La Compagnia dell’Indie 22 - True Crime Komics, Domitilla nei tubi, Doomed Comix 1
Tre recensioni di volumi autoprodotti, tra un fumetto sul true crime, una storia agrodolce e un antologico maledetto
In questa nuova puntata trovate tre recensioni di altrettanti fumetti autoprodotti, che esplorano storie, stili e idee diverse tra loro, tra un funetto che potrebbe essere un podcast di true crime, una lettura insieme dolce e malinconica e un antologico che è un'ammaliante prigione di carta.
Come sempre non mancano poi le segnalazioni di festival, novità, crowdfunding e altro. È, ancora una volta, il nostro modo per continuare a farvi orientare nell'intricata e affascinante scena indipendente.
Giocedì 30 aprile a Napoli, presso l'ex Asilo Filangieri, si terrà Hurriya, festa per la Palestina a fumetti, "un punto di incontro tra realtà che condividono e sostengono la causa palestinese tramite cultura, arte e resistenza": workshop, mostre, live painting, musica e talk di progetti a fumetti pro-Palestina. Tra i progetti presenti: Falastin Hurra, Almaghara, Malinconia Fumogeno e tante altre realtà. Maggiori informazioni qui.
Dal 30 aprile al 3 maggio si terrà alla Mostra d'Oltremare di Napoli la XXVI edizione del Comicon Napoli. Tra ospiti, mostre ed eventi, segnaliamo qui la Small Press Area, nel Padiglione 2, pensata per dare spazio alle produzioni indipendenti, autoprodotte o al di fuori dei circuiti tradizionali. Sono in programma anche eventi dedicati proprio alle autoproduzioni: consigliamo in particolare l'incontro dal titolo "Il microcosmo della autoproduzioni: non solo esordienti", in programma il 3 maggio alle 14:15 in Sala Dino De Matteo. Il programma completo è qui.
Sabato 9 maggio a Traona (So), presso il Centro Polifunzionale, si terrà la quarta edizione di Mukka Comicx: musica, artisti e laboratori per una giornata all’insegna dell’underground. Qui per tutte le altre info.
A Bologna, alla Casa di Quartiere Ruozi, sarà di scena (il 23 e il 24 maggio) PRPR Fest - Fumetti e amicx sul prato. Il festival è organizzato da Profondissima Press, realtà che a noi Audaci sta particolarmente a cuore (e che abbiamo intervistato qui). Per rimanere aggiornati, trovate qui tutte le info.
È aperta, fino al 15 luglio, la open call per partecipare allo Sputnik Festival: la manifestazione si terrà a Pisticci (Mt) dal 19 al 21 agosto. Compilando il form sarà possibile proporre stand, workshop, mostre e performance. Maggiori informazioni qui.
NUOVE USCITE E CROWDFUNDING
Pubblicata da Soda Autoproduzioni arriva la prima storia di rullino-fumetto, una striscia a fumetti dentro un contenitore di pellicola, quella da 35 mm. La storia si intitola Panda ed è di Jects.
Il suono più spaventoso del mondo è il nuovo fumetto di Tommaso Valsecchi. Sceneggiatore, parte del collettivo Silly Nostalgic Kids, editor e molto altro, questa volta si è cimentato in un lavoro in solitaria: 192 pagine nel formato 20x20. Info e acquisti qui.
Se siete appassionati di horror potreste voler finanziare A Walk Within The Queen's Wood e il suo crowdfunding su Kickstarter. È un fumetto scritto da Asa Wheatley, disegnato da Daniel Coloma e colorato da JP Jordan, lettering ed editing sono rispettivamente di Micah Myers e Heather Palmer. Qui il link.
RECENSIONI
True crime Komics – Edmund Kemper - il killer delle studentesse di Federico Galeotti (Amianto Comics)
Quando si parla di true crime è davvero difficile, nella miriade di prodotti di varia fattura che invadono il genere, trovare qualcosa di così solido e ben strutturato come True Crime Komics, per la penna e la matita di Federico Galeotti, pubblicato da Amianto Comics, un prodotto che fa della sua struttura la sua forza. Il fumetto in questo caso svolge la funzione dell’illustrazione per il libro, intervallando e potenziando il racconto scritto che Galeotti architetta. Una cronaca che non avrebbe alcun problema, per via dello stile adottato nella scrittura, a diventare un podcast, e che con grande solidità narrativa e con un piglio a metà fra giornalismo d’inchiesta e narrazione classica ci trasporta all’interno della vita e della mente oscura del serial Killer Edmund Kemper.
