Povero Pinocchio

La storia alternativa del bambino di legno realizzata da Alessandro Bilotta ed Emiliano Mammucari


Alla fine degli anni '90, Alessandro Bilotta ed Emiliano Mammucari erano nel gruppo di autori romani che fondò la casa editrice Montego (insieme a Marco Marini, Franco Urru e Mauro Uzzeo). Dalla loro collaborazione e sotto quell'etichetta vide la luce la graphic novel Povero Pinocchio - storia di un bambino di legno, rivisitazione del romanzo di Carlo Collodi.
Nel 2019, per celebrare degnamente i vent'anni dalla pubblicazione originaria, l'opera è stata riproposta da Star Comics (come avevamo già segnalato lo scorso anno nel nostro post sulle opere da non perdere a Lucca Comics & Games 2019) in una nuova edizione rimasterizzata nei colori, con interessanti contenuti extra come le postfazioni degli autori e alcuni articoli relativi alla nascita dell'opera.


"Doveva essere una storia pedagogica; invece Pinocchio, schiena dritta e naso all'insù, mostra al mondo il valore della disobbedienza."
Emiliano Mammucari
(dalla postfazione del volume)

Povero Pinocchio è un buon modo per approfondire gli esordi di due autori che avrebbero segnato in maniera indelebile il fumetto italiano nei due decenni a venire. In questo lasso di tempo, Bilotta ha impostato un percorso autoriale che, da La Dottrina a Valter Buio, da Dylan Dog a Mercurio Loi, lo ha portato a diventare uno degli sceneggiatori italiani con maggior consapevolezza di questo mezzo espressivo. Mammucari, a partire da Orfani e fino ad arrivare alle tante serie della collana Audace della SBE di cui è disegnatore o copertinista o autore di charachter design o ancora supervisore della colorazione, è diventato di fatto un punto di riferimento per un modo innovativo di fare fumetti in Bonelli, a partire dalla pre-produzione e fino ad arrivare al prodotto finito.


Insieme, in Povero Pinocchio Bilotta e Mammucari realizzano una storia intensa, sentita, appassionata, che reinterpreta la fiaba di Pinocchio da un punto di vista inedito e fornendo chiavi di lettura interessanti. La giovane età degli autori permise loro di conservare quell'incoscienza necessaria a confrontarsi con "mostri sacri" come il protagonista della storia immaginata da Collodi, senza restarne succubi.
Lungi dall'essere una banale riproposizione dell'opera originaria, pur nella sua brevità (22 pagine di storia) sfrutta bene le potenzialità dell'arte sequenziale, raccontando in splendide tavole a colori in acquerello il rifiuto di crescere di un bambino di legno e non solo.


Come suggerisce nella postfazione lo stesso Bilotta, la voglia di Pinocchio di non fare quello che gli altri si aspettano da lui è anche l'anima di un certo modo di intendere la creatività. Come un bambino dopo essere stato un burattino scopre la libertà di una vita senza fili, così la creatività deve essere una "passeggiata non programmata", un cammino senza un apparente scopo preciso e premeditato, salvo poi trovare il modo di rendere piacevole e affascinante il viaggio.
Bilotta indica di aver subìto, più o meno consciamente, l'influenza e il fascino delle opere di Francesco Nuti, Carmelo Bene, Edoardo Bennato, Tatsuo Yoshida e Jacovitti, rappresentazioni difformi tra loro non solo perché appartenenti a media differenti ma anche per i significati attribuiti al personaggio e alla sua crescita. Perché l'opera di Bilotta e Mammucari, riletta vent'anni dopo, rappresenta una sorta di manifesto programmatico di un gruppo di autori che, piuttosto che ripercorrere strade già battute, ha deciso di seguire percorsi inediti.
Proprio come quel bambino di legno.

Il sommo Audace


Povero Pinocchio - storia di un bambino di legno
Star Comics, 2019

Testi: Alessandro Bilotta
Disegni, colori e cover: Emiliano Mammucari

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