Dirt 3: Last Show – Il cuore di un sopravvissuto

Il terzo volume dedicato alla creatura eretica di Giulio Rincione è un inno alla resistenza verso il conformismo e la piaga dell’indifferenza

Giulio Rincione torna a raccontare le avventure di Dirt, pubblicate da Tunué a ottobre 2025, riprendendo la storia da dove l’aveva lasciata.

Nell’euforia colorata dell’utopia a cartoni animati di Skeentopolis, Dirt è incarcerato, in attesa che la sua condanna venga eseguita e trasmessa in diretta nel programma di punta Last Show.

L’eccentrico protagonista ha dunque poco tempo per organizzare la sua vendetta e riguadagnarsi la libertà che gli è stata sottratta, prendendosi al contempo la rivincita su quel mondo sfavillante e ipocrita che lo ha bollato come antiquato e anacronistico.

La natura sboccata e politicamente scorretta di Dirt acquista dunque nuovo valore, diventando una forma di resistenza che appare come l’unica alternativa reale a un mondo regolato dagli indici di gradimento e dalla ricerca spasmodica dell’approvazione.

Se tutto questo vi suona familiare, è perché l’intero sviluppo di Skeentopolis e dei personaggi che la popolano, altro non è se non un’estremizzazione (ma nemmeno tanto esagerata, a guardare bene) della realtà odierna. Una realtà fatta di apparenza e conformismo, mascherati da una valorizzazione ossessiva del successo personale. Non conta più l’originalità o la qualità di un’espressione artistica, l’unica cosa che serve è saper leggere le mode del momento e indovinare il gusto del grande pubblico.

Giulio Rincione scoperchia il suo personale vaso di Pandora e riversa in questo volume tutta la sua idiosincrasia nei confronti di un certo tipo di spettacolarizzazione dell’arte, armando Dirt di una rabbia cupa e dirompente. I suoi modi di fare, così sgarbati e fuori controllo, non appartengono più solo al protagonista, ma si fanno grido di protesta di chi non ha intenzione di farsi andare bene le cose così come stanno. Insomma, il re è nudo e qualcuno doveva pur dirlo.

Dirt è all’angolo, solo e senza apparente via d’uscita. Per ribaltare le sorti di una situazione disperata non gli resta quindi che aumentare i giri della propria follia, esagerare, fare talmente tanto rumore da scardinare anche l’apatia e il grigiore dell’utenza più assuefatta. Cambiare le regole del gioco per poi bruciare il gioco stesso.

La narrazione si fa più veloce, rumorosa e frenetica, con le uniche battute d’arresto che arrivano quando entra in scena il nuovo personaggio: l’enigmatica bambina che sembra rappresentare l’ultimo barlume di purezza in una società che sta fagocitando se stessa. Le sue parti sono silenziose, assordanti nel mutismo che la circonda, e la paura di quello che le potrebbe accadere ci accompagna nella lettura per tutto il tempo, rendendoci ostaggi dell’autore che dirige la cacofonia degli eventi con controllato caos.

Dirt e la bambina si fanno quindi araldi opposti delle emozioni che proviamo ogni giorno: la rabbia esplosiva e la ferma resilienza. Complici anche le scelte di colore che spaziano dal blu e dal seppia della malinconia e dei ricordi, al rosso e al verde del dolore e del rancore.

Se la narrazione si fa quindi più rapida, anche grazie ai tanti momenti di concitazione e ai cliffhanger inaspettati, le tavole mantengono una ricercatezza quasi ossessiva delle giuste inquadrature, regalando sempre il giusto ritmo e facendoci immergere nella lettura grazie alla struttura delle vignette precisa e ordinata.

I colori della città sono esplosivi, inondano le pagine di luci accecanti e atmosfere da metropoli fantascientifica. Skeentopolis è una meraviglia futuristica studiata per farti perdere la concezione del tempo e rappresenta visivamente quell’estetica da sogno che inganna la popolazione nascondendo il marciume che prolifera nell’ombra e ne permette l’esistenza a spese dei più deboli.

Ma è nelle espressioni dei protagonisti che l’arte dell’autore trova la sua massima espressione. Gli occhi, le bocche, i gesti di Dirt e di tutti i personaggi raccontano una storia che va oltre quella che viene spiegata. Il loro dolore è il nostro dolore, quello che hanno affrontato, così come i loro propositi, si dispiegano sui volti e nelle gestualità come se fossero reali e non si può fare a meno di tifare per coloro che, nonostante tutto, lottano ancora contro un mondo che li vorrebbe uniformare e ridurre al silenzio.

Last Show riprende la storia di Dirt da dove lo avevamo lasciato a Skeentopolis e la approfondisce, migliorando la profondità psicologica del suo protagonista e gettando solide basi per l’ultimo attesissimo volume della quadrilogia. 

Simon Savelli


Dirt 3 - Last Show

Testi e disegni: Giulio Rincione
Casa Editrice: Tunué
Data di pubblicazione: ottobre 2025
Formato: 19,5x27, cartonato
Prezzo: 24,00 €

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