La ricerca di Galeotti sembra concentrarsi molto intorno alla storia dell’uomo, ancor prima che a quella del killer. Chi era da bambino quest’uomo terribile e come è cresciuto? Soprattutto: cosa gli è mancato? E ancora, cosa si è rotto dentro la sua mente? Si è rotto qualcosa, oppure davvero esiste, come alcuni credono, un seme del male, qualcosa che fin dai primi anni di vita può far scorgere in un uomo, in una donna, un potenziale assassino.
Questa ricerca, che è principalmente narrata attraverso la scrittura, è corollata dal disegno, che ne potenzia l’effetto scenico.
Galeotti disegnatore, infatti, riesce a imbastire un impianto visivo piuttosto spettacolare, facendo emergere le sue immagini da un groviglio di tratteggi che contribuiscono a rendere ancor più cupa la narrazione e che vengono resi ancor più densi da un utilizzo estremamente tecnico dei grigi e di un retino piuttosto largo che, in contrasto con il pennino, genera uno strano effetto contrastante in cui nel medesimo tempo l’immagine emerge dall’oscurità e ne viene risucchiata.
Un fumetto agile, tecnico e potente, fra libro illustrato e podcast.
Alessio Fasano
In una città immaginaria dalle sembianze di certe periferie, i palazzi si stagliano verso il cielo con orrida imponenza: giganti di cemento e ferro, soffocano e stritolano le povere vestigia di un’umanità sempre più isolata e sepolta sotto cumuli di rifiuti che si propagano a perdita d’occhio.
In uno dei tanti palazzi senza nome vive Domitilla, una timida ragazzina che nei ritagli di tempo ama fingersi showgirl improvvisando spettacoli domestici con il suo fedele amplificatore portatile o pianificare un improbabile futuro da promoter di band femminili K-pop.
Con lei vive Isabel, sua zia, un tempo apprezzata cantante ma ora costretta a un’esistenza solitaria, che ha maturato un carattere esigente e bisognoso di attenzione. Attenzione che spesso si traduce in continue richieste a Domitilla, che tra le lezioni in videocall e la zia da accudire, ha sempre meno tempo per sé e per i suoi progetti.
Le due vivono una vita isolata e le uniche che hanno accesso alla loro casa sono le sorelle Orante: tre figure misteriose simili alle Parche della mitologia antica e che sembrano mosse da interessi inquietanti verso Isabel e Domitilla.
In un crescendo di tensione e misteri, la storia prende un’inaspettata piega thriller e porta la giovane protagonista a una fuga improvvisata verso un mondo sconosciuto, che si dischiude appena oltre la superficie delle pareti. Domitilla è finalmente libera e, forse, in salvo, ma il primo volume si chiude aprendo tanti interrogativi che troveranno risposta solamente nel prossimo libro.
Domitilla nei tubi è il primo atto del nuovo lavoro di Laura Spianelli, fumettista, disegnatrice e insegnante di disegno.
L’atmosfera soffocante e a tratti claustrofobica che si percepisce attraverso la giovane Domitilla, costretta a fantasticare una vita che non può avere e una libertà che non sa nemmeno di desiderare, ricorda il periodo di lockdown che abbiamo sperimentato ai tempi della pandemia.
I disegni sono caratterizzati da un tratto dolce e meticoloso, con la bicromia di seppia e nero tipica delle foto antiche e con una grande attenzione alla disposizione delle tavole che risulta sempre molto ordinata e di facile lettura. Interessante la scelta di certe inquadrature che strizzano l’occhio al genere horror e aiutano a identificare meglio la natura di certi personaggi.
Domitilla nei tubi è una lettura insieme dolce e malinconica che odora di magia e dà il giusto peso alla libertà. Un concetto tanto astratto quanto potente e ancora oggi maledettamente sottovalutato.
