Le letture del mese 10 - agosto 2026

Cosa legge la redazione audace? Ecco sei fumetti che abbiamo letto nelle scorse settimane e di cui abbiamo finalmente modo di parlare

Ci sono fumetti che leggiamo ma di cui non abbiamo modo, per un motivo o per un altro, di parlare in maniera ampia. Opere che finiscono in un limbo, spesso immeritatamente, e che invece desideriamo trattare, anche solo per poche righe. Possono essere fumetti appena usciti o recuperi o ristampe o semplicemente volumi che attendevano da tempo sul comodino il loro momento.

Così, per dare spazio a ciò che legge la redazione, abbiamo pensato a un apposito spazio corale dal titolo Le letture del mese: brevi recensioni di fumetti sui quali pensiamo di avere qualcosa da dire.

Buone letture!


I doni di Ananke di Sabrina Gabrielli (Tunué)

Nel mondo governato dalla dea Ananke, il destino degli esseri umani non è avvolto dall’incertezza, ma viene rivelato dagli Oracoli. Bastone, Anello, Specchio e Coppa custodiscono infatti la conoscenza dell’anima, dei legami e della morte, trasformando ogni Visione in un destino imposto e incontestabile.
Sabrina Gabrielli costruisce intorno a questa premessa una fiaba corale ambientata in un mondo d’inizio Novecento, nel quale cinque vite finiscono per incontrarsi: un uomo senza memoria, un bambino che non può crescere, una donna insofferente al proprio ruolo, una custode schiacciata dal senso di colpa e una madre in cerca di riscatto attraverso il proprio figlio. Ad accomunarli è il desiderio di riprendere in mano la propria vita, anche quando significa mettere in discussione l’ordine su cui poggia l’intero regno.
I doni di Ananke mette sul tavolo temi importanti come l’autodeterminazione, la memoria, la perdita e la spiritualità, attraverso un immaginario ricco di simboli e suggestioni fiabesche. La storia è sostenuta da un lavoro grafico dettagliato, con una copertina d’ispirazione barocca e un volume di dimensioni considerevoli. I colori sono uno dei punti di forza del fumetto: accompagnano la narrazione, ne scandiscono il ritmo attraverso blocchi cromatici e aiutano il lettore a orientarsi nei numerosi salti temporali.
I doni di Ananke è un’opera ambiziosa, con un comparto grafico convincente e curato, che nasce anche dall’esperienza del lutto e affida alla memoria il legame con chi non c’è più.

Carlotta Bertola


L’ora del caffè di Tetsuya Toyoda (Bao Publishing)

C’è chi lo preferisce amaro, chi con il latte, chi tosta personalmente i chicchi e chi lo beve tutto d’un fiato solo per tenersi in vita fino al prossimo. In questa raccolta di storie brevi, pubblicata in Italia da Bao Publishing, i protagonisti immaginati da Tetsuya Toyoda non si conoscono, ognuno di loro è alle prese con il proprio microcosmo e in comune hanno solo una cosa: il caffè.
In ogni racconto la bevanda assume un ruolo diverso, a volte è al centro dell’azione, altre è poco più di un easter egg da trovare, mentre i personaggi si muovono tra momenti di leggerezza e attimi di introspezione.
In questo manga autoconclusivo non troverete nessun dramma inutile o trama complessa, solo la vita messa in scena nella sua semplicità, con un ritmo che vi darà modo di apprezzare con calma ogni dettaglio sulla pagina. Insomma, uno slice of life da godersi in pausa caffè.
Toyoda, classe 1967, è stato profondamente influenzato dall’opera di Taniguchi Jirō. Ha debuttato nel 2003 con Goggles, vincitore del Grand Prize all’Afternoon Shiki Prize Summer Contest. Le sue opere successive (Undercurrent e L’ora del caffè) l’hanno portato nel 2020 a essere selezionato per illustrare la copertina di First Person Singular, la raccolta di racconti di Haruki Murakami.


Priscilla Pili


L’ispettore Coke di Dino Battaglia, con
Bepi Vigna e Corrado Roi (Sergio Bonelli Editore / Lo Scarabeo)


Se non conoscete Dino Battaglia e i suoi lavori siete messi male, ma molto male.
Breve ripasso su uno dei giganti del fumetto mondiale: attivo dal primissimo dopoguerra fino ai primi anni ottanta, collaborò con editori argentini, inglesi e italiani.
Famoso per le versioni a fumetti di alcuni classici della letteratura, da Moby Dick alle opere di Lovecraft o Poe, sempre con il suo tratto elegante e raffinato, ma mai fine a se stesso; fu una colonna dei fumetti per ragazzi, prima come collaboratore col Corriere dei Piccoli e successivamente anche con Il Giornalino, passando per la Bonelli fino alla rivista Alter Alter dove creò la sua prima opera seriale, L’ispettore Coke.
Disilluso poliziotto di Scotland Yard - che, per chi scrive, è stato seminale per un fumetto che uscirà qualche anno dopo, Dylan Dog - sarà il protagonista di tre storie; l’ultima, purtroppo, rimasta incompiuta a causa della morte di Battaglia: in questo volume la trovate completata da Bepi Vigna ai testi e Corrado Roi ai disegni.
Sono storie figlie del loro tempo per quanto riguarda i testi, ma le tavole… le tavole sono di una bellezza sconvolgente. Impostate su un classico tre strisce all'italiana, reinterpretato dall’artista con un uso magistrale del bianco e nero che dona un effetto etereo alle vicende. Personaggi che vivono nello spazio bianco della pagina rompendo griglie e vignette.
Un lavoro di qualità eccelsa che dovrebbe essere letto da chiunque voglia fare questo lavoro o da chi apprezza la qualità, in un’epoca di sciatteria come la nostra.

