Alice ha spezzato le catene 33 - Tutto quello che resta, Charles, Der Letzte löscht das Licht

Tre fumetti da leggere rintanati all'ombra


“It seems you prophesized, all of this would end
Were you burned away when the sun rose again
Hate (Hate)
Long wearing thin
Negative, all you've been” *

L’estate ci è piombata addosso con tutto la sua potenza. È il momento di rintanarsi da qualche parte all’ombra, armati di tutti quei fumetti che non abbiamo ancora letto e lasciarci trasportare lontano da questa calura. Poi quando il sole sarà tramontato ricordatevi di parlarne con il vostro gruppo di amici. Non siete soli, mai.


CRISTIANO BRIGNOLA CONSIGLIA:

TUTTO QUELLO CHE RESTA – EMILY CARROLL

“Sudo molto. Ho il seno cadente. Mi lacrimano gli occhi di continuo”. Abby è una donna di quasi trent’anni, insicura, con una bruciante immaginazione. A volte si vede come un cavaliere serrato dentro una corazza impenetrabile quasi quanto quella che lei frappone tra sé e gli altri.  Si sta dando una seconda possibilità, sposandosi con un uomo gentile, David, padre della piccola Crystal. 

Ma come è morta davvero la prima moglie di David? E perché proprio Abby sente la sua presenza, ora terrificante e ora in qualche modo attraente? Tutto quello che resta è una storia che scompagina le sue premesse di continuo e in modo magistrale. La inquadri in un thriller e diventa una storia queer. La inquadri in una storia queer ed esplode in tutto il suo orrore. 

Emily Carroll è bravissima a costruire certezze in chi legge per poi smontarle in modo brutale. Anche il disegno è complice di questo senso di smarrimento: i personaggi hanno tratti cartooneschi, ma al momento giusto la Carroll non si fa problemi a proporre anatomie spaventose e corpi macilenti, nonché a usare il colore (in una storia prevalentemente in bianco e nero), come elemento narrativo di caos e di terrore, invece che – come ci si aspetterebbe – di liberazione emotiva.  

Perfetto per contraddire chi pensa che i fantasmi stiano solo nei loro castelli gotici ad agitare lenzuola. 

Tunué


LASCIMMIABLU CONSIGLIA:

CHARLES - ALESSANDRO TOTA 

Prendi Bari, un giardinetto di periferia méta di punkabbestia e sciamannati vari, mescola il tutti con gin, trielina e spinelli e avrai il cocktail perfetto per resuscitare lo spleen esistenziale, nientemeno che nella persona di Charles Baudelaire.

Cacciato di peso dalla Feltrinelli di via Dante dopo una piantata sul prezzo troppo basso del suo capolavoro I fiori del male, Baudelaire trova terreno fertile per le sue poesie tra giovani del parchetto, figl3 della working class di fine anni 90, e tra un tiro e un lamento en français diventa ben presto il vate del circondario: gli spacciatori gli regalano il fumo, le ragazze gli accarezzano i capelli sulle panchine, i ragazzi se ne muoiono per scambiarci quattro chiacchiere sulla vita e sugli albatri. 

Tratte da brevi carnets d'autore, raccolti e pubblicati seguendo il formato originale, le disavventure in china e acquerello di Charles si integrano perfettamente tra amori, rancori e dolori adolescenziali, tanto che in breve si appianano le piccole divergenze dettate da 100 anni e fischia di distanza tra lui e il popolo del parco, perché in fondo siamo tutt3 uguali davanti al male di vivere, e alla fine possiamo pure riderci e brindarci su.

Coconino Press


EMILIO CIRRI CONSIGLIA:

DER LETZTE LÖSCHT DAS LICHT - TOBIAS AESCHBACHER

Nel corso degli anni non sono stati molti i fumettisti e le fumettiste tedesche candidati agli Eisner (tra questi, vale la pena ricordare negli anni recenti Ulli Lust e Barbara Yelin). Ed è ancora più improbabile trovare un’opera in lingua tedesca di genere non storico/memoir che venga citata da molti siti e giornali specializzati e non. 

Per questo, da lettore di fumetto tedesco, sono stato stupito nel vedere in tante liste d’oltreoceano comparire un fumetto come In the End we all Die (in originale Der Letzte löscht das Licht, che tradotto diventa L’ultimo spegne la luce) dell’autore svizzero Tobias Aeschbacher: un fumetto pulp dalle atmosfere tarantiniane e dallo stile che richiama il fumetto d’avventura e umoristico alla francese, tra Christophe Blain e Gud. La storia si svolge come una commedia degli equivoci dark all’interno di un palazzo, con un capitolo dedicato a ogni appartamento. 

In poco più di 100 pagine Aeschbacher racconta tante microstorie che si muovono tra situazioni grottesche e altre teneramente dolorose (il capitolo dedicato alla coppia anziana che decide di uccidersi insieme è bizzarramente dolce e struggente) costruendo personaggi interessanti e sviluppando al tempo stesso una storia divertente e coinvolgente. Non escludo che qualcuno, prossimamente, lo pubblichi anche in Italia, dopo aver raggiunto oltre gli States anche la Francia, con grande successo.

Helvetiq


A presto.


Rubrica a cura di Luca Frigerio


N.B. Trovate tutte le puntate della rubrica qui.


* tratto da When the Sun Rose Again degli Alice in Chains.

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