Il mio Son Goku 1 - Osamu Tezuka

Un’opera ispirata a un classico dalla letteratura orientale

[…] Un giorno, di colpo, una pietra sulla cima di tale montagna si spezzò in due, dando alla luce un uovo. Da quest’ultimo nacque uno scimmiotto, tutto d’oro brillante, il cui formidabile bagliore arrivò persino sulla sommità dei cieli.

Negli anni ’50 del secolo scorso Osamu Tezuka realizza la sua versione di quello che è forse il classico orientale più conosciuto al mondo: Il mio Son Goku è infatti la parodia, in chiave comica, del famoso Viaggio in Occidente, romanzo cinese di fine XVI secolo assimilabile per importanza, per la cultura asiatica, a ciò che la letteratura classica greca è per il mondo occidentale.

Fin dal titolo – Il mio Son Goku – Tezuka rende subito chiaro che il manga non è una riproduzione pedissequa del romanzo, ma una sua personale interpretazione della storia, in cui l’autore si permette diverse libertà narrative e di adattare lo stile del racconto a un pubblico molto giovane.

La nuvoletta di Tezuka.

Non è la prima volta che Tezuka prende spunto dai classici della letteratura: già del 1950 aveva realizzato Faust, mentre nel 1952 è la volta di Pinocchio e l’anno successivo dell’adattamento di Cyrano e Delitto e castigo. Il mio Son Goku però è il suo primo manga ispirato a un’opera della letteratura orientale.

Diventerà poi un punto di riferimento fondamentale per altre opere future: a noi lettori di oggi viene immediatamente in mente il Goku di Akira Toriyama in volo sulla sua nuvoletta (proprio come il Son Goku di Osamushi), ma un altro riferimento potrebbe trovarsi, ad esempio, nel rosario sacro che la sacerdotessa Kaede dà a Kagome per controllare Inuyasha, proprio come la dea Guanyin, apparendo a Sanzo con le sembianze di una vecchina, gli dona un cappello (che diventerà poi un diadema) con cui tenere sotto controllo Son Goku.

La nuvoletta di Toriyama.

Come nell’opera originale, la vicenda prende il via dalla nascita di Son Goku, uno scimmiotto di pietra nato da un uovo – frutto dell’unione di terra e vento – sulla cima della Montagna dei Fiori e dei Frutti.

Lo scimmiotto dorato diventa ben presto re delle scimmie ma desidera molto di più, vuole diventare un essere umano. Si fa accettare come discepolo dal saggio che vive sul Monte Casa degli Spiriti e lì trascorre diversi anni sotto gli insegnamenti del suo maestro, che lo battezza Son Goku. Già la sua natura di scimmiotto di pietra lo rende fortissimo e resistente alle ferite, dopo l’addestramento diventa capace di settantadue trasformazioni e di volare su una nuvola. Nonostante sia uno dei migliori discepoli, Son Goku continua a essere lo scimmiotto capriccioso e discolo di un tempo, un vero e proprio monello che approfitta di ogni occasione per disobbedire agli ordini del suo maestro. Così il vecchio saggio, arrabbiato delle spacconate dello scimmiotto, che usa le trasformazioni non per necessità ma per tirare scherzi agli altri discepoli e fare lo sbruffone, lo punisce cacciandolo.

Lontano dalla montagna, Son Goku arriva persino a disobbedire e sfidare l’Imperatore di Giada e gli altri dei (tra le varie divinità che abitano i cieli, Tezuka inserisce anche un imprevedibile Braccio di Ferro, che viene chiamato Comandante delle Nazioni Unite!). Solo Buddha riuscirà a fermarlo e, per punirlo del caos creato nei cieli, lo costringe sotto una montagna per cinquecento anni. Alla fine di questo periodo Son Goku incontrerà un monaco in viaggio per Tenjiku in cerca dei testi sacri lasciati da Buddha, potrà allora essere liberato e seguirà il bonzo per proteggerlo nel suo cammino e imparare nel frattempo le pratiche spirituali degli esseri umani.


Cinquecento anni dopo inizia dunque il racconto del Viaggio: a Son Goku e al monaco Genjo Sanzo si uniranno la cavalla-drago Tatsuko, il maiale Cho Hakkai e infine Sha Gojo, ex bandito il cui aspetto ricorda quello di un kappa e che nella versione letteraria è in effetti un demone del fiume. Ogni capitolo rappresenta una tappa del viaggio, l’incontro con mostri, banditi, divinità e creature della tradizione popolare a cui Tezuka aggiunge anacronismi e personaggi, oggetti e riferimenti fuori contesto, che rendono il racconto più leggero e divertente e strizzano l’occhio ai lettori più giovani, insieme alle numerose rotture della quarta parete in cui i personaggi parlano al lettore o si riferiscono a sé stessi come protagonisti di una storia a fumetti (“Loro sono miei allievi. Se leggete la storia dal primo capitolo vi sarà tutto chiaro” – “Eh? Davvero? Allora anche riguardo al fuoco sulla montagna, basta leggere da pagina 173 per avere un quadro chiaro”).

«Senti… Maestro, è vero che per diventare anche meglio degli uomini la cosa migliore è imitarli?»

«Quello è solo scimmiottare gli esseri umani. Qualsiasi cosa si voglia, si devono sempre superare svariate difficoltà, solo così ci si può migliorare in maniera naturale.»

Il viaggio sarà lungo e irto di pericoli e i capitoli hanno tutti una struttura abbastanza simile: il gruppo di Sanzo di imbatte in uno o più personaggi crudeli, che di solito vessano e sfruttano gli abitanti del luogo o i viaggiatori che li incontrano, Sanzo viene catturato e quasi ucciso, solitamente destinato a diventare il pasto di un demone o di un mostro, ma viene sempre salvato dai suoi compagni e soprattutto da Son Goku e dalle sue incredibili capacità di trasformarsi e di combattere.

Il viaggio è comunque, nel manga come nel romanzo originale, un percorso metaforico verso la purificazione che non si limita solo a Son Goku (il povero Cho Hakkai, ad esempio, viene continuamente rimproverato di essere un mangione) e che in questo volume è appena iniziato. Ci vorranno infatti quattordici anni – nella versione letteraria – perché Sanzo e i suoi compagni riescano a raggiungere l’India e ottenere i testi sacri da Buddha e ottenere l’illuminazione.

Per fortuna a noi lettori di oggi basta aspettare solo altre due uscite per sapere come Osamushi ha continuato e concluso la sua versione del Viaggio.

Claudia Maltese (aka Clacca)


Il mio Son Goku

J-Pop Manga
Osamushi Collection

Testi e disegni: Osamu Tezuka



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