Oleg - La dolcezza di una vita semplice
Frederik Peeters si racconta nella sua nuova opera, tra fantasiosi viaggi e la vita nel mondo reale
Frederik Peeters è uno dei più interessanti autori di graphic novel dei nostri tempi. A vent’anni dal suo capolavoro Pillole blu torna con Oleg, pubblicato da Comicon Edizioni. L’opera, autobiografica, narra le vicende di un fumettista, di nome Oleg per l’appunto, e di come vive le sue giornate. Se fosse un manga, si potrebbe perfettamente definire uno slice of life con la peculiarità che la vita del protagonista è quella di un importante fumettista acclamato dalla critica e dal pubblico.
Uno degli aspetti da sottolineare è indubbiamente il rapporto tra il protagonista e sua figlia. Questo fumetto, infatti, potrebbe essere un ottimo manuale su come essere un genitore. Il lettore assiste a uno splendido rapporto padre-figlia, privo di qualsiasi gerarchia familiare, incentrato sulla comunicazione e collaborazione tra i due e completamente esente da pregiudizi generazionali.
Il protagonista è un uomo distaccato dal mondo, che usa il meno possibile il telefono e non è su nessun social network. Al contrario, la figlia ha un profilo social su cui stalkerizza i ragazzi che le interessano e nelle varie scene appare spesso con il telefono in mano. In nessun momento però Oleg rimprovera sua figlia di “stare attaccata sempre al telefono” o altre frasi già sentite. Questo perché Oleg non ha un approccio accusatorio nei confronti della figlia - o dei ragazzi in generale -. Pur non amando i social, non giudica chi la usa. Questo crea un clima sereno nel loro rapporto che porta ad avere un legame profondo e sincero tra il protagonista e sua figlia.
L’aspetto grafico del fumetto è estremamente versatile. L’autore alterna uno stile minimalista, caratterizzato da un bianco quasi assoluto e una line art sottilissima, ad alcune scene estremamente dettagliate, in cui il nero diventa il protagonista della vignetta e delimita i lineamenti di ciò che l’autore vuole mostrare nella vignetta. Peeters dimostra di avere una maestria tale nell’arte del disegno da poter scegliere lo stile in base alle esigenze narrative, cosa che non accade troppo spesso.
Per quasi tutta l’opera, lo stile scelto è quello minimalista, questo perché non servono grandi dettagli ed esercizi estetici per trasmettere l’essenza delle giornate del protagonista, che per l’appunto sono di per sé monotone e rilassanti. Al contrario, quando l’autore vuole divertirsi nei viaggi mentali di Oleg, questo divertimento si riflette anche sul disegno che assume varie vesti. Questa versatilità mette sotto gli occhi del lettore le infinite possibilità del medium del fumetto, in cui l’unico limite dovrebbe essere la fantasia dell’autore (anche se troppo spesso il mercato si dimentica di questo). In riferimento a quest’ultimo aspetto ci viene in soccorso un elemento costante, seppur secondario, in tutta l’opera. In ogni occasione, viene chiesto al protagonista quando farà il sequel della sua opera più famosa, ma nessuno si sofferma se l’autore voglia continuare quella storia. Questo dettaglio mette in risalto la pressione del mercato che troppo spesso chiede insistentemente ciò che crede di volere ma raramente permette all’autore di dare sfogo alla sua arte.
Oleg è un diario giornaliero in cui Peeters, attraverso una narrazione in terza persona, racconta le sue giornate tra piccole, ma continue, fantasticazioni in pomeriggi oziosi e problemi più o meno grandi. Il lettore, più che leggere un fumetto, ha la sensazione di chiacchierare con qualcuno del più e del meno. Tra piccole riflessioni sull’industria del fumetto e su un sano rapporto con la propria famiglia, Oleg permette al lettore di tirare un respiro di sollievo con un‘opera che lo mette a suo agio fin dal ritmo, passando dallo stile e finendo con la narrazione.
Giosuè Spedicato
Testi e disegni: Frederik Peeters
Traduzione: Andrea Toscani, Vania Vitali
Casa editrice: Comicon Edizioni
Data di pubblicazione: 03/04/2026
Formato: Brossurato
Prezzo: 22 €