Con lei vive Isabel, sua zia, un tempo apprezzata cantante ma ora costretta a un’esistenza solitaria, che ha maturato un carattere esigente e bisognoso di attenzione. Attenzione che spesso si traduce in continue richieste a Domitilla, che tra le lezioni in videocall e la zia da accudire, ha sempre meno tempo per sé e per i suoi progetti.
Le due vivono una vita isolata e le uniche che hanno accesso alla loro casa sono le sorelle Orante: tre figure misteriose simili alle Parche della mitologia antica e che sembrano mosse da interessi inquietanti verso Isabel e Domitilla.
In un crescendo di tensione e misteri, la storia prende un’inaspettata piega thriller e porta la giovane protagonista a una fuga improvvisata verso un mondo sconosciuto, che si dischiude appena oltre la superficie delle pareti. Domitilla è finalmente libera e, forse, in salvo, ma il primo volume si chiude aprendo tanti interrogativi che troveranno risposta solamente nel prossimo libro.
Domitilla nei tubi è il primo atto del nuovo lavoro di Laura Spianelli, fumettista, disegnatrice e insegnante di disegno.
L’atmosfera soffocante e a tratti claustrofobica che si percepisce attraverso la giovane Domitilla, costretta a fantasticare una vita che non può avere e una libertà che non sa nemmeno di desiderare, ricorda il periodo di lockdown che abbiamo sperimentato ai tempi della pandemia.
I disegni sono caratterizzati da un tratto dolce e meticoloso, con la bicromia di seppia e nero tipica delle foto antiche e con una grande attenzione alla disposizione delle tavole che risulta sempre molto ordinata e di facile lettura. Interessante la scelta di certe inquadrature che strizzano l’occhio al genere horror e aiutano a identificare meglio la natura di certi personaggi.
Domitilla nei tubi è una lettura insieme dolce e malinconica che odora di magia e dà il giusto peso alla libertà. Un concetto tanto astratto quanto potente e ancora oggi maledettamente sottovalutato.
Simon Savelli
Doomed 1 di Spam il Mandarino Psichico, Laverve, Vitro e Davide Comai (Sputnik Press)
Dopo l'antipasto del numero zero, in cui le stesse persone che hanno ideato e curato la rivista si sono messe in gioco per realizzarne le storie, l'antologico di Sputnik Press parte ufficialmente con un primo numero (giustamente in nomination al Premio Nuove Strade come Migliore Autoproduzione al Comicon), che dà spazio ad altre voci autoriali, che qui hanno modo di mettere a frutto il loro talento e mettersi in gioco.
Se Spam con Terra maledetta si districa tra maledizioni terrene e ultraterrene (mantenendo la verve di autoproduzioni come Strada per l'Inferno e Oracolo per Coltello Comics), Laverve con Delina e Sassolino prosegue il suo percorso di entomologia esistenziale che si muove tra i boschi e un focus sugli animali ritratti con il suo stile inconfondibile; poi Vitro, con il suo certosino puntinismo, cesella Psychopathia Sexualis con "atti osceni su carta" e, in chiusura, Davide Comai ci regala con Hex una sintesi geometrica di eccezionale valore.
Quattro storie brevi che, sebbene siano caratterizzate da stili diversi tra loro, riescono a raggiungere un'uniformità d'intenti che suona come un manifesto programmatico di ciò che la rivista vuole essere, splendidamente incorniciate dalla cover di Jacopo Ricciardi.
È la pena del titolo, essere rinchiusi nella stessa prigione di carta, in un bianco e nero denso e claustrofobico.
E se il fumetto è la loro condanna, le loro storie possono essere la nostra grazia.
Giuseppe Lamola
Prima di chiudere, segnaliamo che nelle ultime settimane abbiamo parlato di autoproduzioni anche nel nostro podcast Building Stories, in particolare nell'intervista a Valerio Bindi e Bambi Kramer (che trovate qui).
A presto!
Rubrica a cura di Giuseppe Lamola e Luca Frigerio
N.B. Se volete segnalarci un festival, un fumetto autoprodotto o un crowdfunding in corso, scriveteci all'indirizzo gliaudaciredazione@gmail.com















