Manga Issho: l'esordio della nuova rivista europea di manga

Stretta è la soglia, larga è la via… riuscirà Manga Issho a dire la sua nel difficile mercato europeo?

Quando i tempi si fanno duri, quando le speranze si vanno via via perdendo, solo una grande alleanza può salvare il mondo, o in questo caso l’Europa. Sembrerebbe l’inizio di un'epica avventura fantasy (o un modo di interpretare l'attuale situazione geopolitica) e invece si tratta di una nuova iniziativa editoriale, e il mondo da salvare è, forse, quello del fumetto. 

Gli alleati di questa nostra storia altro non sono che quattro grandi case editrici europee: la tedesca Altraverse, la franco-belga Kana, l'iberica Planeta Cómic e la nostrana Star Comics

Il progetto, esattamente come spesso capita alle compagnie fantasy, sembra essere alquanto improbabile e persino sgangherato, ma se gestito bene e passando per difficili peripezie, potrebbe dare i suoi frutti. 

Stiamo parlando di Manga Issho, una nuova rivista di manga "made in Europe" lanciata congiuntamente da queste quattro realtà.

L’euromanga è un genere molto particolare, in quanto di per sé non è un vero e proprio genere: si tratta di un modo di interpretare il disegno secondo il canone orientale, un canone estremamente ampio che comprende mille visioni e stili. Molto spesso il canone a cui ci si riferisce quando si parla di euromanga è alquanto stereotipato, una sorta di idea platonica di manga che poi, una volta trasposta e portata alla realtà dalle matite degli autori europei, si rivela spesso inefficace, risultando in fin dei conti poco altro che uno scimmiottamento che non riesce a trovare una sua vera identità. 

Manga Issho riprende il formato classico e il senso di lettura orientale, richiamando le riviste manga a basso costo. Qui troviamo, infatti, quattordici storie inedite a poco meno di cinque euro. Si tratta di un’iniziativa coraggiosa, che sembra volersi adattare ai tempi che corrono. Il potere di spesa oggi sembra essere infatti sempre minore e alcune case editrici, di fumetto e non solo, si ritrovano costrette a trovare soluzioni che possano abbassare il costo dei propri fumetti e allo stesso tempo rappresentare un'opzione di lettura valida. Lo si può vedere ad esempio dalle tante ristampe economiche o tascabili che appaiono sempre di più nei cataloghi di molti editori.

Manga Issho è un'operazione più propositiva rispetto a una semplice ristampa, innanzitutto perché lancia una campagna europea, e questo dovrebbe essere un fenomeno non solo da porre sotto la lente d’ingrandimento ma anche apprezzato proprio per la sua volontà espansiva e internazionale, che serve al fumetto italiano (molti lettori europei avranno la possibilità di leggere le storie dei nostri autori) e alle altre nazioni che ospitano questa rivista. Se l'operazione è propositiva e lodevole, per quanto riguarda il contenuto?

A sfogliarlo, Manga Issho si presenta come un contenitore in fin dei conti interessante, che riesce a raccogliere diverse visioni intorno al manga, alcune più efficaci e altre estremamente meno.

Fra queste quattordici storie, infatti, spiccano quelle che riescono a generare un interesse grafico attraverso una commistione del manga con il disegno occidentale, restando orientali e allo stesso tempo assumendo un identità propria. Un esempio chiaro è Scho Djin di Mx.Loboto, che miscela lo stile dell’Okubo di Soul Eater (anche la storia sembra richiamare quel genere di manga) con lo stile dalle outline violente che richiamano molto videogiochi come Persona. In altri casi invece ritroviamo uno stile un po' più stereotipato, e vicino al'idea media di manga, come per esempio nella storia in apertura a questo volume, The Secret of Scarecrow di Gin Zarbo, che propone una serie di consuetudini visive sia nello stile che nel design, pur imbastendo una storia che promette di essere divertente. Ciò che preme sottolineare è che in generale ritroviamo un buon livello tecnico da parte dei disegnatori, che si districano agilmente tra le loro tavole.

Se il lato visivo delle opere non lascia sconvolti, la selezione delle storie raccontate è invece piuttosto varia e interessante. Innanzitutto, il lettore si ritrova con quattordici storie piuttosto dissimili l’una dall’altra, grazie a una selezione e costruzione editoriale quanto meno intelligente che assembla una rivista che può accontentare ogni lettore: dallo shonen allo shojo al racconto storico attraversiamo uno spettro piuttosto ampio di emozioni e storie. Se parliamo delle varie sceneggiature possiamo notare come, se da un lato la costruzione delle storie si presenta piuttosto interessante, dall’altro questa costruzione non viene espressa con dialoghi brillanti, anzi molto spesso si inceppa nell’innaturalità di alcuni scambi, che sono ben oltre il “sopra le righe” a cui i manga ci hanno abituati e spesso trascendono in battute farraginose e stereotipate. 

Insomma, riusciranno i nostri eroi? Cioè, riuscirà questa nuova strana alleanza a costruire una rivista che rappresenti una proposta valida all’interno di un mercato particolare come quello europeo, che ormai non concepisce il fumetto a riviste e che si barcamena in una situazione economica quantomeno incerta?

Il futuro ci racconterà lo svilupparsi di questa trama. Quello che va sottolineato è non solo il coraggio di questa iniziativa ma anche come questa mostri tutte le premesse per un buon progetto che, se curato a dovere, potrà dare i suoi frutti e portare i nostri eroi ad un rocambolesco ed epico finale. Le premesse ci sono tutte, e molto starà nelle mani degli artisti selezionati. Sulle loro spalle infatti grava il fardello di questa compagnia, perché alla fine, a prescindere dal formato editoriale, dal canone di rappresentanza e dallo stile scelto, ciò che fa la differenza sono sempre le belle storie. 

Alessio Fasano

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