Davide Castellazzi: l'esordio di Toshokan (e tanto altro)

Conversazione sulla nascita della linea di fumetti asiatici di IF Edizioni, sul contributo per le riviste per Sprea e sull'imminente Enciclopedia dei robot

Abbiamo intervistato Davide Castellazzi, Direttore Editoriale della linea di fumetti asiatici Toshokan (IF Edizioni), per parlare insieme di vari argomenti inerenti il panorama fumettistico contemporaneo (e non solo), spaziando dalla nascita di Toshokan, alla collaborazione con la casa editrice Sprea per la rivista Anime Cult, passando per l'imminente pubblicazione de L'Enciclopedia dei robot.

Bentrovato e grazie per la disponibilità. Manca pochissimo al debutto di Toshokan in libreria e fumetteria: mentre aspettiamo di leggere i (tantissimi!) nuovi titoli, ci racconti come è nata questa realtà editoriale?

Salve a tutti. Toshokan nasce da un’idea di Gianni Bono, proprietario di Edizioni IF, che nei primi anni Ottanta ha avuto un ruolo importante nella prima invasione manga in Italia. Gianni, con cui collaboro da ormai 25 anni, mi ha chiesto di diventare il Direttore Editoriale di questa nuova linea e ha stretto una collaborazione con Giunti per rafforzare il tutto dal punto di vista distributivo. Il nome Toshokan (letteralmente “biblioteca” in diverse lingue asiatiche) è un’idea di Matteo Bono (figlio di Gianni), che ha un ruolo importante nel progetto e si occupa anche di sito e social.

Negli ultimi anni i manga hanno conosciuto una nuova fase di successo nel nostro Paese e godono di una considerazione difficilmente immaginabile fino a qualche anno fa. Le pubblicazioni si moltiplicano e l’offerta è molto ampia. In questo scenario, quale sarà lo spazio di Toshokan?

Beh, lo spazio ce lo dovremo conquistare. Bisogna tenere conto che dietro Toshokan ci sono professionisti che lavorano nel settore (manga, fumetto, editoria) da decenni e che ci stiamo preparando da oltre un anno. Puntiamo sull’acquisizione di buoni titoli, ma anche su una grande cura degli stessi e una efficiente distribuzione. Stiamo preparando 800 espositori da distribuire in librerie e fumetterie. Abbiamo preparato un cataloghino/poster gratuito che diventerà mensile. Stiamo allestendo un sito e preparando pagine social. Insomma, abbiamo i mezzi e le capacità per renderci visibili.

Toshokan si propone di portare in Italia sia titoli “classici” sia nuovi autori emergenti. Quali sono i parametri su cui vi basate per scegliere i vostri titoli e quale linea editoriale seguirà Toshokan?

Diciamo che la tua domanda contiene già la risposta. Il nostro motto “Grandi classici e stelle emergenti” riassume la nostra filosofia di base. Stiamo puntando su importanti autori e serie del passato, in molti casi dimenticati (non si capisce perché) dagli altri editori, in altri casi mai arrivati in Italia eppure famosissimi in Giappone. Dall’altro lato, stiamo selezionando autori giovani e sconosciuti (a volte persino in Giappone) che speriamo saranno i classici di domani. In un certo senso ci stiamo tenendo lontani da quel serbatoio di titoli “alla Shonen Jump” su cui si accapigliano tutti. C’è già troppa offerta in quel segmento.

Ti andrebbe di dirci qualcosa sui primi titoli che pubblicherete (Vino di zucca, Estate infinita, Great trailers, I difensori del confine, Yan, La bilbioteca sotterranea, tutti in uscita a maggio)?

