La Compagnia dell’indie 21 - Lapino, come fare a meno della coperta di Linus
Quando le riviste contenitore esplorano l'underground
FESTIVAL E MOSTRE
Torna, dal 17 al 19 aprile a Jesi, il Ratatà Echoes Edition, l’evento organizzato dal Ratatà Festival: al centro dell’evento ci sarà la figura di Federico II di Svevia, nato proprio a Jesi. Troverete mostre, laboratori e mostra mercato.
Maggiori info qui.
Sputnik Press annuncia Schegge, raccolta di quattro racconti scritti da Francesco Catelani, con disegni di Liz Van Der Nüll, Holly Heuser, Archivio di Ferro e Alpraz.
“Quattro mani ritraggono i pezzi di un io frammentato. Quattro racconti piccoli, fragili, spogli come cocci di un vetro infranto, in cui illustrazione e testo si uniscono e fondono l’un l’altro in posizioni e forme silicee, al di là di nuvole e vignette, dietro a tutto quello che non si dice, ma si mostra. In Schegge, tutto è segno.”
In uscita al Salone del Libro, è già in preorder qui.
RECENSIONI: LAPINO INDIE COMICS 1-2
Amo le riviste contenitore e ho avuto la fortuna di assistere al loro momento di massimo splendore, ma anche la sfiga di osservare la loro rovinosa caduta: per vari motivi, sia ideologici che strutturali, la rivista fa più fatica a trovare il suo posto. Vuoi perché era un perfetto esempio di pubblicazione da edicola, vuoi perché è complicato fidelizzare i lettori con una proposta spesso diversa per ogni numero dal numero precedente.
Qualcosa però si muove nel mare editoriale, soprattutto grazie a La fine del mondo e Lapino Indie Comics; se della prima abbiamo parlato varie volte - per esempio qui o direttamente con il suo creatore, Maicol & Mirco, in una puntata del nostro podcast Building Stories (potete ascoltarla qui) oggi è il turno di parlare in maniera più approfondita della rivista diretta da Titti Demi.
Sono presenti anche qui le Spigolapine di Ara e un test su “cosa proprio non riesci a dire” oltre a un’interessantissima intervista a Edmond Baudoin, un energico artista classe 1942, a cura di Roberto dell’Orco.
Chiudo lo sguardo sui redazionali con uno splendido pezzo di Paolo Interdonato, con le illustrazioni di Titti Demi, Non si può dire niente (nessun spoiler, ma leggetelo assolutamente).
Sul fronte dei fumetti presenti in questo numero non si può che partire dall’inizio, ovvero con Francesca Ghermandi, proseguendo con “Narges” di una delle mie artiste preferite, ovvero Eva Daffara e “Dit” di Quentin Dugay: questo è solo un parziale di quello che trovate in questo secondo numero di Lapino e la qualità rimane sempre altissima.
Torna La Compagnia dell'Indie, il nostro spazio corale dedicato all'esplorazione della scena indie fumettistica contemporanea
In questa nuova puntata torniamo a parlare di Lapino Indie Comics, rivista di fumetti e narrazioni dal sottosuolo, dopo l'intervista a Titti Demi (che trovate qui).
Ma prima, come sempre, non mancano le segnalazioni di festival, eventi, novità, crowdfunding e altro.
È, ancora una volta, il nostro modo per continuare a farvi orientare nell'intricata e affascinante scena indipendente.
FESTIVAL E MOSTRE
Torna, dal 17 al 19 aprile a Jesi, il Ratatà Echoes Edition, l’evento organizzato dal Ratatà Festival: al centro dell’evento ci sarà la figura di Federico II di Svevia, nato proprio a Jesi. Troverete mostre, laboratori e mostra mercato.
Maggiori info qui.
All’Acrobax di Roma il 17 aprile si terrà TetraINK - Festival di fumetti sbilenchi a sostegno di Tetrabondi. Dalle ore 17 troverete artist* che doneranno le loro opere per l’asta. Asta che vedrà la presenza di Valerio Mastandrea e Zerocalcare.
Per aggiornamenti e altro, qui tutte le info.
Nona edizione per Under Comix, il festival del fumetto e dell’illustrazione di Piacenza. Ingresso gratuito all’evento dove potrete trovare decine di artist*, 4 mostre, 10 talk e 4 workshop. Il tutto nelle due giornate del 18 e 19 aprile. Ulteriori info qui.
NUOVE USCITE E CROWDFUNDING
Sputnik Press annuncia Schegge, raccolta di quattro racconti scritti da Francesco Catelani, con disegni di Liz Van Der Nüll, Holly Heuser, Archivio di Ferro e Alpraz.
“Quattro mani ritraggono i pezzi di un io frammentato. Quattro racconti piccoli, fragili, spogli come cocci di un vetro infranto, in cui illustrazione e testo si uniscono e fondono l’un l’altro in posizioni e forme silicee, al di là di nuvole e vignette, dietro a tutto quello che non si dice, ma si mostra. In Schegge, tutto è segno.”
In uscita al Salone del Libro, è già in preorder qui.
