Anatomia di una rottura: Štěpánka Jislová e il peso dell'eredità emotiva

Stretta al cuore ci mostra come rompere la catena, una pagina alla volta

Stretta al cuore è quel libro che inizi pensando “ma sì, adesso mi svago leggendo un’autobiografia leggera e romantica” e finisci chiudendolo con la sensazione di aver fatto tre anni di terapia, ma con illustrazioni bellissime e senza fattura finale. Mi rivolgo a voi, lettrici: se siete cresciute negli anni '90, se avete avuto la fase da Pick Me Girl in cui odiavate il rosa, e se avete passato l'adolescenza a cercare di salvare ragazzi emotivamente irraggiungibili sperando che il vostro amore li trasformasse in Aragorn... beh, Štěpánka Jislová (che abbiamo intervistato qui) ha scritto la vostra biografia non autorizzata e dobbiamo ringraziare Eris Edizioni per averla portata in Italia nella sua collana Kina.


Fin dalle prime pagine l’autrice chiarisce il campo: questa è una storia di rottura. Rottura di schemi educativi, emotivi e di genere che non sono mai stati esplicitamente imposti, ma che hanno lavorato in silenzio, sedimentandosi nell’infanzia e diventando grammatica dell’esistenza adulta. La nostra autrice però non punta il dito e non cerca colpevoli facili; fa qualcosa di più complesso e raro: osserva, ricostruisce e si mette in discussione.

La struttura del fumetto segue le pagine di un diario, e come ogni diario è discontinua, sincera e a tratti contraddittoria. Vediamo Štěpánka bambina assimilare un messaggio che molte lettrici riconosceranno con un brivido di fastidio: il femminile è debole, quindi va rifiutato. Da qui nasce quella postura identitaria che tante di noi hanno abitato; Štěpánka mette a nudo la menzogna della Cool Girl, quella ragazza che negli anni '90 guardava Il Signore degli Anelli e schifava lo shopping, convinta che la femminilità fosse una malattia da cui guarire. Ripetersi “Non sono come le altre”, odiare il rosa, distanziarsi dalle cose considerate da femmina come strategia di sopravvivenza simbolica. Non perché ci sentivamo fragili, ma perché ci sentivamo forti e il mondo ci aveva insegnato che forza e femminilità non possono coesistere. Ed ecco che questa autobiografia intima e delicata ci racconta quel momento in cui realizziamo di essere state truffate. Ci avevano promesso che se fossimo state abbastanza diverse, abbastanza maschili, saremmo state al sicuro ma era solo l’ennesima bugia e Stretta al cuore è la cronaca di questo gigantesco inganno e del doloroso processo necessario per sputarlo via.


Crescere, per Štěpánka, significa lentamente disinnescare questa narrazione ma non in modo lineare e non senza ricadute. Le relazioni sentimentali diventano il campo di battaglia principale: infatuazioni e legami sbilanciati si ripetono finché a un certo punto smettono di sembrare casuali. Il momento di svolta arriva quando l’autrice ha il coraggio di fermarsi e guardare il pattern, riconoscendo che il filo rosso di molte relazioni fallite passa proprio da lei. È qui che Stretta al cuore smette di essere solo racconto e diventa strumento di autoanalisi condivisa. Štěpánka prende la sua vita, la smonta pezzo per pezzo e poi la usa per spiegarti perché ti sei infilata in relazioni improbabili convinta che bastasse amare meglio; non perché fossi ingenua, ma perché ti avevano venduto un pacchetto educativo difettoso. Infatti se c’è una cosa che questo fumetto riesce a fare con precisione spietata e necessaria è mostrare come il trauma non sia sempre un evento, ma spesso un’educazione. Štěpánka Jislová racconta una storia personale che si rivela subito sistemica: quella di una generazione cresciuta a pane, silenzi emotivi e ruoli di genere presentati come dati naturali.

Tra questa greatest hits generazionale fatta di giovani emotivamente assenti, Pokémon, la sensazione costante di dover essere meno per essere amata e W.I.T.C.H., l’autrice ha anche la lucidità per raccontare l’altra metà del cielo emotivo: quella maschile. Attraverso il personaggio di Michal, Štěpánka mostra come anche i ragazzi crescano sotto un regime emotivo coercitivo, dove piangere è vietato, la vulnerabilità è un difetto, e l’unico copione accettabile è quello della distanza emotiva travestita da forza. Ne emerge un quadro complesso, mai assolutorio ma profondamente umano, in cui i ruoli di genere appaiono per quello che sono: gabbie interconnesse.


Ma il fumetto non è solo un viale dei ricordi di relazioni cringe passate al setaccio di una lente psicanalitica; a un certo punto Štěpánka tira fuori i dati e lì ti passa la voglia di ridere. C'è una doppia pagina sulla Repubblica Ceca che sembra uscita da un film horror, solo che è la realtà: Štěpánka elenca i numeri delle violenze nella Repubblica Ceca disegnando la mappa dell'inferno in cui viviamo, un inferno dove i giudici si preoccupano di non rovinare la vita agli stupratori con la prigione, mentre le vittime vengono vivisezionate: erano troppo timide? Troppo loquaci? Troppo vive? È il sistema che protegge i suoi figli maschi a costo della salute mentale e fisica delle sue figlie, il tipo di dati che ti costringe a guardare in faccia la realtà e che ti fa venire voglia di dare fuoco a tutto. Štěpánka però usa questa rabbia per analizzare e spiegare con semplicità e intelligenza quella che è la realtà di molte donne e ci aiuta nel difficile compito del riconoscimento: capire che ciò che sembrava destino è spesso apprendimento, e che ciò che è stato appreso può, lentamente, essere disimparato.

Dal punto di vista grafico, Stretta al cuore riflette la formazione illustrativa dell’autrice: linee pulite, composizioni chiare, una palette cromatica costruita con rossi, rosa, blu e azzurri che dialogano costantemente con il contenuto emotivo del racconto. I colori orientano la lettura, segnalano tensioni, sensi e ritorni.


Un libro che non si limita a raccontare la vita di Štěpánka Jislová, ma che intercetta con precisione una generazione intera: quella cresciuta negli anni Novanta, sospesa tra modelli ereditati e la necessità urgente di smontarli e ci mostra che farlo è possibile. È un fumetto che non promette soluzioni, ma offre qualcosa di più prezioso: la possibilità di riconoscersi e, da lì, scegliere consapevolmente se e come rompere la catena.

Wendy Costantini

Stretta al cuore
(Titolo originale: Srdcovka)


Testi e disegni: Štěpánka Jislová
Traduzione: Nicole Causin e Valerio Emanuele di Progetto Proč
Casa editrice: Eris Edizioni
Collana: Kina
Pubblicazione: 2025
Formato: brossurato, a colori, 240 pagine
Prezzo: 20 €

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