Se volete sfogliare i primi titoli, una ventina di pagine a testa, li trovate sul nostro sito www.toshokan.it. In questo momento il sito non è ancora completo, ma le info le trovate già e a giorni il sito verrà completato e arricchito. Tornando ai titoli, senza scendere nel dettaglio, si tratta di volumi provenienti da tre nazioni diverse: Giappone, Taiwan, Vietnam. Altra nostra caratteristica, infatti, è che puntiamo sul fumetto asiatico, non solo giapponese. Crediamo molto in Taiwan, che si è dimostra ricca di titoli e autori interessanti. Yan, di Chang Sheng, è uno dei titoli che stanno suscitando maggiore entusiasmo tra chi ha potuto vederlo in anteprima grazie al suo spettacolare disegno ma anche a una storia che mescola azione, fantascienza, mistero, opera di Pechino, robot, ragazze in grado di prevedere il futuro, ecc. Una citazione anche per il sorprendete Estate infinita, vero e proprio graphic novel dolcissimo e drammatico al medesimo tempo. Che io sappia il primo fumetto vietnamita mai pubblicato in Italia.

Puoi darci qualche piccola anticipazione su quello che ci aspetterà nel corso del resto dell’anno, dopo questi primi titoli?

A settembre partirà “La monella Chie”, di Etsumi Haruki, uno dei manga più importanti di tutti i tempi in Giappone eppure mai visto in Italia. La giovane Chie si ritrova a gestire il locale del padre e a confrontarsi con stravaganti uomini e gatti (sì, gatti).

Sempre a settembre pubblicheremo i nostri primi due manga di genere Boys Love. Due storie delicatissime, fatte di sentimenti e vita quotidiana. Stiamo preparando diversi shojo, in particolare titoli, anche in questo caso, famosissimi in Giappone eppure mai arrivati in Italia. Stiamo lavorando anche su titoli di Hong Kong e su volumi a colori. Insomma, tantissime cose.

Toshokan sarà presente alle prossime fiere del fumetto? E ci sarà qualche evento/edizione speciale o altro per le lettrici e i lettori che avranno il piacere di incontrarvi in presenza?

Stiamo ancora valutando a quali fiere partecipare. Sicuramente saremo a Lucca, con tante novità. Stiamo pensando a delle copertine variant, ma non da vendere. Questo però è ancora un progetto, vedremo…


È in arrivo Anime Cult Enciclopedia, l'enciclopedia dedicata ai Robot giapponesi. A quale pubblico si rivolge questa pubblicazione?

Per non fare confusione, specifico subito che questo è un progetto legato a un altro editore, Sprea, e nulla ha a che fare con Toshokan. Diciamo che con Sprea collaboro sul fronte dell’informazione. “L’enciclopedia dei robot” si rivolge ovviamente ai nostalgici in primis, a chi ha vissuto l’invasione robotica cominciata con Goldrake. Ma credo sia uno strumento utilissimo anche per i più giovai e per chi quel periodo non l’ha vissuto, dato che fornisce un percorso storico che arriva fino ai giorni nostr raccontando la storia di tutti i principali robot.

Ci puoi raccontare il lato più bello di pubblicare un'opera di questo tipo e quali, invece, sono state le difficoltà?

Beh, il lato più bello è che ci si ritrova tutto il giorno in mezzo a Goldrake, Gundam, Patlabor e via dicendo. Quello brutto è che le pagine non bastano mai. Avrei voluto avere a disposizione non 128 pagine ma 1280, per approfondire di più, per raccontare anche altro.

Tu, inoltre, ti occupi anche di riviste dedicate al mondo del fumetto e dell’animazione nipponica già da qualche mese in edicola: com’è la risposta delle lettrici e dei lettori di oggi a questo tipo di pubblicazioni?

In questo momento scrivo per “Anime Cult”, ho curato “L’Enciclopedia dei robot” (e stiamo pensando ad altre enciclopedie) e sto progettando altre due riviste per Sprea. La risposta dei lettori è buona, ma meno buona di quel che potrebbe essere. Ci sono un paio di problematiche. Internet tende ad “assorbire” molti lettori, essendo un serbatoio enorme di informazioni. Tuttavia lo è in modo caotico e talvolta impreciso e tende a focalizzarsi sempre sulle stesse cose. Per questo è importante che esistano sempre le riviste di carta. Il secondo problema è la distribuzione. La crisi delle edicole e il problema dei resi (sappiate che di qualsiasi pubblicazione, non solo quelle manga, la maggior parte delle copie torna indietro invenduta) rende il tutto più dispendioso. Fortunatamente Sprea è molto forte sul piano distributivo (è leader in edicola per le riviste di moltissimi generi) e quindi riesce a contrastare questi problemi. Sul piano dei contenuti, il pubblico è molto reattivo, curioso, vorace di novità. E noi gliele daremo.  

