River's Edge - L'alienazione dei ragazzi
Kyoko Okazaki esprime il complesso turbinio di emozioni di alcuni ragazzi e i loro tentativi di evasione
Kyoko Okazaki è una delle autrici più rilevanti nel panorama manga contemporaneo. Autrice di opere come Pink, Okazaki, attraverso una narrazione estremamente intima e profonda, è riuscita a rappresentare in modo diretto e senza mezzi termini l’animo delle ragazze giapponesi. River’s Edge non fa eccezione.
L’incipit della storia può sembrare a una prima lettura abbastanza comune: Haruna Wakakusa è una giovane liceale che stringe un’improbabile amicizia con Ichiro Yamada, un ragazzo gay.
Il punto forte dell’opera però non sta nell’incipit, ma nella narrazione: questa infatti è ben scandita. Le vicende si susseguono in modo lento, quasi come se l’autrice volesse far sentire al lettore la monotonia di quel luogo. Okazaki riesce a mostrare in modo diretto, quasi troppo, le vite dei personaggi principali; l’autrice non si nasconde dietro a un dito arrivando a mostrare con estrema sincerità scene di assunzione di droghe o sesso, in tutte le sue forme.
I personaggi sono dei ragazzi che devono convivere con gravi traumi aggiunti ai vorticosi sentimenti adolescenziali. Il risultato è un ordigno che dei ragazzi della loro età non riescono a disinnescare, ma al contrario ne aumentano la portata dell’esplosione.
Un aspetto da non trascurare è il contorno delle vicende. In molte vignette si intravedono sullo sfondo le luci dei grandi palazzi di Tokyo; questo fa intuire al lettore che i personaggi vivono nella periferia della grande metropoli. Questa distanza diventa simbolica: le vicende nella periferia si susseguono con un tempo molto diverso. Se a Tokyo tutti corrono dalla mattina alla sera e la città cambia veste praticamente ogni mese, nella periferia dove vivono questi ragazzi sembra che le cose non cambino mai, che il tempo rallenti fino a quasi fermarsi, che i personaggi siano dentro un ciclo di eventi che si ripete e che alla fine torna sempre tutto alla normalità.
L’autrice però non vuole far intendere che i problemi dei protagonisti sono causati da una mentalità ristretta di quel luogo. La differenza tra la grande metropoli e il luogo dove si svolgono gli eventi sta a indicare la distanza dei ragazzi dal mondo reale. È come se quel luogo fosse la rappresentazione del mondo interiore di ognuno di loro, un luogo noioso dove le cose non cambiano mai, lontano dalla realtà e dai ritmi di quest’ultima, dove tutto sembra fare schifo, ma allo stesso tempo quel tutto è anche la loro casa. Questa lontananza è visibile agli occhi del lettore nel costante senso di alienazione che permea le pagine del manga. I protagonisti vivono una vita in cui non riescono a comprendere le proprie emozioni e cercano di affrontarle come meglio credono. Questo causa un costante senso di estraniamento dalla realtà che li circonda e un continuo bisogno di evasione che viene ricercato in ogni modo, dalle droghe al bullismo.
Lo stile dell’autrice è estremamente sintetico. Okazaki utilizza una line art estremamente sottile, con un uso parsimonioso dei retini e un basso livello di dettagli. Lo stile dell’autrice è caratterizzato da un ampio uso del bianco che risalta il ben calibrato utilizzo del nero. Il suo stile si colloca in quella corrente artistica rappresentata da grandi autrici come Ai Yazawa e Yamaji Ebine.
Va sottolineata anche l’enorme qualità delle illustrazioni presenti all’inizio di ogni capitolo. In queste splash page si può ammirare tutto il talento dell’autrice nel riassumere in poche linee tutta la complessità dei suoi personaggi. L’autrice, servendosi anche di metafore, riesce a comunicare attraverso una “semplice” illustrazione il complesso mondo interiore dei personaggi.
River’s Edge è un manga che non vuole dimostrare niente, ma ha il “semplice” obiettivo di mostrare con estrema schiettezza il complesso mondo interno di molti ragazzi che rimangono fuori dalla società, in un mondo che diventa un limbo. Questa schiettezza si esplica in ogni suo aspetto, dal lato narrativo a quello estetico. Questa sincerità assume un maggior valore se si tiene in mente il periodo in cui venne pubblicata la storia. Parlare nel 1994 dell’assunzione di droghe da parte di liceali, di sesso e di orientamento sessuale era tutt’altro che cosa comune, soprattutto se fatto senza veli, come in questo caso.
River’s Edge rappresenta un ottimo primo approccio al mondo della Okazaki e di conseguenza degli Josei, target ancora oggi troppo sottovalutato.
Giosuè Spedicato
Testi e disegni: Kyoko Okazaki
Traduzione: Paolo La Marca
Casa editrice: Coconino Press
Data di pubblicazione: 24/04/2026
Formato: Brossurato
Prezzo: 17,90 €









