Free Soul - L'indipendenza femminile e queer tra arte, precarietà e desiderio
Coconino Press riporta in Italia un'autrice cult con una storia intergenerazionale sull'arte, l'identità e il coraggio di essere sé stessi
Con Free Soul, pubblicato in Italia da Coconino Press nella collana Doku, Ebine Yamaji si conferma una delle voci più sensibili e politicamente consapevoli del panorama manga contemporaneo. Da sempre capace di intrecciare racconto intimo e riflessione sociale, Yamaji torna a mettere al centro delle sue storie le donne e le loro esperienze di vita. E meno male, perché avevamo un disperato bisogno di sentirci raccontate senza essere ridotte a funzione narrativa di qualcun altro.
Immaginate di avere vent’anni, di voler fare un lavoro creativo sottopagato e, già che ci siete, di essere lesbiche. In Giappone. In pratica, state giocando alla vita in modalità estrema. La nostra eroina, Keito, viene gentilmente accompagnata alla porta da sua madre, che ha deciso che avere una figlia fumettista e queer è decisamente troppo fuori standard per l’ordine borghese della propria esistenza. In termini di sociologia femminista, Keito ha commesso il reato imperdonabile: sottrarsi al mercato riproduttivo ed economico tradizionale, in un Paese in cui l’identità femminile resta ancora profondamente legata al ruolo di caregiver e moglie. Eppure Keito non rimane sola, si costruisce una famiglia d’elezione quando trova rifugio nella casa di Takeuchi Rui, un’anziana pittrice che ha attraversato il Novecento giapponese lottando contro un sessismo ancora più esplicito di quello odierno. Il parallelismo tra le due è uno degli assi portanti del volume: mentre Keito affronta il rifiuto materno per il suo orientamento e la sua arte, Rui porta ancora le cicatrici di una madre che puntava tutte le sue aspettative sui figli maschi, considerando la figlia femmina un mero investimento a perdere. Il dialogo intergenerazionale tra queste due donne, divise dall’età ma unite dalla stessa urgenza espressiva e dallo stesso rifiuto delle convenzioni, dà profondità e spessore al racconto.
Se Rui rappresenta un ancoraggio, le vicende sentimentali di Keito la spingono invece a confrontarsi con la propria vulnerabilità. Entra in scena Niki: suona la tromba in un gruppo, viaggia un mese sì e l’altro pure, è libera, è bella, è inafferrabile. Praticamente una red flag che suona jazz. La loro relazione infatti è intensa ma instabile, segnata dall'incertezza e da una libertà che a volte sfiora l'egoismo. Eppure Keito si butta a capofitto, perché lei è libera, anche questo è essere “anime libere”: libere di amare le donne, libere di suonare la tromba a orari improponibili, libere di disegnare fumetti, libere di sbagliare, di imparare a proprie spese cosa significhi desiderare qualcuno senza annullarsi.
In parallelo, Yamaji inserisce un livello metanarrativo: Keito sta lavorando a un manga che vede come protagonista Angie, cantante soul che cerca di portare la propria voce nei cuori infranti. La scelta del soul non è casuale, è la musica dell’anima, del dolore trasformato in espressione. Yamaji ci sta dicendo che l'arte, che sia la pittura di Rui, la tromba di Niki o il manga di Keito, è l'unico veicolo attraverso il quale queste anime libere possono finalmente essere ascoltate.
Graficamente, Yamaji mantiene uno stile elegante e misurato, lontano dagli eccessi espressivi di alcuni manga contemporanei. Le tavole respirano, i silenzi hanno peso, le pause sono parte integrante della narrazione; è una narrazione che si prende il tempo di osservare.
In conclusione, Free Soul non è solo un bellissimo manga d'autore; è anche un’opera che dialoga con le contraddizioni del Giappone contemporaneo. A fronte di un’alta partecipazione femminile all’istruzione, persiste un marcato gender gap nel mondo del lavoro; la visibilità LGBTQ+ cresce sul piano culturale, ma il riconoscimento giuridico delle unioni tra persone dello stesso sesso resta assente a livello nazionale; le pressioni familiari verso matrimonio e stabilità economica continuano a esercitare un peso significativo.
In questo scenario, opere come Free Soul svolgono una funzione culturale importante, offrendo rappresentazioni non stereotipate e contribuendo a un dibattito ancora in evoluzione. È un’opera che si inserisce coerentemente nella produzione di Yamaji, da sempre attenta alle soggettività femminili e queer, già conosciuta in Italia grazie al lavoro editoriale di Coconino Press, che ha costruito nel tempo un percorso dedicato alla sua poetica. Free Soul è una storia intima e dolce ma anche politica a modo suo. Ti spezza il cuore con grazia, e poi ti suggerisce che la libertà non è uno stato naturale: è una scelta quotidiana, spesso scomoda, ma necessaria.
Wendy Costantini
Free Soul
Testi e disegni: Ebine YamajiTraduzione: Susanna Scrivo
Casa editrice: Coconino Press
Pubblicazione: 2025
Formato: 15 x 21 cm, brossurato, 216 pagine
Prezzo: 16 €








