La Compagnia dell'Indie 26 - Luca Genovese, Urar e il tempo che passa

Intervista a Luca Genovese, fumettista che spazia tra mainstream, indie e autoproduzioni, in vista della sua partecipazione alla Microeditoria del fumetto


Il 4 ottobre 2026 torna la Microeditoria del fumetto, una rassegna speciale con market delle autoproduzioni e degli editori indipendenti, mostre, talk e tante e tanti ospiti. Quest'anno siamo media partner dell'evento e per l'occasione gli dedichiamo questa puntata de La Compagnia dell'Indie, il nostro spazio corale dedicato all'esplorazione della scena indie fumettistica contemporanea.

Abbiamo infatti intervistato Luca Genovese, protagonista al festival di una mostra che proporrà in anteprima anche le tavole di Urar, il suo nuovo fumetto in uscita il 14 ottobre per la collana Finestrini di MalEdizioni.

Ma prima, come sempre, diamo spazio alle segnalazioni di festival, nuove uscite, crowdfunding e altro. È, ancora una volta, il nostro modo per continuare a farvi orientare nell'intricata e affascinante scena indipendente.

FESTIVAL E MOSTRE

Il 2, 3 e 4 ottobre torna Bada Festival, a Roma,al C.S. Brancaleone. Fumetti, illustrazioni, workshop e molto altro. Ulteriori informazioni qui.


Il 3 e 4 ottobre a Trento c'è la nuova edizione di Ruvido Festival, il Festival imperfetto dell'illustrazione (ne avevamo parlato qui), quest'anno incentrato sul tema della sindrome dell'impostore. Maggiori info qui.


Dal 3 al 31 Ottobre 2026 è in programma Acqua sporca e pali in faccia, la mostra personale di studiopazzia al Buscaglione, Padova.
“Ho raccolto una serie di illustrazioni realizzate nel corso degli anni. Rappresentano il paesaggio polesano, i film che ho visto, i libri letti e i personaggi che hanno dato forma ai miei fumetti. L’acqua sporca è quella usata per realizzare questi disegni, la stessa acqua che riempie i fossi della campagna che rappresentano.” 
Inaugurazione sabato 3 ottobre alle 18.


Come dicevamo in apertura, il 4 ottobre 2026 torna la Microeditoria del fumetto, una giornata speciale con market delle autoproduzioni e degli editori indipendenti, mostre, talk, stampe d'artista e buona compagnia. Anche quest'anno sarà a Palazzolo sull'Oglio, in provincia di Brescia, alla Villa Damiolo. Qui l'annuncio e trovate il resto anche su Ig.




NUOVE USCITE E CROWDFUNDING

Al Treviso Comic Book Festival è stata presentata in anteprima La Raccolta di Stagnola 3. Un volume antologico del collettivo omonimo di 86 pagine racchiuso dalla splendida copertina di Marcello Nicolella.


Un’altra, splendida, antologia. Questa volta è il turno di Keeper, la nuova opera di Bangarang!Comics.




Tutto sommato è la nuova rivista trimestrale a fumetti a cura di GiaTra. Il numero zero è stato presentato sia al Treviso Comic Book Festival che alla Microeditoria del fumetto e sono già previsti abbonamenti.


Delaram Ramezanian pubblica Guardian Angel, storia di Benedict, un giovane narcotrafficante che si ritrova a dover convivere con il fantasma di una ragazzina di quattordici anni che il giovane aveva ucciso a causa di un incidente d’auto.


Di Jintarapran e Soldo di cacio è Insetti Nei e… Demoni la FanZine Pop-up di Moleste. Anche questa, dopo il Treviso Comic Book Festival, sarà disponibile alla Microeditoria del fumetto.


Trottole M è il primo fumetto autoprodotto realizzato da Federico Beghin: "Le leggendarie e uniche Trottole M! I mostroni! I cartoni animati e il misterioso Duilio! Ma fai attenzione a ciò che desideri!".





INTERVISTA

Luca Genovese è fumettista e disegnatore.
Nei primi anni Duemila ha fondato insieme a Luca Vanzella l’etichetta indipendente Self Comics.
Ha lavorato con numerosi editori e su serie come John Doe, Orfani, Dylan Dog, K-11 e Chanbara, oltre ad aver realizzato con Luca Vanzella Luigi Tenco – una voce fuori campo e Beta.
La sua opera più recente da autore unico è Urar, albo in uscita per MalEdizioni nella collana Finestrini e che sarà presentato alla Microeditoria del Fumetto (anche in mostra), una storia che, nelle sue parole, "parla di un ritmo che si può ballare o anche non ascoltare, parla di meccanismi di carne e di quelli di ferro, di un orologiaio che ci mette le mani".


Urar ha un tocco delicato, è un fumetto che non spiega. Come in una passeggiata, si fa scoprire. Che rapporto hai col tempo che passa?
Sicuramente non un rapporto conflittuale, ma non ci penso molto. A volte è il tempo che passa che si palesa con la forza dei cambiamenti che vedo o sento in me o attorno a me, allora in quel caso lo guardo, lo ascolto e lo prendo in considerazione.

