Letture Audaci #16

Mani nude, Capitan America #101, Royal City vol. 2

Torna la rubrica delle Letture Audaci: brevi pareri su fumetti di recente uscita. In questa puntata spazieremo da Mani nude, romanzo a fumetti Bonelli (realizzato da Paola BarbatoPaolo Armitano e Davide Furnò), all'albo spillato di settembre di Capitan America, con l'esordio di un nuovo arco narrativo sceneggiato da Mark Waid, per concludere con uno sguardo sul secondo (e di nuovo splendido) volume del Royal City di Jeff Lemire, con tanto di copiose citazioni musicali.
Non ci resta che augurarvi, come sempre, buone letture!


Mani nude - Romanzi a fumetti #39 di Paola Barbato, Paolo Armitano e Davide Furnò (SBE)

Dal libro noir di Paola Barbato, vincitore del Premio Scerbanenco nel 2008, nasce questo adattamento a fumetti, presentato originariamente in edizione da libreria durante la scorsa Lucca Comics & Games e riproposto ora in edicola nella collana Romanzi a fumetti.
La trasformazione del sedicenne Davide Bergamaschi nel feroce assassino chiamato Batiza viene narrata in maniera cruda, brutale, senza fare sconti. Un meccanismo a orologeria che trascina protagonista e lettore in un vortice di violenza e tragicità. Una storia in tre parti sceneggiata abilmente, che non si riesce a smettere di leggere fino alla fine, nerissima e intensa. Importante per la riuscita complessiva la resa visiva, sporca ed efficace, del duo formato da Paolo Armitano e Davide Furnò, due autori che già ci hanno regalato in passato in ambito bonelliano prove di rilievo su CassidySaguaro e Dylan Dog.
Un pugno allo stomaco e un colpo al cuore, contemporaneamente. A mani nude.



Capitan America #101 di Mark Waid, Leonardo Romero e AA.VV. (Panini Comics)

Per un ciclo che termina (quello che vedeva ai disegni della testata principale Chris Samnee) uno ne comincia. In comune rimane lo scrittore Mark Waid, per l'occasione accompagnato prevalentemente da Leonardo Romero, illustratore dallo stile mooolto simile a quello del suo predecessore (ma forse leggermente meno d'impatto compositivo) e da altri due grandissimi nomi del fumetto americano come Adam Hughes e J. G. Jones, che hanno avuto il compito di lavorare sulle tavole "flashback". Nel nuovo ciclo appena iniziato, infatti, Mark Waid si basa proprio sul concetto intrinseco di Capitan America nel tempo, nel passato che tutti conosciamo e nel futuro che ci è ignoto. Quanto una figura come quella del Capitano può influire sulla società, sull'evoluzione culturale, antropologica, persino biologica di un intero universo? Parecchio, stando al racconto di Jack Rogers, storico e barbuto discendente del nostro, che ci presenta un futuro florido, paritario, prospero, ma non del tutto perfetto. Già, perché proprio Jack, alla ricerca di una cura per la misteriosa malattia di suo figlio Steve, si trova davanti a una brutta verità che rischia di mettere in ginocchio la Terra e l'intero universo. Abbandonate le trame più lineari dei numeri precedenti che hanno "riabilitato" la figura del Capitano, Waid getta le basi per un racconto basato su più livelli temporali ma continua a tenere la figura di Capitan America fuori da un tempo ben definito, come a voler sottolineare l'immortalità del personaggio e di quello che rappresenta, che non varia di importanza e significato al di là del periodo storico in cui viene calato, sia esso il presente o un più o meno lontano futuro.
Comincia qui anche una serie di copertine realizzate dal grande Michael Cho, artista molto pop, allievo della scuola di Darwin Cooke (come Samnee e Romero, del resto) che gioca molto a definire le sue icone con giochi di neri pieni e colore, rendendo il logo della testata parte integrante dell'illustrazione con effetti grafici interessanti. Per il sottoscritto, sicuramente un valore aggiunto all'albo.




A margine, Tales of suspense, che vede il Soldato d'inverno e Occhio di falco in un team-up davvero insolito, si sta rivelando una lettura piacevolissima, dai ritmi incalzanti e i dialoghi spassosi, impreziositi dal forte contrasto delle personalità dei due protagonisti. 
Ne riparleremo!


Sonic Youth - Royal City vol. 2 di Jeff Lemire (Bao Publishing)

La malinconia, i ricordi, la musica, l'adolescenza.
Jeff Lemire, autore costantemente in bilico tra l'indie e il mainstream, con Royal City ha realizzato un progetto personale ambizioso e potente, una storia familiare tra fantasmi del passato e problemi del presente. Un affresco caratterizzato da una rara intensità, che lo ha confermato come una delle voci più interessanti della sua generazione.
Se nel primo volume, ambientato nel presente, i vari componenti della famiglia Pike si confrontavano con il fantasma di Tommy, prematuramente scomparso in circostanze ancora poco definite, nel secondo ciclo narrativo, programmaticamente intitolato Sonic Youth (riprendendo il nome del gruppo alternative/noise rock statunitense), si torna indietro all'anno 1993 per raccontare l'adolescenza dei fratelli Pike e gli eventi che avrebbero segnato per sempre l'intera famiglia.
L'ambientazione della provincia americana negli anni '90 (nello specifico in questa immaginaria cittadina del New Jersey) permette a Lemire di descrivere un contesto complesso e credibile. L'autore coglie cosi l'occasione per approfondire la caratterizzazione dei vari personaggi ma anche per inserire elementi autobiografici legati al suo passato. Molto belle alcune tavole piene di lirismo e malinconia, così come gli inserti in prosa tratti dai quaderni di Tommy, un modo per progredire nella narrazione ma anche per renderla più personale, intima.
In alcuni passaggi con stile asciutto ai disegni Lemire mostra ricordi e visioni, immagini sbiadite che attraversano i pensieri e diventano quasi tangibili.
L'autore canadese dimostra insomma di avere tanto da dire e di riuscire a farlo nel modo più coinvolgente possibile.


N.B. Le variant cover dei singoli albi riprendono le copertine di album significativi dell'alternative rock anni '90: le abbiamo raccolte qui, divertendoci ad accostarle alle cover citate (autori: Jeffrey Brown, Emi Lenox, Nate Powell, Ray Fawkes, Dustin Nguyen).






Il sommo audace & Fosco

Arrivederci alla prossima puntata!

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