Dampyr Color - La biblioteca dell'orrore

Tra l'orrore e il fantastico, i segreti della Biblioteca dei Passi Perduti vengono esplorati in una nuova e originale pubblicazione dampyriana a colori

È un albo speciale questo primo Dampyr Color, che non stentiamo a definire come una delle pubblicazioni bonelliane più affascinanti e riuscite di questo 2021 finora.

E lo è a partire dal concept, del tutto peculiare e denso di potenzialità narrative e visive: rievocare i mondi fantastici e le atmosfere letterarie di alcuni tra i più grandi narratori dell'orrore e del fantastico, dando origine ad alcune loro storie mai narrate. Come 
suggerisce lo stesso co-creatore della serie Mauro Boselli nell'introduzione e nella postfazione, il rapporto tra Dampyr e la letteratura (e il cinema) horror è di vecchia data e si è sviluppato nel corso della serie nei suoi oltre vent'anni di pubblicazione, in molti casi costituendo l'ossatura di trame ad ampio raggio e dando vita a episodi indimenticabili e a percorsi narrativi multiversali tutti da esplorare.
Gli incubi e le ossessioni di alcuni grandi scrittori horror prendono dunque vita in queste pagine e offrono gli spunti non solo per degli omaggi dal sapore metaletterario ma anche per racconti meravigliosamente inediti e inattesi.


Anche il luogo in cui tutto ha origine, narrativamente parlando, non poteva essere più azzeccato: la Biblioteca dei Passi Perduti, immaginaria biblioteca cara ai fan di Dampyr ma al tempo stesso facile da apprezzare anche per il lettore casuale, con il suo bagaglio di letture inusuali che consentono l'accesso a vari luoghi sparsi nel multiverso narrativo.

Ultimo ma non ultimo, gli autori. Tra inossidabili conferme (come quella del già citato e immancabile Mauro Boselli, del co-curatore Giorgio Giusfredi e di disegnatori come Luca Rossi, Michele Cropera, Alessandro Baggi e Nicola Genzianella) e insospettabili novità (citiamo su tutte la talentuosa Helena Masellis), un graditissimo ritorno, che impreziosice la pubblicazione rendendola un evento assoluto: la penna di Maurizio Colombo, co-creatore del personaggio e da tempo lontano dalle pagine di Harlan Draka e soci.

Dopo il necessario prologo narrativo, Mauro Boselli e Luca Rossi (con Alessia Pastorello ai colori) ci introducono nel breve episodio dal titolo Il disperso, un concentrato di fantasmi, paure e follie in ambito bellico che si rifà alla narrativa di Ambrose Bierce, scrittore americano (che i fan bonelliani già conosceranno per lo splendido Ken Parker #50, Storie di soldati), ossessionato dalla propria esperienza personale nella Guerra di Secessione il quale, come narra Boselli, scomparve anch'egli durante una guerra, proprio come uno dei personaggi partoriti dalla sua penna. Questa identificazione tra gli scrittori e i personaggi, tra i fantasmi e le ossessioni che li circondavano nella vita e i mondi fantastici che immaginavano nei loro libri è un po' il leitmotiv dell'intera pubblicazione e serve non solo a rendere ancor più significative queste storie ma anche potenzialmente a spingere il lettore ad approfondire le opere di alcuni degli scrittori in questione (nel caso in cui, tralasciando i nomi ben noti di Poe e Lovecraft, non si conoscano già a fondo le straordinarie opere letterarie in questione). Dunque un modo per condividere una passione: quella per la grande narrativa fantastica.

Segue Tsathoggua, uno degli episodi più significativi dell'albo: formalmente frutto dell'immaginazione di Maurizio Colombo, non stentiamo a credere che sia stato ispirato dallo stesso H. P. Lovecraft, nel ruolo di personaggio ma evidentemente anche autore di un racconto in cui le divinità arcane a lui tanto care assumono sembianze decisamente spaventose, anche grazie alle cure visive di Helena Masellis, la quale firma disegni e colori con straordinaria disivoltura per un esordio assoluto in casa Bonelli (preceduto solo dalla splendida cover del Dylan Dog Color Fest del maggio scorso) in cui spesso scompagina i confini della gabbia per affondare in un multiverso di orrori affascinanti quanto letali. Catturato in un vortice d'orrore, tra mondi fantastici, entità sovrannaturali e incubi, il lettore viene condotto per mano attraverso pagine che rompono in maniera decisa ogni schema, ricche di dettagli, dense, curate e spaventosamente ricche di suggestioni narrative e visive, tali da lasciare poi sbalorditi nel finale, metanarrativamente ineccepibile.
Ne Il castello sugli Appennini, Giorgio Giusfredi e Francesco De Stena (con il contributo ai colori di Matteo Vattani) si pongono sulle tracce di Edgar Allan Poe. Un castello, la decadenza della nobiltà che lo abitava e un ritratto di una giovane fanciulla sono gli spunti, ispirati e intriganti, per un racconto che si ricollega alla mitologia dampyriana, essendo incentrato sui vampiri e riprendendo personaggi della serie che inevitabilmente popolano anche queste pagine (uno in particolare, e per chi segue Dampyr sarà facile ipotizzare di chi si tratta). L'inchiostrazione delle tavole di De Stena (autore visto di recente nella ristampa in volume de Il cuore di Lombroso) è accurata e decisamente efficace nel delineare le ombre che popolano l'episodio.

