Takemitsu Zamurai - I samurai tribali di Taiyo Matsumoto e Issei Eifuku

Raccontare il samurai e sconvolgere: una missione per uno dei fumettisti più importanti della scena mondiale

Di fumetti di samurai è pieno il mondo. La nona arte e l’immaginario degli spadaccini orientali sono legati a doppio filo da sempre, ovviamente sopratutto perché uno dei grandi mercati di questo medium proviene proprio dalla terra dei guerrieri di spada. Ma non è solo una questione di provenienza a far sì che i giapponesi amino scrivere così tanto di questi combattenti ancora oggi. La figura del samurai non si lega solo alla cultura nazionale e al folklore da essa derivante, ma si abbina anche a una determinata filosofia. Ed è semmai questa filosofia che permea ancora le opere in cui i protagonisti non sono necessariamente spadaccini.

Quello che viene raccontato è un sistema etico, un modo di ragionare e interagire col mondo, che poco a che fare con la violenza della battaglia. Nel mondo orientale lo scontro si fa allegoria dell’equilibrio fra le forze, è qualcosa che noi occidentali chiamiamo dialettica. Solo che, mentre per noi la tensione fra due visioni dialettiche dà vita ad una sintesi (un terzo elemento evoluto che è non l’unione, ma l’evoluzione delle due idee che si sono combattute, a prescindere che il campo di battaglia fosse reale o ideologico), per la cultura giapponese queste forze sono destinate ad un attrito perenne in cui a un certo punto, le forze, dopo aver interagito, trovano un loro punto d’equilibrio, annullandosi e allo stesso tempo creando un tutto. Ecco, allora, che questo schema, una volta convertito agli scopi narrativi, ricompare ancora e ancora in tanto fumetto orientale.

A questo bisogna aggiungere la meravigliosa estetica del samurai, quanto i giapponesi ne vadano fieri, e quanto questa abbia influenzato la loro (e di conseguenza, la nostra) visione del mondo. Le storie di samurai sono ovunque e sono state pienamente assorbite dal mondo occidentale: si pensi, su tutti, al meraviglioso Ronin di Frank Miller.

Si aggiunge alla lunga lista di grandi artisti che hanno contribuito all’immaginario del samurai anche Taiyo Matsumoto con il suo Takemitsu Zamurai, per la penna di Issei Eifuku, edito in Italia in quattro volumi da J-Pop Manga

Taiyo Matsumoto non è un fumettista tradizionale, e questo è evidente a chiunque abbia letto anche solo una sua pagina, ed è proprio per questo che è ancor più sorprendente come egli sia riuscito ad adattare il suo stile rendendo questo racconto il più tradizionale omaggio alla storia antica dell’isola del Sol Levante che sia possibile trovare oggi tra le novità in libreria.

La storia è deliziosamente classica. Souichiro Seno appare ad Edo (Tokyo) e diviene immediatamente parte viva della comunità, avvicinandosi al mondo dell’insegnamento. Una persona apparentemente mite, assolutamente distaccata e gentile, che nasconde un passato di sangue e vendetta da cui cerca di scappare e che, inevitabilmente, lo verrà a cercare.

Già dalla prima pagina ci accorgiamo di come Matsumoto abbia impregnato di cultura animista il suo fumetto. Tutto in queste pagine vive, e vivendo ha una parola, che questa sia o meno udibile dagli esseri umani. Anche la spada del nostro protagonista parla. Un oggetto abbandonato per tentare di costruire una vita lontano dal sangue, che chiama il suo proprietario, apparendo nella sua mente sotto la forma di una misteriosa donna. La spada mette in discussione la stessa identità del nostro protagonista, gettandolo nel dubbio, portandolo a chiedersi continuamente se uno come lui può riuscire ad esistere, giorno dopo giorno, senza la sua arma, e soprattutto senza tutto ciò che essa rappresenta. Ancor prima che i propri nemici fisici, dunque, il nostro protagonista ha un nemico che soggiace fra le pieghe della sua mente: la sua sete di sangue.

A completare ed elevare l’opera, un lavoro visivamente sconcertante. Matsumoto ci ha abituati al suo stile apparentemente “libero e selvaggio” ma che nasconde, invece, una profonda riflessività e un'attenta progettazione della tavola. L'artista mantiene la sua riconoscibilità in questo suo lavoro, ma lo adatta magistralmente alle necessità narrative, trasformando il suo tratto veloce e nervoso in una sorta di incisione ricca di tribalità.

Le linee sottili prendono decisione e marcano il foglio più a fondo, facendo virare completamente lo stile di disegno verso una sorta di primitivismo in chiave orientale. Ecco allora che ci troviamo in un mondo di regole visive ben architettate, in cui il disordine della linea irregimenta il racconto che stiamo leggendo alla grande: la quotidianità e il dialogo hanno prospettive schiacciate, che concedono comunque un dinamismo registico e che garantiscono all’inquadratura di spaziare sulla città di Edo e mostrarcene i particolari, mentre le battaglie viste dall’alto rasentano l’arte geroglifica e il bassorilievo. Infine, i momenti in cui il demone viene fuori e non si può fare più niente per fermarlo; quando il furore della battaglia imperversa, i neri dominano la pagina e i pennelli secchi prendono il comando dell’immagine, i bordi diventano bianchi creando quello che sembra un mostruoso teatrino delle ombre che non può non affascinare il lettore.

Le notti di questo mondo sono romantiche e affascinanti, le città sono vive e pulsanti, ed è impossibile non innamorarsi, ancor prima che del nostro protagonista, del mondo in cui viene calato. Ed è proprio questo, forse, che eleva così tanto quest’opera. Matsumoto, infatti, riprende una struttura narrativa che ricorda i manga del secolo scorso, in cui la storia nella sua interezza è costruita come una sorta di rosario. La catena è la storia orizzontale di cui veniamo resi partecipi quasi immediatamente, mentre i grani sono i singoli episodi, che attraverso la loro profondità e semplicità riescono a raccontarci e approfondire non solo il protagonista ma tutto il mondo che lo circonda.

Takemitsu Zamurai è un'opera importante e ce lo lascia intuire fin dalle su prime pagine. Si tratta di un lavoro totalizzante, un libro-mondo da cui è difficile allontanarsi a fine lettura: ogni personaggio è caratterizzato meravigliosamente, e si colloca in una strana intercapedine narrativa che Matsumoto ha furbescamente allestito per lui – un'intercapedine fra la narrativa moderna che approfondisce la psicologia del personaggio e il suo corrispettivo allegorico, tradizionale e leggendario – ognuno di questi personaggi, citando, è stato invitato a un ballo in maschera, ma tutti si sono presentati solo col loro volto.

Alessio Fasano



Takemitsu Zamurai voll. 1/4

Storia: Issei Eifuku
Disegni: Taiyo Matsumoto
Traduzione: Prisco Oliva
Editing: Federico Salvan
Progetto grafico: Giovanni Marinovich
Lettering: Vibraant It
Casa editrice: J-Pop Manga
Data di pubblicazione: dicembre 2025
Formato: brossurato con sovracc., 424 pagine, b/n
Prezzo: 16 € cad.





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