Il protagonista ha una sua velocità: le cose che gli accadono, le persone che incontra sembra quasi che gli “cadano” addosso. Ma lui non le respinge, le accoglie. In un momento storico come questo, secondo te perché molte persone hanno deciso di chiudersi in sé stesse?
È vero, Lenny (il protagonista, anche se mai nominato) vaga e lascia che le cose e le persone che vede e incontra lo stupiscano, lo coinvolgano, un po’ sì, sembra che gli cadano addosso, ma probabilmente è lui che vagabondando e rimanendo disponibile alla scoperta si fa incontrare da queste persone o da queste cose. Rimanere aperti e disponibili a farsi attraversare è una pratica non facile, per un orso come me poi, ma è necessaria; e a volte non ti fa niente, non ti arricchisce, a volte ti annoia o anche ti fa incazzare, altre volte impari un sacco di cose. Ho incontrato molte persone in questo modo, anche per poco tempo, e tutte hanno lasciato qualcosa da conservare nella mia personale wunderkammer mentale.
Per provare a risponderti beh non so, personalmente non riesco a guardare questo momento storico e dire toh, che chiaro questo momento storico! No, non ci capisco un cazzo e a guardarlo penso possa fare anche paura, o sfiducia. Non so se e come le persone si chiudono, io so che lo faccio, per motivi svariati, e quando me ne accorgo faccio esercizio di apertura, così qualcosa entrerà, magari solo un po’ d’aria, il profumo di una cena, o qualche randagio inaspettato. Vediamo.


Questa non è la tua prima storia breve: cosa ti affascina della narrazione del racconto racchiuso in poche pagine rispetto alle narrazioni più ampie?
Amo le storie brevi. Venendo dall’esperienza di Self Comics e avendo comunque sempre fatto storie brevi con le mie pubblicazioni (Della nebbia e altre storie, Zero zélo etc.., ma anche lo scorso Graziella per i Finestrini di Maledizioni era un piccolino di 24 pagine) è un formato in cui mi muovo agilmente e mi sento più in controllo di quello che sto raccontando, magari la storia che ho in mente starebbe anche in più pagine con più respiro o un altro passo narrativo, ma mi piace comprimere, tagliare e sintetizzare fino a renderle asciutte anche in numero di pagine. Le storie più ad ampio respiro non ne ho mai fatte (se consideri le 60 pagine di Ferragosto una quantità “ampia” allora sì, ma solo quella) anche se ne ho una sempre #NorMaLe che sta sul cassetto da un po’ e che sta uscendo fuori. URAR mi è servito anche per rompere il ghiaccio con la mia scrittura, è un inizio.
Ad esempio questa altra storia me la immagino lunga, ma non so di quanto sarà. In più c’è da dire che ho un po’ di difficoltà personale con gli ordini di grandezza, nel senso che non li riesco a quantificare: ovviamente so che 200 è più di 20, ma se penso a una storia non riesco a pensare “ho bisogno di tot pagine”, vedo poi quanta roba viene fuori e quanto spazio mi serve man mano. Funziono male anche con domande tipo “quanti abitanti ha..”, “quanto distante..” robe così. Con l’orario invece sono buono, sarà un po’ di deformazione professionale.


Alla Microeditoria del fumetto sarai protagonista di una mostra. Cosa ci sarà esposto e cosa rappresenta per te la mostra?
Sarà esposta una selezione di tavole tratte proprio da URAR che sarà presentato ufficialmente durante il festival, anche se l’albo è già stato presente in anteprima al TCBF.
È da molto tempo che non espongo qualcosa e l’idea della mostra mi emoziona, è una piccola finestra sulla mia recente produzione e l’occasione di mostrare tavole di un lavoro a cui tengo molto, e magari invogliare qualche visitatore a passare al banchetto a conoscermi e leggersi l’opera intera.

Sei un artista che ha lavorato e lavora a vari livelli nell’editoria a fumetti italiana, tra mainstream, indie e autoproduzioni. Quali sono i vantaggi a muoversi tra vari ambiti?
Forse la possibilità di esplorare e trovare sempre uno spazio adeguato a questa o quell’altra idea senza dover per forza stare in uno o l’altro ambito, oltre che la possibilità di incontrare e conoscere e lavorare con realtà sempre a loro modo stimolanti. Il che ha i suoi pregi e i suoi difetti. È vero anche che tutte le volte è un partire da capo, riproporsi magari con una cosa completamente diversa da quella precedente, può essere spiazzante per un editore o anche per il lettore che non sa mai cosa aspettarsi o quando, o esserlo per me che a volte faccio fatica a seguire il filo di una produzione così frastagliata. Quest’anno pubblico un albo personale per Maledizioni, una videocassetta illustrata per Tinals e un episodio di Chanbara per Bonelli, tutto scollegatissimo ma a me piace così.


Alla luce della tua esperienza, ti va di darci il tuo parere sulla situazione attuale dell'editoria in Italia?
Chi ha spento la luce??


Intervista a rubrica a cura di Giuseppe Lamola e Luca Frigerio
 



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