Tex #695 - L'ultima vendetta

I settant'anni della giustizia di Tex


L'occasione è di quelle che non capitano tutti i giorni e il team di autori coinvolti è quello dei sogni. La copertina firmata dal maestro Claudio Villa, strepitoso istant classic, è da inserire direttamente nelle antologie del fumetto tricolore. La storia, autoconclusiva e avvincente fino all'ultima delle 110 pagine, è scritta dal curatore della serie nonché penna più prolifica di via Buonarroti, Mauro Boselli. I disegni, cinematografici nei campi lunghi e introspettivi nei primi piani, arricchiti dai sapienti colori di Oscar Celestini, sono opera di colui che ha introdotto nel fumetto il concetto stesso di epica western, ovvero il maestro Giovanni Ticci. Il numero dell'albo, il 695 della serie regolare, è un primato difficilmente eguagliabile dal 99,9% delle serie pubblicate oggigiorno a livello mondiale.
Sì, avete capito bene, stiamo parlando dell'albo celebrativo dei settant'anni di vita editoriale del mitico Tex Willer.




Il leggendario ranger del Texas, nato dalla mente di Bonelli padre e dalla matita di Aurelio "Galep" Galleppini, continua imperterrito a battere i sentieri polverosi del vecchio West e delle edicole (e delle librerie) italiane in cerca di criminali da arrestare, prepotenti da rendere umili, innocenti da aiutare e vecchi conti da chiudere. Al suo fianco, come sempre, l'altrettanto straordinario Kit Carson, alias Vecchio Cammello, il fedele pard di mille e una avventura, Kit Willer, il suo unico figlio, degno erede e continuatore delle tradizioni di famiglia e Tiger Jack, impareggiabile segugio nativo americano, silenzioso e prezioso come un'ombra.

Per l'albo di settembre, Mauro Boselli ha orchestrato una trama complessa utilizzando l'espediente narrativo del racconto intorno al fuoco di un avvenimento passato del nostro eroe. La storia è pienamente inserita nei canoni della classicità, impreziosita dalle chine di Giovanni Ticci, uno degli artisti più rappresentativi di Tex: come è nel suo stile, il maestro senese utilizza pochi e preziosi tratteggi per rappresentare scene e personaggi in maniera espressionistica più che iperrealistica, lavorando di sintesi e d'atmosfera.


Sul sito Bonelli sono queste le parole scelte per presentare la storia:

"Un vecchio rivale dei tempi del rodeo… Un nemico dimenticato…


Kit salva un ragazzo Pima aggredito nella riserva Navajo… E Tex rievoca i tempi in cui, concorrendo nel rodeo di Laredo, cercava di strappare la palma di campione al famoso Moss Keegan… La rivalità tra loro sfocia in aperto scontro. Braccato dalla legge per colpa del bieco sceriffo Mallory, Tex ritrova Keegan sulla sua strada. Come amico o come nemico? E riuscirà Tex a compiere l’ultima vendetta su Mallory, complice degli assassini del fratello Sam?"

Come è possibile intuire dalla sinossi, in questa storia sono presenti tutti gli elementi che hanno reso Tex immortale, ma a dominare su tutti gli altri (e leggendola ve ne accorgerete) è il senso di profonda giustizia di cui Aquila della Notte si fa incarnazione. 
C'è un dialogo, in particolare, che non colpisce il lettore certo per la sua portata di novità ma, al contrario, per la sua potente carica persuasiva. È quello tra Tex e i suoi amici in merito alla decisione di soccorrere i Pima. Il giovane Kit dice: "Ci andiamo a toglierlo dai guai, vero?". Suo padre gli risponde con quella che può essere, a ragione, definita la frase più rappresentativa di tutto ciò in cui Tex crede: "Abbiamo mai rifiutato una richiesta d'aiuto?...".



Ed è proprio in questa domanda retorica e nei tre puntini di sospensione che la seguono (che stanno a rappresentare simbolicamente tutte le imprese portate a termine nell'arco di settant'anni) che troviamo tanto l'uomo quanto il personaggio Tex Willer.

Un altro momento da custodire gelosamente nel cassetto dei ricordi più cari legati ad Aquila della Notte è quando il nostro, che sta ripassando a suon di cazzotti il mascalzone di turno (il malcapitato agente indiano corrotto), ha uno scambio di battute memorabile col vecchio Kit:
"Eppure non è la prima volta che ci capita, Satanasso! Il gregge umano ha le sue pecore nere..." gli fa notare Capelli d'argento. "È così!..." gli risponde il nostro eroe, "Ma non riesco a farci l'abitudine! È più forte di me!" e poi un pugno, l'ennesimo, assestato in pieno volto, e il peregrino che sta assaggiando la giustizia di Tex vola attraverso i vetri rotti della finestra del suo ufficio.



Ecco: questo è Tex e questa è la sua giustizia. E noi siamo qui, felici, a festeggiarlo e ad ammirarlo, con la speranza di continuare a leggere le sue imprese, almeno per altri settant'anni!
Viva Tex e viva chi continua a realizzare le sue storie con la stessa passione originaria.

Rolando Veloci
(con l'impercettibile collaborazione del Sommo pard)



TEX “L'ultima vendetta”
NUMERO: 695
DATA: settembre 2018
SERGIO BONELLI EDITORE

COPERTINA: Claudio Villa
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Mauro Boselli
DISEGNI E CHINE: Giovanni Ticci
COLORI: Oscar Celestini




Tutte le immagini © 2018 Sergio Bonelli Editore.

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