Fumetti straordinari con applausi veri



Di fronte alle opere di questo livello, gli encomi, i complimenti, le parole si sprecano. Gipi è un narratore del quale dobbiamo essere orgogliosi di poter condividere l'epoca storica, perchè come lui, capaci di raccontare l'introspezione, l'emotività, il dramma, il dolore, ma anche la gioia umana, ce ne sono pochi (e a dirla tutta ora non me ne vengono in mente altri).

Parlare con spirito critico del suo lavoro diventa difficile, soprattutto per chi - come chi scrive - non è certo di avere gli strumenti necessari per farlo. Certo è che soffermarsi sui suoi disegni, che ogni volta sembrano migliori di quelli del lavoro precedente, sembra superfluo. Concentrarsi sulla scelta delle parole utilizzate e finalizzate al racconto è un esercizio banale. È tutto così semplice, spontaneo, ma allo stesso tempo così appropriato. Quindi niente.


Momenti straordinari con applausi finti è l'ultima opera di Gipi, sicuramente quella che per il mondo del fumetto contraddistinguerà questo 2019 ormai agli sgoccioli. Non c'è niente da dire su un'opera di questo tipo, perchè sarebbe come recensire una confessione di un caro amico che una sera, in un bar buio, col Natale alle porte, decide di raccontarti la sua storia, o meglio la storia del suo dolore, dei suoi rimpianti e delle sue sconfitte.
E ad un amico che ti apre il cuore, non puoi che regalare un abbraccio e dire "grazie".



Grazie per aver dato voce a chi sembra non soffrire mai, a chi si mostra cinico e distaccato, a chi non si lascia scalfire dagli eventi e dalle sconfitte.

Grazie per averci resi un poco più umani, per aver trovato le non-parole giuste per raccontare i silenzi, per bagnare le lacrime asciutte, per ascoltare le urla mute.

Grazie per aver spiegato a tutti che i mostri esistono, che sono tra noi, ma spesso non fanno male a nessuno, cercano solo di sopravvivere, andare avanti un altro giorno lasciando a poco a poco il dolore che provano nei giorni che passano.

Grazie perché la solitudine condivisa è meno solitudine e ritrovarsi tra umani imperfetti ci rende meno disumani.

Grazie per l'inchiostro nero o l'acqua tinta, che raccontano quello di cui siamo fatti. Luci e ombre, inchiostro denso o acqua fluida, sorrisi pastello e lacrime nere.


E poco importa se alla fine del libro ci hai ridotti in frantumi, con gli occhi lucidi e la gola annodata, perchè ne è valsa la pena. E immagino che per un autore di storie, scritte, disegnate, filmate, cantate, sia la cosa migliore che possa accadere. Fare in modo che il tempo investito in quel racconto non sia tempo perso.

Raccontaci ancora, Gianni, raccontati ancora. Con delicatezza, con le parole che vuoi, ma fatti ancora portavoce di quello che abbiamo dentro, di tutto il dolore che non sappiamo esprimere o delle cazzate che ci vergogniamo di dire, raccontaci ancora. E che diventi un sollievo, per tutti, sentirci un po' meno merde e più semplici esseri umani, quasi persone.

Raccontaci, per scoprire cosa vuol dire quella cosa che sentiamo dentro, che ci succede quando i capelli iniziano ad ingrigire e la schiena a farci male. Raccontaci per darci modo di dare un nome a quello che succede quando si diventa grandi.

Fosco 



Momenti Straordinari Con Applausi Finti
Gipi

Editore: Coconino Press | 2019
Collana: Coconino Cult
Numero pagine: 176, a colori, formato 21,5 x 29 cm, cartonato
ISBN: 9788876185236

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