Intervista a cura di Claudia Maltese
(aka Clacca)



Davide Castellazzi

Da sempre appassionato di fumetti e di editoria, Davide Castellazzi a metà anni Ottanta crea la fanzine fotocopiata Sirius e collabora con giornali locali scrivendo articoli di cronaca.

Durante gli anni Novanta comincia a collaborare con la casa editrice bolognese Granata Press scrivendo articoli sul mondo dei manga e degli anime per le riviste ZERO e MANGAZINE. Contemporaneamente, per due anni, lavora con l’agenzia fotografica milanese Granata Press Service in qualità di archivista e ricercatore iconografico, occupandosi di fornire immagini a riviste come PANORAMA. 

Poco dopo diventa redattore della rivista FUMO DI CHINA e nel 1997 per lo stesso editore, NED 50, crea la rivista MANGAGIORNALE, dedicata al fumetto giapponese.

Dalla fine degli anni Novanta lavora per Panini Comics e ben presto si occupa di selezionare manga da pubblicare in Italia, dialogando direttamente con gli editori giapponesi. Diviene line editor della linea Planet Manga, coordinando circa 25 uscite mensili e curando molte delle stesse.

Nel 1999 per EPIERRE crea la rivista, formato tabloid, JAPPAMONDO dedicata a manga, anime e tendenze dal Sol Levante. Sempre nel 1999 e sempre per EPIERRE cura il volume “Mangamania” (numero 8 della rivista/libro IF IMMAGINI & FUMETTI) monografia sulla storia dei manga in Italia e in Giappone.

Nei primi anni Duemila collabora con Coniglio Editore, scrivendo articoli per le riviste BLUE e SCUOLA DI FUMETTO e firmando il libro del 2004 “A-Z Manga”, una guida al fumetto giapponese. Inoltre crea la rivista MANGAKA, dedicata a fumettisti occidentali che realizzano storie in stile manga, e lo speciale ROBOT MAGAZINE.

In seguito lavora per Walt Disney Italia su progetti legati al fumetto internazionale (francese, americano, giapponese). Sempre per Disney cura le collane DISNEY MANGA e DISNEY LAB (dedicata a graphic novel di artisti di tutto il mondo).

Collabora con DeAgostini, curando diverse collezioni di DVD di serie animate giapponesi. A queste collane sono allegati fascicoli che possono poi essere rilegati in libri, per esempio “Animovie” (2006), guida ai film d’animazione giapponese.

Nel 2009, sempre per DeAgostini, progetta e cura la collana DISEGNARE MANGA E ANIME (in collaborazione con l’Agenzia Alchemia di Alessio Meda), corso di disegno a cui collaborano artisti italiani e giapponesi.  

Nella prima metà degli anni Duemila collabora col quotidiano Gazzetta di Parma scrivendo articoli di cronaca.

Attorno al 2010 scrive articoli per riviste sugli animali, come ARGOS del gruppo Sprea. Nel 2014 pubblica il libro “Gatti ritratti”, con disegni di Natascia Mora, per l’editore L’Età dell’Acquario.

Per Giunti Editore si occupa dei redazionali di diversi volumi della collana Disney I CAPOLAVORI DELLA LETTERATURA.

Collabora con diverse aziende curandone i social media e i rapporti con il pubblico.

Tra il 2020 e il 2021 scrive redazionali a tema western per la collana CAPITAN MIKI allegata alla GAZZETTA DELLO SPORT .

Nel 2022 per la casa editrice Nippon Shock  firma il libro “Dizionario Manga”, una guida al fumetto giapponese dalla A alla Z (versione più che triplicata nelle voci del precedente “A-Z Manga”).

Dal 2023 è Direttore Editoriale della linea di fumetti asiatici Toshokan (IF Edizioni) e collabora con la casa editrice Sprea scrivendo articoli per la rivista ANIME CULT e curando speciali come “L’enciclopedia dei Robot”:


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