Camminare a piccoli passi - Intervista a Eldo Yoshimizu
Dialogo con un autore che non conosce confini e che rifiuta di essere ingabbiato in facili generalizzazioni
Ci sono autor* che sono come temporali estivi: ogni loro nuova uscita ha l’effetto di un tuono, potente, ma che scompare dopo attimi. E poi c’è Eldo Yoshimizu, che con le sue opere ti lascia dentro qualcosa che non se ne va, ci vuole tempo per assimilare le sue opere, per comprendere che la catalogazione in generi con lui non ha senso, non funziona.
Abbiamo avuto il piacere di intervistare il maestro sulla sua carriera e su tutte le influenze che ha assorbito negli anni.
Lei è attivo come scultore, illustratore e creatore poliedrico. Rispetto agli esordi della sua carriera, come è cambiato il suo approccio all’arte? Inoltre, ha qualche consiglio da dare ai giovani che stanno per intraprendere un percorso creativo?
Non sono poi così poliedrico. In passato realizzavo opere scultoree di arte contemporanea, mentre ora disegno manga. La musica è solo un hobby e, sia dal punto di vista tecnico che espressivo, sono a livello amatoriale (al momento non ho nemmeno il tempo di suonare uno strumento).
Non sono un artista così grande da poter dare consigli ai giovani. Quello che posso dire è: «Credete nel vostro intuito e continuate a creare senza sosta».
Quando ha scritto Ryuko, ha tratto ispirazione da qualche opera in particolare?
Non c’è un’opera specifica, ma ci sono molti film che mi piacciono. Non citerò titoli specifici perché potrei indurre i lettori ad avere preconcetti.
L’essenza di tanti film si è mescolata e, col passare del tempo, è stata assimilata dentro di me.
A differenza di molte storie incentrate sulla vendetta, Ryuko è in realtà anche una storia d’amore. Quale messaggio desidera trasmettere attraverso quest’opera?
Vorrei chiarirlo fin dall’inizio: Ryuko non è una storia di vendetta. Non è una storia di vendetta come Kill Bill o come alcuni film polizieschi coreani. Una storia d’amore… forse è proprio così.
Il messaggio dipende da come lo interpreta ogni singolo lettore. Se dovessi citarne uno solo, direi che “il bene e il male sono due facce della stessa medaglia”.
Cosa possiamo aspettarci dagli sviluppi futuri di Ryuko?
Nella mia visione personale, vorrei svilupparla in vari archi narrativi, proprio come Hi no tori (La Fenice) di Osamu Tezuka.
Ne La Fenice, il protagonista cambia in ogni arco narrativo. La Fenice stessa è una figura simbolica all’interno di ciascuna storia.
Si tratta comunque di un’idea attuale, quindi potrebbe cambiare. Dipenderà dalle mie energie fisiche e mentali.
Hen Kai Pan è un’opera che descrive l’impatto che abbiamo sul pianeta e sulla natura. Anche a quattro anni dalla sua presentazione, il tema trattato conserva ancora oggi un significato importante. Perché ci risulta così difficile comprendere le conseguenze delle nostre azioni?
Si teme che i data center necessari per supportare l’intelligenza artificiale, consumando enormi quantità di energia elettrica e generando calore, possano avere un impatto negativo sull’aumento della temperatura terrestre.
Le persone si rallegrano della comodità e dell’efficienza immediate, mentre le grandi aziende IT ne traggono profitto. Quest’anno un’ondata di caldo sta colpendo l’Europa, ma l’umanità non impara la lezione.
I detentori del potere continuano ad ampliare le guerre e l’odio reciproco è in aumento. L’umanità continua a far progredire la scienza, la tecnologia e l’informatica, ma tende ancora a sottovalutare l’ambiente terrestre, che è una risorsa limitata. È davvero un peccato.
«L’uno è il tutto, il tutto è l’uno». In Hen Kai Pan, questo concetto rappresenta il rapporto tra il singolo essere umano e la Terra nel suo insieme, che è la patria di ogni forma di vita. Naturalmente, vale anche il punto di vista opposto. Le persone hanno forse dimenticato di essere parte di qualcosa di più grande?
Ieri ho rivisto, dopo tanto tempo, il film Contact del regista Robert Zemeckis.
Ciò di cui sta parlando è proprio ciò che viene rappresentato in questo film. Sembra che le persone non si fidino di ciò che non possono vedere con i propri occhi.
Sappiamo che le piacciono molto i film. Qual è il suo film preferito in particolare?
I film che mi piacciono sono davvero troppi. Per citarne alcuni:
I tre avventurieri di Robert Enrico.
21 Grammi di Alejandro González Iñárritu.
Crash di Paul Haggis.
Heat di Michael Mann.
The Host di Na Hong-jin.
Mother di Bong Joon-ho.
Mobile Police Patlabor 2 di Mamoru Oshii.
Che rapporto ha con i fumetti stranieri? Ci sono autori o opere a cui sta prestando particolare attenzione al momento?
Per quanto riguarda lo stile grafico direi Cyril Pedrosa, Nicolas Nemiri e Benjamin Bachelier.
Le Pavé de Paris di Emmanuel Guibert è un album di schizzi che sembra un vero e proprio scrigno di tesori.
Intervista a cura di Simon Savelli e Luca Frigerio
Eldo Yoshimizu
Eldo Yoshimizu (Tokyo, 1965) è un artista a tutto tondo, scultore e mangaka indipendente giapponese. Dopo il diploma all’Università delle Belle Arti di Tokyo, si è dedicato alla realizzazione di alcune opere esposte prima in Giappone e poi in diverse città asiatiche, americane ed europee. Nel 2015 l’etichetta francese Lezard Noir ha pubblicato Ryuko, un manga noir in due volumi, portato in Italia due anni dopo da Bao Publishing. Nel 2020 ha realizzato, insieme a Benoist Simmat, Gamma Draconis, che affronta il tema del transumanesimo in un’ambientazione tutta francese ma con uno stile grafico tipicamente giapponese. Nel 2022, in occasione della Giornata della Terra esce in contemporanea in diversi Paesi del mondo Hen Kai Pan, una storia che racchiude il pensiero ecologico, filosofico e spirituale dell’autore.









