Protagoniste – A Perugia la mostra che racconta le donne del (e nel) fumetto
Per il Festival Internazionale per la Parità di Genere, un percorso espositivo celebra autrici e professioniste che hanno trasformato la nona arte
A Perugia, dal 4 al 9 maggio 2026, il fumetto si trasforma in uno spazio di riflessione e riconoscimento culturale nella mostra Protagoniste. Donne che hanno cambiato il fumetto, a ingresso libero e ospitata presso il Centro Servizi Camerali Galeazzo Alessi per il Festival Internazionale per la Parità di Genere.
Con la cura della Biblioteca delle Nuvole, l’esposizione cerca di raccontare il ruolo fondamentale che numerose donne hanno avuto nell’evoluzione della nona arte, riportando al centro autrici, professioniste e personagge che hanno lasciato un segno, in un modo o nell’altro, nella storia del fumetto italiano, con un piccolo cameo estero di Mafalda di Quino.
La prima stanza della mostra segue due filoni. Il primo è dato da un percorso dedicato alle “wonder women”, personaggi femminili italiani, con esempi grafici e didascalie d’approfondimento. Si va da Julia Kendall di Giancarlo Berardi, a Rebecca di Renato Queirolo e Anna Brandoli, comparsa su Linus nel 1981, ad altre personalità come Valentina Melaverde, che abbiamo nominato nel primo capitolo del nostro dossier Non è una questione di genere. I pannelli erano già apparsi nella mostra Wonder women - il fumetto è femmina, allestita a Perugia nel 2024 per la Giornata internazionale della donna.
Il secondo focus della mostra, invece, è per le autrici e altre professioniste che hanno dato un grande contributo al fumetto nel corso degli ultimi decenni. Ci sono così numerose tavole, libri illustrati e opere di artiste come Grazia Nidasio, Anna Brandoli e le sorelle Giussani. Vi è anche una collezione fornita di diversi volumi del Corriere dei Piccoli, con in esposizione pezzi fin dal 1909, e un approfondimento su Paola Lombroso, ideatrice del Corrierino.
Diverse teche riportano poi tavole, vecchi albi e libri classici illustrati da Lina Buffolente, da molti considerata la prima fumettista italiana. C’è anche uno spazio dedicato a Tea Bonelli, editrice di Sergio Bonelli Editore (allora Edizioni Audace) e figura centrale nell’editoria italiana in un periodo difficile come il secondo dopoguerra.
Interessante è poi la seconda stanza dell’esposizione, in cui sono presenti lavori di artiste professioniste e non, unite semplicemente dalla passione per il disegno. Alcune di queste opere erano state originariamente realizzate in estemporanea nel 2024, in occasione dell’evento già menzionato per la Giornata internazionale della donna.
In un settore spesso raccontato attraverso una lente prevalentemente maschile, questa mostra a Perugia assume un valore che va oltre la celebrazione artistica e costruisce una rilettura storica necessaria, offrendo al pubblico l’opportunità di osservare il fumetto come strumento di trasformazione culturale e sociale.
Carlotta Bertola




















