Jaadugar - A Witch in Mongolia ~ Storia e leggenda di una donna straordinaria
L’opera più celebre di Tomato Soup arriva in Italia grazie a J-Pop: un primo volume che introduce atmosfere e personaggə, aprendo le porte su scenari lontani del tempo e nello spazio
Città di Tus, Persia, inizio del XIII secolo.
La giovane Sitara è appena stata venduta come schiava a una ricca famiglia di studiosə, che decide di educarla e istruirla così che un giorno possa diventare la concubina di un nobile e che abbia la conoscenza necessaria a intrattenerlo.
Intanto, dall’altra parte del continente, il grande Gengis Khan muove il suo esercito alla conquista di nuove terre e nuovi popoli per estendere il grande impero mongolo.
Da un lato uno dei più grandi e feroci conquistatori della storia dell’intera Asia, dall’altro la piccola vita di un’anonima schiava: nulla potrebbe sembrare più distante, eppure i fili dei loro destini sono già stati incrociati.
Otto anni dopo il suo arrivo a Tus, infatti, Sitara assiste all’entrata dell’esercito del Khan: tutto ciò che conosce, tutto ciò che ama viene distrutto. Rapita da Tolui, quarto figlio di Gengis Khan, è la sua istruzione a salvarle la vita: il principe, un giovane arrogante e poco interessato a nulla che non sia il successo in battaglia, decide di fare di quell’insolita schiava un dono per sua moglie, Sorgaqtani Beki, anche lei appassionata studiosa affascinata dalle scienze occidentali.
Inizia così un viaggio attraverso il continente e, per Sitara - che cambierà il suo nome in Fatima, in onore della sua padrona - verso la vendetta.
Jaadugar si pone a metà strada tra fiction e storia, reinterpretando i commentari storici dell’epoca e indagando il ruolo femminile nelle vicende di uno dei più grandi imperi della storia mondiale. Ma ha anche il merito di accendere i riflettori su mondi che sono stati colpevolmente dimenticati dalla narrativa mainstream - sia occidentale sia nipponica.
Questo primo volume di Jaadugar (che J-Pop Manga ha pubblicato in due versioni, regular e special) è, infine, una bellissima introduzione alla storia di Sitara/Fatima, che si prospetta un viaggio affascinante in un mondo remoto e sconosciuto.
Il successo dell’opera in patria è dimostrato anche dall’adattamento anime dello studio Science SARU, che è stato annunciato la scorsa primavera e che vedrà la luce nell’estate del 2026: qui potete trovare il trailer.
Città di Tus, Persia, inizio del XIII secolo.
La giovane Sitara è appena stata venduta come schiava a una ricca famiglia di studiosə, che decide di educarla e istruirla così che un giorno possa diventare la concubina di un nobile e che abbia la conoscenza necessaria a intrattenerlo.
Nonostante sia priva della libertà e sia a tutti gli effetti nulla più che una merce (potenzialmente) preziosa, Sitara si ambienta bene nella sua nuova casa, lega con le altre schiave e con le donne della famiglia, in particolare con Fatima, la sua padrona. Fatima è una donna giusta, affettuosa e religiosa, convinta che la conoscenza del mondo sia un dovere di ogni buonə musulmanə.
Ma, almeno inizialmente, questa costrizione allo studio la fa sentire sempre più frustrata: i libri sembrano noiosi e indecifrabili e l’immagine di una sua versione più adulta, colta e capace di discutere di scienza, poesia e astronomia le sembra quanto di più irraggiungibile si possa pensare.
A farle cambiare idea è Muhammad, il giovane figlio di Fatima, innamorato dello studio e assetato di conoscenza. Vista attraverso gli occhi del ragazzo, la fatica di imparare inizia a trasformarsi per Sitara in un piacere oltre che un’opportunità.
Ma, almeno inizialmente, questa costrizione allo studio la fa sentire sempre più frustrata: i libri sembrano noiosi e indecifrabili e l’immagine di una sua versione più adulta, colta e capace di discutere di scienza, poesia e astronomia le sembra quanto di più irraggiungibile si possa pensare.
A farle cambiare idea è Muhammad, il giovane figlio di Fatima, innamorato dello studio e assetato di conoscenza. Vista attraverso gli occhi del ragazzo, la fatica di imparare inizia a trasformarsi per Sitara in un piacere oltre che un’opportunità.
Intanto, dall’altra parte del continente, il grande Gengis Khan muove il suo esercito alla conquista di nuove terre e nuovi popoli per estendere il grande impero mongolo.
Da un lato uno dei più grandi e feroci conquistatori della storia dell’intera Asia, dall’altro la piccola vita di un’anonima schiava: nulla potrebbe sembrare più distante, eppure i fili dei loro destini sono già stati incrociati.
Otto anni dopo il suo arrivo a Tus, infatti, Sitara assiste all’entrata dell’esercito del Khan: tutto ciò che conosce, tutto ciò che ama viene distrutto. Rapita da Tolui, quarto figlio di Gengis Khan, è la sua istruzione a salvarle la vita: il principe, un giovane arrogante e poco interessato a nulla che non sia il successo in battaglia, decide di fare di quell’insolita schiava un dono per sua moglie, Sorgaqtani Beki, anche lei appassionata studiosa affascinata dalle scienze occidentali.
Inizia così un viaggio attraverso il continente e, per Sitara - che cambierà il suo nome in Fatima, in onore della sua padrona - verso la vendetta.
In un’interessante intervista, l’autrice Tomato Soup parla del suo interesse per la storia medievale (con buona pace del nostro ministero dell’istruzione e del - coff - merito, la storia esiste anche oltre i confini europei) e di una vicenda in particolare che è stata d’ispirazione per la sua storia, ovvero quella di una misteriosa schiava musulmana che avrebbe manipolato la famiglia reale mongola attraverso Töregene, una delle mogli dell’erede del Khan.
Jaadugar si pone a metà strada tra fiction e storia, reinterpretando i commentari storici dell’epoca e indagando il ruolo femminile nelle vicende di uno dei più grandi imperi della storia mondiale. Ma ha anche il merito di accendere i riflettori su mondi che sono stati colpevolmente dimenticati dalla narrativa mainstream - sia occidentale sia nipponica.
Lo stile dei disegni, che a moltə lettorə ha riportato immediatamente alla mente il tratto di Osamushi, è in realtà un omaggio all’arte medievale, in particolare alle miniature e alle illustrazioni dei manoscritti dell’epoca che, come racconta l’autrice nella stessa intervista, avevano uno stile poco dettagliato e realistico.
I disegni di Tomato Soup non sono però, a modesto parere di chi scrive, né semplicistici né infantili, anzi denotano un’approfondita ricerca e sintesi grafica, capace di coniugare stile personale e leggibilità.
I disegni di Tomato Soup non sono però, a modesto parere di chi scrive, né semplicistici né infantili, anzi denotano un’approfondita ricerca e sintesi grafica, capace di coniugare stile personale e leggibilità.
Il successo dell’opera in patria è dimostrato anche dall’adattamento anime dello studio Science SARU, che è stato annunciato la scorsa primavera e che vedrà la luce nell’estate del 2026: qui potete trovare il trailer.
Claudia Maltese (aka clacca)








