Fiore - L’importanza della propria identità

Tra dubbi e certezze, torna il maestro Taiyō Matsumoto con una nuova opera

In occasione di Lucca Comics & Games 2026, Coconino Press pubblica un’opera del maestro Taiyō Matsumoto: Fiore.

Anche in quest’opera il maestro Matsumoto riassume in poche pagine i temi a lui cari e affrontati in molte opere. Primo fra tutti, troviamo il rapporto di fratellanza/amicizia tra i due protagonisti, Yuri e Tsubaki. Anche in questo caso, come in Ping Pong, al centro del rapporto tra i due protagonisti c’è una fratellanza - ma si potrebbe sostituire il termine con amicizia - mascherata da una rivalità. In Fiore però, questa componente competitiva è molto meno presente, al punto che svanisce senza una “resa dei conti” classica, come invece avviene in Ping Pong. L’altro elemento caratteristico dell'opera, presente anche in Number 5, è l’ambientazione. L’opera è ambientata in un contesto storico che, per certi versi, sembra affine a quello distopico. 

Fiore è ambientato, presumibilmente, in un lontano passato del Giappone, quando ancora c’era, da parte della popolazione, una forte credenza nell’esistenza degli dei e spiriti. Questi vengono “lodati” attraverso una danza rituale effettuata insieme all’utilizzo di una maschera. La danza e la realizzazione delle maschere sono affidate proprio alla famiglia dei due protagonisti; fin da subito, l’autore spiega al lettore lo stato delle cose: tutti preferiscono le maschere di Yuri, perché ritengono che quest’ultimo sia nato proprio per creare maschere. Secondo la tribù, Tsubaki non ha lo stesso talento di suo fratello maggiore.

Grazie a questo incipit ci avventuriamo in una storia che, attraverso un’ambientazione quanto mai folkloristica, verte sull’approfondire l’animo di Tsubaki e l’importanza di trovare la propria identità, indipendentemente da quello che credono le persone che ci circondano.

Per chi conosce Matsumoto solo attraverso opere come Ping Pong o Sunny, Fiore risulterà una lettura abbastanza imprevista. In quest'opera, infatti, Matsumoto adotta una narrazione molto lineare, priva di lunghe disamine e momenti di contemplazione. Il ritmo è incalzante e non ci sono mai momenti di distensione, ma nemmeno di particolare frenesia. Questa costanza rimane per tutta la lettura, che però risulta molto diverso dalle due opere sopracitate. Sicuramente anche a causa della diversa lunghezza dell’opera: sia Ping Pong che Sunny sono serie da, rispettivamente, 5 e 6 volumi; Fiore invece è composto da un solo volume da 90 pagine. È un fattore che permea inevitabilmente la struttura narrativa, che non può permettersi troppe divagazioni. 

Collegato a quanto appena detto, è da evidenziare una totale sproporzione nell’analisi tra i due protagonisti. Se, da un lato, Yuri gode comunque di un approfondimento abbastanza esaustivo, lo stesso non si può dire di Tsubaki. Quest’ultimo, nel complesso, risulta quasi una comparsa necessaria per dare maggiore profondità a Yuri. A sostegno di quanto appena detto, Tsubaki non gode nemmeno di un momento dedicato o particolarmente importante, al punto che il personaggio non ha nemmeno un vero e proprio finale. Se con Yuri si chiude il quadro della sua storia, lo stesso non vale per Tsubaki. Il lettore non sa come andrà avanti la sua storia, che dà un senso di incompiutezza. Il lettore avverte una sensazione di troncamento nell’analisi del personaggio.

L’aspetto grafico è sicuramente il punto forte dell’opera. Lo stile di Matsumoto è sempre incantevole e ha un effetto quasi ipnotico. Il lettore si troverà spesso ad ammirare la bellezza delle splash page, caratterizzate da un tratto finissimo che, attraverso un fitto tratteggio, emana un’incredibile sensazione di profondità. La bellezza del tratto del maestro non si manifesta solo nelle splash page, ma anche nelle “normalissime” vignette. Matsumoto ha ormai abituato i suoi fan al suo uso molto particolare dei primi piani. Questi molto spesso inquadrano i personaggi leggermente sotto il mento. Spesso i protagonisti delle varie scene sembrano guardare il cielo, anche quando sono dentro un edificio. Anche in Fiore questa impostazione dei primi piani è ampiamente presente e permette, come nelle altre opere, di ammirare tutti i dettagli dei volti.

Fiore è un’opera caratterizzata da disegni molto scuri, per stessa natura della storia, ambientata molto prima dell’invenzione dell’elettricità. Per questo motivo, il lettore si troverà spesso in situazioni di poca luce. Nonostante questo però i personaggi sono sempre ben illuminati attraverso delle luci perfettamente logiche e plausibili. Anche in questi dettagli, si nota quindi la grande maestria dell’autore e la sua attenzione ai dettagli di coerenza narrativa e logico-visiva.

Fiore non è sicuramente il manga perfetto per chi vuole approcciarsi all’autore per la prima volta.  La stessa Coconino ne è ben consapevole. Non è un caso se un volume da 90 pagine viene venduto a €22 (25 per l’edizione variant per Lucca Comics & Games). Nonostante la scelta sicuramente poco accessibile per chi non conosce l’autore, i lettori che hanno già avuto la fortuna di conoscere Matsumoto sicuramente non disdegneranno anche quest’opera. Fiore rimane quindi un'opera minore rispetto ad altri manga di Matsumoto, ma rappresenta comunque una storia di alta qualità e che farà contenti i lettori appassionati del maestro.

Giosuè Spedicato


Variant cover.


Fiore
(Titolo originale: Hana)


Testi e disegni: Taiyō Matsumoto
Traduzione: Paolo La Marca
Casa editrice: Coconino Press
Collana: Doku
Data di pubblicazione: 30/10/2026
Formato: Brossurato
Prezzo: €22

Post più popolari