Luca Frigerio

Esistere di Lafabbricadibraccia

Esistere è una raccolta di storie brevi (in alcuni casi brevissime) che spaziano dall’esistenzialismo allo humor nero. Animaletti antropomorfi, che nell’aspetto ricordano gli Happy Tree Friends, raccontano i drammi del nostro tempo con lucido pessimismo e, talvolta, trovano nei ricordi di giorni felici la forza per andare avanti.
Lafabbricadibraccia utilizza il fumetto per provare ad analizzare il mondo che ci circonda, armando i propri personaggi dall’aspetto innocente e infantile di un umorismo cinico e adulto.
I protagonisti di questa raccolta parlano di traumi subiti e mai superati, di perdite, amori finiti, stress lavoro-correlato e d’illusioni a cui si sono aggrappati per tirare avanti.
Risulta difficile quindi non sviluppare una certa empatia per Domitilla, riassaporare la perdita di un animale domestico con Ludovico o condividere il senso di colpa provato da Sebastiano.
Ogni storia racchiude l’essenza di essere vivi, di esistere nel senso più fisico del termine, di scegliere di occupare uno spazio qui e adesso a dispetto delle difficoltà, delle scelte sbagliate e degli inciampi che la vita ci mette davanti.
L’immediatezza del disegno e la composizione delle vignette rendono la raccolta una lettura che può essere consumata sia velocemente, in una sorta di binge-reading, parafrasando un termine caro alle serie TV, che “sorseggiata” con calma, assaporando le sensazioni o i ricordi che queste storie possono regalare.
Esistere è dunque un moto di ribellione verso una società che aspira a diventare ogni giorno più grigia e asettica e che tende a mettere da parte la salute mentale per creare nuove generazioni di esseri umani sempre più performativi e sempre meno capaci di vivere il proprio mondo interiore.
Lafabbricadibraccia prova quindi a ricordarci che semplicemente esserci, a volte, può bastare e che la sfida più difficile da affrontare è proprio ascoltare noi stessi.

Simon Savelli


Per la pioggia e tutto il resto di Alessandro Atzei, Manuele Morlacco e Federica Pustizzi (Edizioni Star Comics)


Kafka è l’anziano proprietario del Petrichor Cafè, un uomo tranquillo e solitario che trascorre le proprie giornate tra caffè, cortesia per i clienti e una grande passione per l’ornitologia. La sua quotidianità viene interrotta da Tsuyu, una ragazza misteriosa, un po’ dispettosa e molto imbranata, che un giorno trova seduta sul suo uscio, sotto una pioggia incessante. Questo incontro inatteso modifica poco alla volta le vite di entrambi.
Per la pioggia e tutto il resto è una storia quieta, costruita intorno a due persone che, avvicinandosi, provano a trovare il proprio posto nel mondo e finiscono per riconoscerlo anche nel legame nato tra loro. Tsuyu deve ritrovare sé stessa, imparare ad accettarsi e comprendere che, a volte, volere bene significa anche saper fare un passo indietro. Kafka, invece, deve trovare il coraggio di uscire dalle abitudini nelle quali si è rifugiato e fare ciò che ha sempre desiderato, ma non aveva mai osato tentare.
I bellissimi disegni e colori di Federica Pustizzi accompagnano la delicatezza delle pagine, dove la fa da regina la pioggia che avvolge personaggi e ambienti. Tendendo l’orecchio si può quasi ascoltarne lo sciabordio mentre si sfogliano le pagine: è proprio lei, infatti, a scandire il ritmo e l’atmosfera dell’intero racconto.
Con Per la pioggia e tutto il resto, il risultato è una lettura intima e delicata in cui rifugiarsi, tra tavole curate e colori acquerellati, imparando a fare tesoro delle piccole cose che ci portano a evolverci, ad affermarci, e in qualche caso, a smussarci per affetto. Il tutto nel tempo di un caffè.

Carlotta Bertola


La saggezza delle pietre di Thomas Gilbert (Diabolo Edizioni)


Leggere i fumetti di Thomas Gilbert è un'esperienza intensa, coinvolgente, stimolante. L'ho rifatto in occasione della presenza dell'autore in Basilicata ad agosto per la residenza artistica dello Sputnik Festival ed era inevitabile ripartire da qui, da La saggezza delle pietre, una storia che colpisce come un pugno nello stomaco.
La narrazione parte raccontando il viaggio in montagna di una giovane coppia, alla ricerca di un contatto con la natura ma anche - forse - di un dialogo tra un uomo estremamente sicuro di sé e una donna che vive nella sua ombra, vittima di un'inadeguatezza che sembra imprigionarla. La loro vacanza viene interrotta da piccoli incidenti di percorso e segnata dall'incontro tra lo sguardo della donna e gli occhi di una volpe. La volpe è uno dei pochi elementi resi in rosso in un racconto per il resto caratterizzato da un intenso bianco e nero, fra luci accecanti e ombre finemente tratteggiate.
Ritrovatasi sola, la donna decide di abbandonare la cosiddetta "civiltà" e addentrarsi in una natura selvaggia, magnifica ma tremendamente realistica nel non fare sconti e nello svelarle pian piano tutto il suo crudele fascino.
Thomas Gilbert, fuori da ogni retorica o romanticismo, ci mostra l'inettitudine umana a confontarsi con la maestosità della natura senza per forza soggiogarla o condurla verso la distruzione assumendo un ruolo di predominio che è tipico dell'essere umano. E cosa potremmo imparare se prestassimo davvero ascolto all'eterna saggezza delle pietre.

Giuseppe Lamola


A rileggerci il mese prossimo!

Rubrica a cura di Giuseppe Lamola

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