Paperone in Atlantide - Di utopia e rivoluzione, fra cielo e profondità

Fabio Celoni firma un instant cult della storia dei paperi, parlando di un mondo che si regge su un vecchio ordine che, se vuole sopravvivere, è costretto a cambiare

Il fumetto da edicola soffre. Non scappate! È vero, se appartenete alla categoria vi sarete stancati di sentirvi ripetere in modo così continuo di quanto il mondo che amate stia per finire. Di come la grande crisi delle edicole travolgerà tutti quanti come un'inevitabile apocalisse. Ma, forse, la crisi delle edicole è anche un grosso, gigantesco, dito dietro cui nascondere una verità troppo violenta da raccontarci. La domanda, quindi è: ma ci sono bei fumetti in edicola? Non decenti. Non buoni. Belli. Belli da far brillare gli occhi, piangere e ridere e innamorarsi di un personaggio. No.

La mediocrità e la noia imperversano travolgendo i lettori che più che leggere in modo appassionato compiono un rito a cui sono troppo legati per smettere (chi vi parla, ovviamente, è compreso nella categoria), ma ci sono delle eccezioni. Grandissime eccezioni.

Topolino non molla mai. Ad oggi rimane la testata da edicola più importante di questo Paese per la sua capacità di continuare a sperimentare, di valorizzare i suoi talenti e di mettere a disposizione della testata stessa sempre nuove penne e matite in un continuo laboratorio di ricerca forsennata che, con tutti i suoi difetti, riesce ancora a riflettere il mondo fuori dall’edicola e, davvero, ad appassionare lettori di tutte le età, con un attento targeting del prodotto, per quanto riguarda tutte le testate figlie della principale.

Negli ultimi anni, soprattutto, la linea editoriale ha alzato il tiro, inserendo all’interno della testata principale delle opere dalla qualità artistica indiscutibile. Ultimo esempio di questo corso degli eventi è il meraviglioso Paperone in Atlantide, dalle sapienti mani di Fabio Celoni, pubblicato in quattro capitoli dal numero 3361 al 3364 del settimanale (dopo un prologo sul numero 3360) e di cui già è stata annunciata per maggio un'edizione deluxe in volume per librerie e fumetterie.


Paperone è partito per una delle sue spedizioni in cerca della città perduta di Atlantide, quando il mare lo inghiotte, svelando un mondo sottomarino in crisi, la cui cosmogonia ci verrà rivelata nel corso dei vari capitoli che compongono la storia. Paperino e i nipotini Qui, Quo e Qua si mettono sulle tracce dello zio.

Fabio Celoni ci precipita in una storia che è profonda in ogni aspetto, dalla descrizione del mondo atlantideo alla serie di forze in gioco intorno al potere di questa città subacquea. È uno scontro per l’utopia quello che si compie in queste pagine. Si discute, con estrema concretezza, di quanto il sogno e l’utopia siano differenti e di quanto un ciclo di distruzione, un momento di caos, possa portare a un nuovo ordine, di come una società antica e marcescente debba crollare per lasciare agli uomini la possibilità di costruire un mondo nuovo, migliore, in cui la corruzione possa essere spazzata via.
E questo fa di questo Paperone in Atlantide innanzitutto un'opera politica e attuale.

Siamo di fronte a una realizzazione grafica destinata a fare scuola. Il tono grafico di questo fumetto non si limita a conferire atmosfera al racconto: ne è parte integrante e ne ingigantisce la trama, rendendolo adulto con eleganza. Celoni mostra una maestria con queste linee che di per sé fanno praticamente uno stile: tutto è fiammeggiante, dinamico, michelangiolesco, in un movimento costante che posa su una gestione geometrica degli spazi e delle inquadrature che rasenta la perfezione. 

Nella storia sono contenute vignette che, ne siamo sicuri, nei prossimi anni saranno usate per essere canonizzate e fungere da esempio. Paperino mostrato di quarto dietro, che piange sconsolato pensando allo zione, come lo stesso mezzobusto di Paperone che governa il timone della sua nave o, ancora, il totale dell'affondamento dello zio che precipita nelle profondità marine.

A completare e implementare il lavoro di Celoni, portandolo per certi versi a un livello successivo, è Alessandra Amorotti, che è autrice di questo racconto tanto quanto Celoni. Amorotti, infatti, con la sua scelta dei colori (su supervisione dello stesso Celoni e di Luca Merli), arancioni e verdi freddi e pastellati, con incursioni di viola e la rinuncia al blu puro – se non in rare occasioni - che sarebbe stato più intuitivo ma banale per una storia così marittima, dona a questa Atlantide un’atmosfera meravigliosa. I rossi e vinaccia, tutti freddi, posati sui vestiti di alcuni protagonisti, e la gestione della campitura su tutte le immagini, potenziano e danno uno spessore superiore ai già meravigliosi disegni di Celoni.


Paperone in Atlantide è una storia da amare e recuperare, che rischia di diventare in breve tempo seminale. Un racconto che consacra ancor di più la figura di Fabio Celoni come maestro del fumetto internazionale, tanto quanto magistrale è il lavoro di Alessandra Amorotti, la quale ci spiega come il mestiere di colorista non sia da sottovalutare come spesso, invece, l’industria del fumetto tende a fare.

Alessio Fasano






Paperone in Atlantide
(Topolino #3661, 3662, 3663, 3664)

Testi, disegni e chine: Fabio Celoni
Colori: Alessandra Amorotti (supervisione di Luca Merli e Fabio Celoni)
Casa editrice: Panini Comics
Data di pubblicazione: 21 gennaio/11 febbraio
Formato: 13.9x18.6, rossurato fresato
Prezzo: 3,50 € cad.

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