Fiaba di cenere, il fantasy di Simone Pace

Certi luoghi non si possono raggiungere, bisogna costruirli

Non ho mai creduto davvero alle voci che arrivavano mentre le città vicine cadevano, non ho avuto paura, forse solo un poco, però mi bastava guardarvi per convincermi che la nostra realtà non sarebbe mai cambiata... e ora, d’improvviso non c’è più tempo. É arrivata. La sentite? La odorate? É arrivata a casa nostra. Non siamo pronti... ma si potrebbe mai essere pronti? É arrivata a casa nostra. Si può solo cedere, abbandonare ogni cosa.

Non disperate, tuttavia. Lontano, ad est, esiste un luogo che non ha mai conosciuto il fuoco... un luogo che non ha mai conosciuto l’uomo.

In tanti proveranno a raggiungere quel luogo ma voi dovete arrivarci per primi così sarete al sicuro.

Casa è il luogo in cui ci sentiamo al sicuro, è il luogo in cui possiamo pensare al male come qualcosa di lontano, che mai potrà raggiungerci. Casa è il posto in cui ascoltiamo le storie di fantasmi e di guerre, certi che mai potranno sfiorarci.

Ma quando invece è proprio casa a essere attaccata, ogni certezza si sgretola, ogni punto di riferimento si perde ed è impossibile capire che strada imboccare: casa è il posto dove si ritorna, quando sparisce, ogni viaggio diventa un infinito errare che può diventare sopportabile solo se alimentato da un sogno. O da una speranza.

La speranza è l'unico bagaglio che Marfisa e Marlo possono portare con loro adesso che la loro casa, la loro famiglia, la loro città, tutto il loro mondo è stato distrutto. Sono solo due bambini, ma il fuoco ha tolto loro ogni cosa, li ha lasciati soli, sperduti tra l'orrore della guerra e delle fiamme che inesorabili distruggono ogni cosa, animale o essere umano.

A dar loro forza restano solo le parole della loro madre, pronunciate appena prima di essere divorata anche lei dalle fiamme: devono cercare il luogo sicuro che non ha mai conosciuto il fuoco, un posto che non conosce violenza e in cui potranno vivere in pace.

Inizia così Fiaba di cenere, il webcomic di Simone Pace (aka Arsenio il vero) pubblicato in undici puntate su TacoToon, il racconto epico del viaggio di due ragazzini attraverso un mondo sconvolto da un fuoco impietoso e dalla crudeltà di un esercito quasi mostruoso.

Insieme, i due fratellini incontrano figure che incarnano i topoi letterari degni di ogni favola: guerrieri crudeli e paladini valorosi, animali magici, chimere mitologiche, saggi guaritori e streghe potenti, insieme alla gente comune, una marea umana in fuga dal fuoco e dalla morte che cerca l'ultimo angolo di paradiso in una terra che sembra aver perso ogni dolcezza.

Il Fuoco del racconto sembra una creatura consapevole e cosciente, è l'incarnazione stessa della furia cieca della guerra, metafora di ogni violenza e di ogni male. Non è un fuoco purificatore, nulla rinasce dalle sue ceneri: è solo capace di distruggere e alimentare se stesso prendendo la vita di ogni essere che vive su questa terra, senza distinzione alcuna, senza alcun freno.

Simone Pace non dà però ai due giovanissimi protagonisti una soluzione facile: il viaggio è lungo e costellato di pericoli e di sofferenza e a ogni difficoltà a Marfisa e Marlo viene chiesto di crescere un po' di più. È solo grazie alla fiducia che i due custodiscono nelle parole della madre, nonostante tutto il male che imperversa nel loro mondo, che riescono a conservare un po' di quella pura, fresca e inscalfibile speranza propria dell'infanzia.

Speranza e consapevolezza: all'aumentare della seconda non si perde la prima ed è questo che trasforma due ragazzini in due eroi, che fa comprendere ai due bambini – e a noi lettori – che non esiste nessun Eden donatoci da un qualche dio benefattore: l'unico paradiso in Terra è quello che scegliamo di costruire.

I disegni di Pace sono carnosi e materici anche se il colore è steso a tinte piatte, senza suggerire alcuna volumetria: basta il tratto, sicuro e spesso, a dare consistenza alle figure, mentre il colore si fa metafora di tutto quello che è impossibile imprimere sulla carta. Tonalità su tonalità di rosso suggeriscono il crepitare del fuoco, il suo calore insopportabile, la forza con cui disintegra ogni cosa, una palette quasi monocromatica che si allarga a comprendere altri colori solo nei pochi momenti di pace e che si arricchisce di blu e verde nei sogni dei protagonisti.

I volti rinunciano a ogni pretesa di grazia ed eleganza per farsi espressivi e veri, specchi di anime ferite da un nemico che sembra invincibile. E poi armature e castelli, armi e capanne, gli ambienti sono curati e coerenti e il formato verticale a scorrimento continuo tipico dei webtoon permette di soffermarsi su dettagli che sottolineano tutto il talento di illustratore di Pace: un'ape su un fiore, l'occhio di un rapace, un angolo di boscaglia, frammenti che non sono affatto semplici decorazioni o esercizi di stile ma vere e proprie istantanee di un mondo che sottrae alla morte e alla distruzione ritagli della sua inesauribile bellezza.

Claudia Maltese (aka Clacca)

Fiaba di cenere è su TacoToon 

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