicerone, di una figura non scientifica (in questo caso due bambini, di cui uno non particolarmente sveglio e piuttosto goffo) che accompagni il lettore mettendosi al suo stesso livello.

Una qualità che Roberto Natalini, matematico, Direttore dell'IAC-CNR e una delle menti (insieme ad Andrea Plazzi) dietro Comics&Science, mette in evidenza proprio in una scheda realizzata per la mostra dedicata all’autore durante Lucca Comics 2015: “Tuono non sale in cattedra, ma resta accanto a noi, forse anche lui come noi disorientato, raccontandoci il suo stupore e la sua tenerezza per la dimensione sempre molto umana dei personaggi che ci fa incontrare.”
La biografia di Galileo segna poi l’inizio di una collaborazione cruciale, quella con la fisica e divulgatrice Francesca Riccioni, con la quale realizzerà molte opere che uniscono scienza e fumetto, dalla biografia di Turing fino a Non è la fine del mondo (Rizzoli, 2017), una delle ultime opere realizzate insieme e che racconta i cambiamenti climatici e lo sfruttamento delle risorse portando alle estreme conseguenze il concetto di guida al lettore, con la (divertente, ironica e pungente) gita organizzata per alieni alla scoperta di un pianeta Terra devastato e brullo a causa dell’ormai estinto essere umano.


Questa prima esperienza con la scienza segna uno dei percorsi artistici di Tuono Pettinato, che si evolverà in collaborazioni anche molto particolari, come ricorda Roberto Natalini sul suo blog (tra le altre cose, le illustrazioni per un testo di problemi delle Olimpiadi della matematica del 2016), e soprattutto con l’essere coinvolto nel progetto Comics&Science.
In questo contesto, realizza forse uno dei suoi fumetti più riusciti: lo sguardo del bambino curioso si posa, su uno degli argomenti della fisica più complessi da spiegare, ovvero la relatività. Dopo una visita al CERN con altri ricercatori del CNR, nel 2015 esce Oramai, in cui Tuono si mette in gioco in prima persona per essere, come affermato in un’intervista rilasciata a Lo Spazio Bianco, “l’uomo della strada”. Ma lo fa alla sua maniera, e quindi la speigazione della relatività diventa una storia avvincente e divertente, piena di riferimenti pop, scientifici, filosofici e letterari, da Rod Sterling a Carlo Rovelli, da Marcel Proust a Martin Heiddeger, senza dimenticare quella prospettiva vicina al lettore, rappresentata dall’esempio della relatività del tempo alle poste (una scena che si sarebbe ben adattata al suo Odiario).


In quest’opera Tuono Pettinato mette in mostra la sua profonda conoscenza del sistema fumetto e dei suoi meccanismi: d’altronde, il lavoro deve spiegare il concetto di tempo e spazio attraverso un medium che fa dello spazio la misura del tempo. La capacità di sintesi dell’autore qui raggiunge il suo apice, perché nonostante i numerosi elementi di cui sopra, la spiegazione è cristallina e il messaggio arriva chiaro, in maniera leggera ma non per questo meno rigorosa.

A complementare questa storia esce per Le Scienze, sempre nello stesso anno, la divertente storia di due pagine Albert e Me, in cui Tuono Pettinato torna allo spirito de Il Magnifico Lavativo: attingendo alle numerose fonti che descrivono Einstein come una persona repellente alle strutture preimpostate (come quella scolastica) e a suo modo anche un po’ pigro, l’autore crea una vicinanza maggiore tra sé stesso e il genio della fisica, di nuovo riducendo, con un sorriso, la distanza tra scienza e comunità.


Diretta e logica conseguenza dell’esperienza Comics&Science è il coinvolgimento di Tuono in ERCcomics, meritorio progetto dell’European Research Council che, proprio sul modello italiano, voleva portare a interagire scienziati e fumettisti per fare divulgazione scientifica su progetti di ricerca realizzati in varie istituzioni europee grazie al fumetto digitale.
Un progetto a forte trazione italiana, a cui parteciparono fumettisti quali Lorenzo Palloni, Francesco Guarnaccia e Giacomo Nanni e da cui non poteva mancare certo Tuono Pettinato. In Hateful birds (leggibile qui, nonostante l’interruzione del sito, che purtroppo alla fine del periodo di finanziamento non è stato più curato e con grande difficoltà tenuto in vita dai suoi ideatori), l’autore esemplifica la ricerca sull’odio elettorale del Michael Bruter usando uccelli arrabbiati che spargono notizie false e usano un linguaggio aggressivo per danneggiare i propri avversari e prevalere nell’agone politico: un’idea tanto semplice quanto potente, che sfrutta ancora una volta riferimenti pop, ma che usa con intelligenza la diversità naturale per parlare di presunte diversità tra persone.

In tutti questi esempi, emergono i tratti principali del Tuono Pettinato fumettista ma soprattutto quello che con la sua curiosità riesce a dialogare con la scienza. Ed è anche per questo che posso dire, da ricercatore e scienziato a mia volta, che sarebbe stato bello vedere Andrea Paggiaro cimentarsi ancora con questo mondo, che così bene è riuscito sempre a raccontare.


Tuono Pettinato: il maestro dozzinale

Negli ultimi tempi, complici le celebrazioni per i 70 anni della nascita di Pazienza, ho molto riflettuto sull’essenza stessa di queste ricorrenze e del modo in cui sono accolte. In un certo senso, pur ricordando l’importanza di un artista e creando percorsi che servano a riscoprirne l’opera, si corre il rischio di eccedere in retorica, di cristallizzare la sua figura in quella di “venerato maestro,” in una forma di santino, sanificata e spurgata di ogni possibile ombra o criticità, in sintesi senza nessuna vitalità. Un rischio che è direttamente proporziale al tempo passato dopo la sua morte e inversamente proporzionale all’età della dipartita. Mi viene da pensare che Pazienza detesterebbe e irriderebbe questa sorte, forse si prenderebbe gioco delle sue stesse celebrazioni in maniera caustica e crudelmente divertente, e credo che forse lo stesso si potrebbe dire di Tuono Pettinato, che magari accoglierebbe la notizia con quel misto di timidezza e tagliente ironia che lo contraddistingueva.
E credo che le discussioni sul ruolo di Tuono Pettinato nel fumetto italiano, più che dalla roboanti categorizzazioni e dalla ricerca di canoni o maestri, debbano ripartire prima di tutto dalle sue opere, che mettono in mostra alcune caratteristiche importanti per qualunque fumettista.


Nell’eterno scontro tra bellezza del disegno e sua funzionalità, tra disegnato “bene” e disegnato “male”, da bravo fumettista dozzinale, il corpo di opere di Tuono dimostra la comprensione assoluta del sistema fumetto, fatto di molteplici linguaggi che si toccano e che vivono in perenne equilibrio: la capacità di scrittura va di pari passo con la capacità di darle ritmo, di trasformare lo spazio in tempo di lettura. E a questo si accompagna un’interpretazione personale di ogni soggetto, che mette al centro prima di tutto il sistema, attraverso cui far passare il messaggio dell’opera, e mai viceversa. E poi l’arte di unire alto e basso, emotività e ironia, intelligenza e dolcezza, per riuscire a parlare di tutto mantendo sempre la propria voce, anche quando (e forse proprio perciò) possa sembrare assurdo.

Se quindi si vuole far di Tuono Pettinato un maestro, ci si allontani dalla venerazione e si parta da questi presupposti: un maestro dozzinale, certo, che del fumetto aveva capito tutto.

Emilio Cirri



Trovate tutti i pezzi del Dossier Tuono Pettinato qui.

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