In Danvers Manor invece Mauro Boselli e Alessandro Scibilia mettono in scena i sogni e le paure di Edward Benson, scrittore britannico noto per le sue ghost stories. Ma non è tanto il classico maniero infestato a tenere banco, quanto la difficoltà dello stesso Edward a esprimere i propri sentimenti nel rigido contesto dell'Inghilterra vittoriana, frenato nel suo desiderio di fare coming out e pieno di sogni ossessivi che lo tormentano, come nei suoi libri (dai quali Boselli ha ripreso anche i personaggi di Lucy e Mabel). In poche pagine questa storia racconta un'esistenza intera e spazia fino a descrivere i contorni di un'epoca intera, con i tormenti di una persona che si riverberano nel tempo. Significativo il lavoro di Scibilia nei disegni e nei colori nel rendere realistiche le atmosfere con un taglio cinematografico.

Tocca poi a Michele Cropera (di nuovo con l'apporto di Alessia Pastorello ai colori) rendere visivamente la storia seguente, l'incubo urbano e claustrofobico de I sette volti di Milano sceneggiato da un Giorgio Giusfredi in ottima forma, qui con l'ingrato e complicato ruolo di dover rendere giustizia a uno scrittore che era anche giornalista e pittore, l'immaginifico Dino Buzzati. I mostri di una Milano da thriller psicologico e sanguinolento si concretizzano in pagine suggestive, attraversate dalle parole di una missiva scritta dall'immaginario protagonista, Drugo, pseudonimo dello stesso Buzzati, destinata a Caleb Lost.


A proposito di autori dalla fervida immaginazione, nell'episodio successivo, Prigioniero dei Sargassi, Mauro Boselli è accompagnato da un magistrale Alessandro Baggi, il quale firma tavole pittoriche di notevole bellezza per un episodio che omaggia William Hope Hodgson, scrittore inglese che aveva navigato spesso con la sua fantasia il Mito dei Sargassi, che secondo le leggende celano un cimitero di navi, nel mezzo dell'Atlantico. Un episodio breve da manuale, con un flashback che si concentra sui mari pericolosi e spaventosi, popolati da creature degli abissi.

L'epilogo, ad opera di Mauro Boselli, Nicola Genzianella e Alessia Pastorello, è utile a specificare ciò che accomuna i vari episodi tra loro e a fornire squarci di storie già scritte o ancora da scrivere in una splendida doppia splash page evocativa e colta.


Ottimo dunque l'esordio di questa nuova pubblicazione dampyriana a colori: dietro l'evocativa cover di Matteo Vattani (qui in veste di disegnatore oltre che di colorista), La biblioteca dell'orrore rinvigorisce e rinsalda il legame indissolubile tra la serie ideata da Mauro Boselli & Maurizio Colombo e la letteratura horror e fantastica, al contempo offrendo brevi ma intense rielaborazioni di temi e atmosfere care a molti scrittori, più o meno famosi, della narrativa horror.

E no, non è solo "ciarpame per analfabeti stampato su riviste destinate a intrattenere anime semplici e rozze" come afferma uno psichiatra in un episodio dell'albo. Questo primo Dampyr Color è un prodotto raffinato e intrigante, in grado di appassionare i lettori, non solo coloro che già seguono la serie ma anche i (fortunati) avventori casuali nelle edicole, che potranno trovare refrigerio dalla calura estiva in pagine che ci trasportano nella Biblioteca dei Passi Perduti, affascinante e quanto mai piena di segreti e storie, e in un multiverso di avventure tutte da scoprire.




Dampyr Color # 1 - “La biblioteca dell'orrore”
Sergio Bonelli Editore, luglio 2021
Copertina: Matteo Vattani

Prologo e Il disperso
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Luca Rossi
Colori: Alessia Pastorello

Tsathoggua
Testi: Maurizio Colombo
Disegni e colori: Helena Masellis

Il castello negli Appennini
Testi: Giorgio Giusfredi
Disegni: Francesco De Stena
Colori: Matteo Vattani

Danvers Manor
Testi: Mauro Boselli
Disegni e colori: Alessandro Scibilia

I sette volti di Milano
Testi: Giorgio Giusfredi
Disegni: Michele Cropera
Colori: Alessia Pastorello

Prigioniero dei Sargassi
Testi: Mauro Boselli
Disegni e colori: Alessandro Baggi

Epilogo
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Nicola Genzianella
Colori: Alessia Pastorello

Tutte le immagini © 2021 Sergio Bonelli Editore.

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