Potete ancora partecipare alla - fortunatissima - campagna crowdfunding di Zero Ghost, il fumetto di Justin Jordan, Brian Ching e Wil Quintana. Un volume che mischia cyberpunk con la magia e una storia fresca e godibile.
Potete contribuire qui.
Al Comicon potrete trovare Aldilà del tempo, la prima antologia di LunARTici, sei storie collegate dallo stesso tema narrativo: “Dame e Cavalieri”. il tutto racchiuso dalla copertina di Dade. Qui per sapere di più.
RECENSIONI: LAPINO INDIE COMICS 1-2
Amo le riviste contenitore e ho avuto la fortuna di assistere al loro momento di massimo splendore, ma anche la sfiga di osservare la loro rovinosa caduta: per vari motivi, sia ideologici che strutturali, la rivista fa più fatica a trovare il suo posto. Vuoi perché era un perfetto esempio di pubblicazione da edicola, vuoi perché è complicato fidelizzare i lettori con una proposta spesso diversa per ogni numero dal numero precedente.
Qualcosa però si muove nel mare editoriale, soprattutto grazie a La fine del mondo e Lapino Indie Comics; se della prima abbiamo parlato varie volte - per esempio qui o direttamente con il suo creatore, Maicol & Mirco, in una puntata del nostro podcast Building Stories (potete ascoltarla qui) oggi è il turno di parlare in maniera più approfondita della rivista diretta da Titti Demi.
Lapino ha un sottotitolo che spiega molto bene il suo intento, ovvero “Rivista di fumetti e narrazioni dal sottosuolo”. Una dichiarazione di intenti in piena regola: in primis perché se già il primo numero ha 68 pagine, il secondo arriva a 88. Vi posso assicurare che organizzare un progetto editoriale composto da così tante pagine, unendo fumetti e scritti e una pluralità di voce notevole è un’impresa estremamente faticosa.
Queste due prime uscite hanno ognuna un tema. Nel numero d’esordio è “Peli di Lapino e altri animali dalle matite alla tana” e tutte le opere hanno come tema proprio il pelo, cosa significa per la nostra cultura, cosa simboleggia la sua presenza oppure il suo dover essere nascosto - soprattutto se appartiene al corpo femminile, materialità sacrificata dinanzi a una società mascolinamente tossica -. Non voglio che questo pezzo diventi una sterile lista di contenuti. Mi piace però sottolineare alcuni aspetti: l'oroscopo che farebbe invidia a Rob Brezsny, le Spigolapine di Ara e l'intervista lapinista con l’estetista, sempre di Ara con le illustrazioni di Titti Demi. Lato fumetti mi preme sottolineare Il club dei peli di Titti Demi, I peli delle bambine di Alpraz e l’ottima prova di Rob con la storia Even Kong gets the blues.
Prendendo in esame il numero due di Lapino si nota subito come la rivista abbia assunto un aspetto più “professionale” e meno underground. L’indice è diventato più leggibile, l’oroscopo non è posizionato alla fine della rivista ma i primi sei segni sono all'inizio e gli ultimi sei alla fine.
Sono presenti anche qui le Spigolapine di Ara e un test su “cosa proprio non riesci a dire” oltre a un’interessantissima intervista a Edmond Baudoin, un energico artista classe 1942, a cura di Roberto dell’Orco.
Chiudo lo sguardo sui redazionali con uno splendido pezzo di Paolo Interdonato, con le illustrazioni di Titti Demi, Non si può dire niente (nessun spoiler, ma leggetelo assolutamente).
Sul fronte dei fumetti presenti in questo numero non si può che partire dall’inizio, ovvero con Francesca Ghermandi, proseguendo con “Narges” di una delle mie artiste preferite, ovvero Eva Daffara e “Dit” di Quentin Dugay: questo è solo un parziale di quello che trovate in questo secondo numero di Lapino e la qualità rimane sempre altissima.
Edmond Baudoin con una copia di Lapino Indie Comics 2, dove è protagonista di una bella intervista.
Trovo che il primo numero di Lapino sia più underground e potente, mentre il secondo è più strutturato e ragionato: poi magari ho scritto una vaccata, ma rimango un vecchio punkettone che ascolta ancora gli Indigesti e i Negazione.
Il mio consiglio è di cominciare a seguire il profilo Ig di Lapino e di acquistare queste due prime uscite (oltre a preordinare la terza), perché:
- lo sa Nettuno quanto abbiamo bisogno di leggere materiale di qualità;
- va premiata un’idea forte e una cura che molte riviste che l’hanno preceduta non possedevano;
Il mio consiglio è di cominciare a seguire il profilo Ig di Lapino e di acquistare queste due prime uscite (oltre a preordinare la terza), perché:
- lo sa Nettuno quanto abbiamo bisogno di leggere materiale di qualità;
- va premiata un’idea forte e una cura che molte riviste che l’hanno preceduta non possedevano;
- pur essendo, a mio parere, un atto d’amore verso linus è il linus che vorrei che linus fosse (no, non mi pagano per scrivere linus più volte).
Luca Frigerio












